Loano, l’8 marzo in piazza Rocca raccolta firma di Amnesty per Narges Mohammadi

  • Postato il 6 marzo 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Narges Mohammadi

Loano. Domenica 8 marzo 2026 in piazza Rocca a Loano si terrà una raccolta firme “per il rispetto dei diritti umani in Iran e in particolare per Narges Mohammadi, leader delle proteste contro il regime e per i diritti delle donne, che si trova tuttora in prigione”. L’iniziativa è promossa da Amnesty International Liguria.

Narges Mohammadi è “una delle più importanti voci del dissenso dell’Iran, sostenitrice della campagna contro la pena di morte e vicepresidente del centro per i difensori dei diritti umani in Iran. Il 6 ottobre 2023 è stata insignita del Premio Nobel per la pace 2023 ‘per la sua lotta contro l’oppressione delle donne in Iran e la sua lotta per promuovere i diritti umani e la libertà per tutti’. Da oltre 14 anni è stata più volte sottoposta a detenzione arbitraria, tortura e maltrattamenti. Ora si trova nella prigione di Evin, a Teheran, condannata a sei anni di carcere per ‘raduno e collusione contro la sicurezza nazionale’ e a un ulteriore anno e mezzo per ‘propaganda contro il regime della Repubblica islamica’ seguiti da due anni di esilio interno nella città di Khusf, fuori da Teheran dove abita, e da due anni di divieto di espatrio”.

Narges Mohammadi, premio Nobel per la pace 2023, ha intrapreso uno sciopero della fame il 2 febbraio 2026. Amnesty International continua a chiedere “che tutte le accuse nei suoi confronti vengano annullate. Dal 28 dicembre 2025 in Iran centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza per reclamare migliori condizioni di vita, diritti, libertà e la fine della Repubblica islamica. Le autorità iraniane hanno scatenato una repressione mortale contro le proteste scoppiate in tutto il paese, ricorrendo all’uso illegale della forza, alle armi da fuoco e ad arresti di massa. ‘Uccidere un essere umano per loro è come una battuta di caccia. Pensano che noi siamo le prede e loro i cacciatori’, ha raccontato un manifestante”.

“Le forze di sicurezza, tra le quali i Guardiani della rivoluzione e le forze speciali di polizia, hanno usato illegalmente fucili, pistole caricate con pallini di metallo e con proiettili veri, cannoni ad acqua, gas lacrimogeni e pestaggi per uccidere, disperdere, intimidire e punire persone che stavano manifestando in gran parte in modo pacifico”.

Autore
Il Vostro Giornale

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