“Lucio Dalla mi vide con una birra e per un po’ per lui ero ‘il tossico’. Vasco Rossi ha colpito con un martello di gomma me e Patty Pravo”: i ricordi di Samuele Bersani

  • Postato il 12 marzo 2026
  • Trending News
  • Di Il Fatto Quotidiano
  • 4 Visualizzazioni

“Sono figlio unico: mio padre musicista, mia madre maestra. I miei genitori stanno insieme dal 1966 ed è una cosa straordinaria. Li considero dei rivoluzionari per come va il mondo oggi”. Parola di Samuele Bersani, uno dei cantautori più importanti della musica italiana che si è raccontato durante un incontro al teatro Duse di Bologna, lo scorso 9 marzo.

Il suo “padrino” artistico è stato Lucio Dalla e i ricordi si fanno affettuosi, come riporta Il Resto del Carlino: “L’ho conosciuto al Cocoricò. Sapevo che lui doveva girare lì un video. Ero timido ma anche un po’ sfacciato: mi presentai al Cocoricò, accompagnato da un amico. Gli chiesi se poteva ascoltare una mia canzone, che poi era ‘Il mostro’. Mi rispose che in quel momento non era proprio possibile, ma aggiunse: ‘Vieni domani a Milano, la ascolto lì’”.

E ancora: “Ero un ragazzino di 20 anni, mi presentai davanti a lui che di anni ne aveva più del doppio. Da un lato mi sembrava un uomo di un’altra generazione, allora aveva 47 anni. Ma capii col tempo che era avanti, avanti, avanti: più giovane di tutti noi. Con un radiolone gli feci sentire Il Mostro: ‘L’unica cosa evidente è che il mostro ha paura / il mostro ha paura’. Lucio si commosse, addirittura si mise a piangere. Mi fece firmare un contratto, poi mi chiamò per la sua tournée: non per cantare, ma per vendere le magliette. A un certo punto, durante un concerto, sentii Lucio che diceva qualcosa che mi riguardava. O meglio: mi invitava a salire sul palco. Mi chiamò per farmi cantare. Cominciai così. Il giorno dopo mi ritrovai a vendere le magliette, ma per le novanta serate della tournée Lucio mi richiamava sul palco, come la prima volta. Pazzesco. Lui finiva Caruso ed entravo io, lo sfigato di Cattolica”.

Com’era Dalla? “Buono, generoso, geniale, incredibile. – ha ricordato Bersani – Giravamo per le strade di Bologna e quando passavamo sotto le finestre di un’abitazione lui simulava il dialogo fra ipotetiche persone presenti all’interno. Potevi chiamarlo a qualunque ora del giorno e della notte, dormiva pochissimo. Ma non facciamone un santino, lui si arrabbierebbe”.

E da qui i difetti: “I suoi pregi e i suoi difetti erano elevati al cubo, come succede a tutti i geni. Mai conosciuta una persona esigente come lui. Si fissava anche. Una volta mi vide in giro per via D’Azeglio con una birra e da allora diventai per lui, per un po’ di tempo, ‘il tossico’. Mi regalò un’auto, un Maggiolone nero, e me lo fece venire a prendere col carro attrezzi quando seppe che avevo detto di no al Festival di Sanremo. Quel Maggiolone me lo aveva regalato perché lo aiutai ad ultimare, o forse qualcosa di più, il testo di Canzone. Ho scritto tre quarti di quel capolavoro. Sapete come e perché? Andai da Lucio distrutto, giù di corda: avevo 26 anni e mi ero innamorato. Innamorato davvero, forse per la prima volta nella mia vita, di una ragazza che mi aveva appena lasciato. Non ero a conoscenza del dolore dell’abbandono. Lucio mi disse: ‘Sam, così non puoi andare avanti. È arrivato il momento di capitalizzare il dolore’. Mi lasciò una cassetta. Io girai in auto per le strade di Bologna per ore ad ascoltare e riascoltare quel testo, pensando a come ultimarlo. Ci misi del mio, anche quella dolorosa esperienza d’amore e di abbandono”.

Infine tra gli altri incontri quello con Vasco Rossi: “Andai nel suo studio a Bologna per fargli ascoltare una mia canzone che dovevo portare a Sanremo. Volevo avere il suo parere. Ero seduto in sala d’attesa a fianco di Patty Pravo. Lui si presentò con un martello di gomma e cominciò a sbattercelo addosso”. Un burlone. “Poi ascoltò la mia canzone. ‘Vedrai, vincerai il premio della critica’. Andò davvero così”.

Samuele Bersani ha vinto il Premio della Critica Mia Martini per due volte: nel 2000 con “Replay” e nel 2012 con “Un pallone”.

L'articolo “Lucio Dalla mi vide con una birra e per un po’ per lui ero ‘il tossico’. Vasco Rossi ha colpito con un martello di gomma me e Patty Pravo”: i ricordi di Samuele Bersani proviene da Il Fatto Quotidiano.

Autore
Il Fatto Quotidiano

Potrebbero anche piacerti