L’Ue non condanna: “Iran minaccia globale”. E predica “moderazione”. Medvedev attacca Trump: “Il pacifista ha mostrato il suo vero volto”

  • Postato il 28 febbraio 2026
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  • Di Il Fatto Quotidiano
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L’attacco di Usa e Israele e la risposta dell’Iran genera nuove tensioni diplomatiche. Mosca attacca Trump, l’Ue punta il dito contro l’Iran “minaccia globale”, ma invita alla diplomazia. A intervenire con parole durissime è stato Dmitry Medvedev, che su Telegram ha attaccato frontalmente Donald Trump, accusandolo di aver tradito la retorica pacifista con cui aveva accompagnato i contatti con Teheran. “Il pacifista ha mostrato ancora una volta il suo vero volto”, ha scritto l’ex presidente russo, oggi vice segretario del Consiglio di Sicurezza nazionale. Ma proprio venerdì l’inquilino della Casa Bianca però era stato piuttosto chiaro sull’insoddisfazione per i negoziati e aveva dichiarato: “Non vorrei attaccare, ma qualche volta va fatto”.

La Russia

Secondo Medvedev, “tutti i negoziati con l’Iran sono un’operazione di copertura, nessuno voleva davvero negoziare qualcosa di specifico”. Un’accusa che punta a delegittimare l’intera strategia diplomatica americana e a presentare l’attacco come un esito già scritto. Il politico russo, ombra del presidente Vladimir Putin, ha poi evocato la profondità storica dello Stato iraniano contrapponendola alla giovane età degli Stati Uniti: “Gli Stati Uniti hanno solo 249 anni. L’impero persiano è stato fondato più di 2500 anni fa. Vedremo tra 100 anni…”.

L’Europa

Sul fronte europeo, la linea è diversa nei toni ma altrettanto netta nella preoccupazione. L’Alta rappresentante per la politica estera dell’Ue, Kaja Kallas, ha parlato su X di sviluppi “pericolosi” in Medio Oriente. “Il regime iraniano ha ucciso migliaia di persone. I suoi programmi missilistici balistici e nucleari, insieme al sostegno ai gruppi terroristici, rappresentano una seria minaccia per la sicurezza globale”, ha scritto.

Kallas ha riferito di aver parlato con il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar e con altri responsabili della regione, sottolineando che l’Unione europea sta collaborando strettamente con i partner arabi per esplorare percorsi diplomatici. “La protezione dei civili e il diritto internazionale umanitario sono una priorità”, ha aggiunto, rimarcando la necessità di contenere l’escalation. L’Alta rappresentante ha inoltre precisato che la missione navale europea Operazione Aspides resta in stato di massima allerta nel Mar Rosso ed è pronta a contribuire al mantenimento del corridoio marittimo aperto, in un’area già destabilizzata dagli attacchi alle rotte commerciali.

“Garantire la sicurezza nucleare, proteggere i civili”

“Gli sviluppi in Iran sono molto preoccupanti” scrivono in un post su X la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ed il presidente del Consiglio Ue, Antonio Costa, esortando le parti “alla moderazione“. “Restiamo in stretto contatto con i nostri partner nella regione e riaffermiamo il nostro fermo impegno a salvaguardare la sicurezza e la stabilità regionale – sottolineano i due leader Ue, secondo cui “è di fondamentale importanza garantire la sicurezza nucleare e prevenire qualsiasi azione che possa ulteriormente aggravare le tensioni o indebolire il regime globale di non proliferazione”.

“L’Unione Europea ha adottato sanzioni estese in risposta alle azioni del regime omicida iraniano e delle Guardie rivoluzionarie e ha costantemente promosso sforzi diplomatici volti ad affrontare i programmi nucleari e balistici attraverso una soluzione negoziata – ricordano – In stretto coordinamento con gli Stati membri dell’Ue, adotteremo tutte le misure necessarie per garantire che i cittadini dell’Ue nella regione possano contare sul nostro pieno sostegno”. Costa e von der Leyen concludono invitando “tutte le parti a esercitare la massima moderazione, a proteggere i civili e a rispettare pienamente il diritto internazionale”.

Tajani: “Il problema è l’arma nucleare”

“Noi ci auguriamo che la guerra finisca prima possibile. Noi abbiamo sempre sostenuto i negoziati ma abbiamo sempre detto che l’Iran non poteva avere l’arma atomica, su questo siamo stati molto chiari. La nostra linea era quella negoziale, le soluzioni non sono mai quelle di risolvere con la guerra” ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a SkyTg24. “Il problema è l’arma nucleare e il numero dei missili a lungo raggio dell’Iran che possano colpire anche l’occidente: ad oggi per come sono le cose no, ma se rafforzano il loro programma missilistico potrebbero arrivare a colpire anche l’Europa”.

Il quadro che emerge è quello di una crisi multilivello: da un lato la contrapposizione strategica tra Washington e Mosca, con la Russia che si accredita come sponda politica di Teheran; dall’altro l’Unione europea che, pur denunciando le responsabilità e le minacce legate al regime iraniano, tenta di mantenere uno spazio diplomatico e di proteggere gli interessi civili e commerciali. Mentre sul terreno si moltiplicano i rischi di allargamento del conflitto, la partita si gioca anche sul piano della narrativa: tra accuse di negoziati “di copertura”, richiami alla sicurezza globale e appelli al diritto internazionale, la crisi mediorientale assume sempre più i contorni di uno scontro sistemico destinato a pesare sugli equilibri globali.

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