Longobucco, muore d’infarto durante il tragitto in ospedale
- Postato il 15 gennaio 2026
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- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Longobucco, muore d’infarto durante il tragitto in ospedale

Un operaio forestale di 64 anni, Tonino Sommario, è morto d’infarto durante il tragitto in macchina da Longobucco verso l’ospedale. Nuove polemiche sulla carenza dei servizi sanitari.
LONGOBUCCO (COSENZA) – Muore in macchina mentre viene trasportato in ospedale dopo essere stato colpito da infarto. E’ la tragica fine di un uomo di 64 anni, Tonino Sommario, operaio forestale delegato Flai Cgil. Una tragedia che scuote la comunità longobucchese e rimette al centro la carenza di servizi sanitari necessari come la presenza di un servizio di ambulanza attrezzata h24 necessaria in casi di emergenza come quello accaduto allo sfortunato operaio. I primi segnali avvertiti al mattino, poi nel pomeriggio all’aggravarsi dei sintoni la decisione dei propri fratelli di trasportarlo in ospedale in macchina.
Il decesso lungo strada nel territorio del vicino comune di Cropalati. Inutili i tentativi di rianimarlo nonostante l’accorrere di tante persone giunte sul luogo. Grande il dolore dell’intera comunità nella quale l’uomo era conosciuto e apprezzato. Lascia nel dolore profondo la propria fidanzata residente nella frazione Destro.
E’ proprio Il segretario della locale Camera del Lavoro Cgil di Longobucco Antonio Baratta, ad esprimere il dolore della propria associazione sindacale e la propria indignazione “per una morte che poteva essere evitata in mancanza di un sistema di emergenza che non riesce a garantire risposte tempestive. Una corsa contro il tempo che nessuna famiglia dovrebbe mai essere costretta a fare, una morte che colpisce ancora una volta il diritto alla salute nelle aree interne”. Baratta in un comunicato punta il dito “contro l’assenza di un servizio di emergenza h24. A Longobucco non esiste un soccorso immediato.
Se una persona sta male, resta sola, i tempi di intervento risultano incompatibili con le distanze e la conformazione del territorio. Non si tratta di una semplice fatalità -denuncia il sindacalista Cgil- Questa non è una disgrazia inevitabile, ma il risultato di anni di scelte sbagliate, di presìdi sanitari smantellati e di promesse rimaste sulla carta. Non è accettabile che nel 2026 la possibilità di salvarsi la vita dipenda dal luogo in cui si vive”.
Una denuncia che investe la situazione presente nelle aree interne che “non possono continuare a essere considerate territori di serie B. Non si chiedono privilegi, ma uguaglianza. Serve un intervento concreto delle istituzioni per rafforzare i servizi di emergenza e il sistema delle ambulanze”. Un altro lutto, dunque, che lascia nel dolore un’intera comunità e ripropone drammatici interrogativi che meritano risposte da troppo tempo attese.
Il Quotidiano del Sud.
Longobucco, muore d’infarto durante il tragitto in ospedale