Lotta all’evasione, da controlli su dichiarazioni e liquidazioni Iva 11 miliardi (in lieve calo). Le Entrate restano sotto organico di 6mila unità

  • Postato il 7 febbraio 2026
  • Economia
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Lo scorso anno l’Agenzia delle Entrate ha recuperato 11 miliardi di euro grazie ai controlli sulle dichiarazioni fiscali e le liquidazioni periodiche Iva, insieme alla verifica e liquidazione degli atti del registro. Ma un confronto tra il nuovo Piano integrato di attività e organizzazione 2026-2028 dell’ente e il vecchio Piao 2025-2027 rivela che l’aumento dei controlli automatizzati, che nel 2025 hanno riguardato 54 milioni di dichiarazioni contro i 50 dell’anno prima, non ha comportato un aumento degli incassi: nel 2024 erano stati lievemente superiori, a quota 11,1 miliardi. Ora si attendono i dati complessivi sul recupero di evasione messo a segno in corso d’anno: la data di presentazione, che cade sempre in febbraio, non è ancora stata fissata. Intanto, sempre stando ai dati del documento di programmazione, l’agenzia resta sotto organico di quasi 6mila unità.

Nel 2025 sono state inviate oltre 7,8 milioni di comunicazioni in seguito al controllo automatizzato delle dichiarazioni, 1,4 milioni di comunicazioni di invito alla compliance relative alla Lipe (quello che puntano a spingere i contribuenti a versamenti spontanei in regime di ravvedimento operoso), 600mila comunicazioni relative al controllo formale e altrettante conseguenti alla liquidazione delle imposte sui redditi soggetti a tassazione separata, cioè non sottoposti alle normali aliquote Irpef progressive. Attività che hanno consentito di riportare in cassa “oltre 10,7 miliardi di euro“, mentre le attività di controllo e liquidazione degli atti del registro (contratti di compravendita di immobili e locazioni, successioni eccetera) hanno fruttato circa 300 milioni di euro.

Nel Piano 2025-2027, l’Agenzia aveva dato conto di 8,9 miliardi recuperati nel 2024 da attività di controllo delle dichiarazioni fiscali e liquidazione delle imposte sui redditi. A questi si aggiungevano 238 milioni di euro derivanti dalle attività di liquidazione degli atti del registro, oltre a 2 miliardi di versamenti spontanei dopo comunicazioni di invito alla compliance legate alle liquidazioni Iva.

La versione aggiornata del Piao, approvata a fine gennaio, prevede che “per migliorare l’attività di accertamento degli imponibili e di recupero di gettito, l’Agenzia incrementerà la propria capacità operativa nell’ottica di aumentare il numero dei controlli e migliorare la qualità”. Come già emerso dal budget economico 2026, gli accertamenti ordinari su imposte dirette, Iva e Irap ai controlli su indebite compensazioni e contributi a fondo perduto saliranno a 530mila contro le 438.579 realizzate nel 2024 e le 375mila previste dal vecchio Piao e i controlli formali sulle dichiarazioni dei redditi saranno 600mila. Dovranno essere poi almeno 20mila le segnalazioni di immobili che non risultano aggiornati in catasto nonostante le migliorie finanziate con il Superbonus abbiano comportato un aumento del valore.

Risultati che si punta a centrare “attraverso la digitalizzazione dei processi e l’implementazione degli applicativi di supporto al controllo, anche in modo da ridurre le attività a basso valore aggiunto, nonché mediante nuovi strumenti di analisi avanzata dei dati, favoriti dall’applicazione di tecniche di intelligenza artificiale, quali il machine learning, il text mining e il network analysis“. Ma quegli strumenti avanzati dovranno essere governati da funzionari con adeguate competenze. E su questo fronte il Piano, pur riconoscendo che “disporre di risorse umane dotate di elevata competenza e professionalità rappresenta un requisito fondamentale per l’Agenzia al fine di riuscire a realizzare il complesso mandato istituzionale”, non prevede che siano colmate le carenze di personale note da anni. Il saldo tra assunzioni previste nel triennio 2026-2028 (4.477) e cessazioni (2.565) non consentirà, alla fine dell’orizzonte di previsione, di ripristinare la pianta organica che negli anni scorsi è stata rivista al ribasso a circa 42mila unità tenendo conto proprio della digitalizzazione. Nel 2028 saranno effettivamente in servizio solo 38mila tra funzionari e assistenti oltre a 420 dirigenti. A fine 2025 gli impiegati complessivi erano 36.272: quasi 6mila in meno rispetto all’organico.

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Il Fatto Quotidiano

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