L’ultima Milano Fashion Week Uomo ce l’ha messa tutta per non scomparire dai radar

  • Postato il 20 gennaio 2026
  • Moda
  • Di Artribune
  • 1 Visualizzazioni

Cosa vogliamo dire ad una settimana della moda maschile ridotta all’osso? L’unica cosa che si può dirle è brava, perché ce l’ha fatta a non sprofondare nell’anonimato in un periodo di crisi per il sistema. E l’economia, tutta. Non c’è prospettiva peggiore, per un’azienda prima e un evento poi, che scomparire dai radar. Perdere, insomma, la propria rilevanza decretando una morte lenta quanto dolorosa. Ciò non è accaduto alla “nostra” Milano Fashion Week Uomo, eppure è visibile il dimagrimento dei grandi nomi.

Milano Fashion Week Uomo autunno inverno 2026-2027

Ormai da qualche stagione, chi più e chi meno, Fendi, Gucci, Etro e Versace hanno deciso di presentare le nuove collezioni durante sfilate co-ed, quindi sia Uomo che Donna. Poi Valentino non è tornato nel capoluogo lombardo, alcuni abili talenti emergenti — come Magliano — hanno esplorato nuovi luoghi, e così il calendario è diventato meno allettante del solito. Per carità, alcuni restano: Zegna, Dsquared2, Dolce&Gabbana, Prada e Giorgio Armani sono i pilastri della Milano Fashion Week Uomo, che senza di loro probabilmente non esisterebbe neanche più. E non perché gli attuali marchi indipendenti che riempiono le giornate, tra show, presentazioni ed eventi, valgono meno di loro. Assolutamente, non intendo questo. Ma viene da sé che i nomi altisonanti sono quelli che attirano la stampa, i buyer e vari addetti ai lavori, insieme alle celebrità che fungono da megafono.

Zegna autunno inverno 2026-2027

Eppure, questa stagione, l’autunno inverno 2026 2027, ha dimostrato che ci sono ancora valide idee sulle passerelle di Milano. Il primo a darne conferma è stato Zegna, nonché l’apripista della kermesse. L’”armadio di famiglia” confezionato dal direttore artistico Alessandro Sartori è la prova che l’eleganza tradizionale può mutare se nelle mani giuste, rimanendo però fedele ai valori e alle caratteristiche che la rendono tale. “Mi interessa il senso di meraviglia che si prova quando si ritrova un oggetto appartenuto al padre, al nonno, allo zio; la scoperta che deriva dallo studio di altri modi di vestire, che spinge a provare qualcosa di nuovo; il dialogo silenzioso che si instaura tra corpi e modi di comportarsi”, ha detto Sartori, che non a caso parla di un “passaggio di testimone generazionale” in un momento dettato da importanti decisioni per l’azienda: Gildo Zegna è diventato Presidente Esecutivo, mentre Gianluca Tagliabue ha preso la carica di CEO del Gruppo, e Edoardo e Angelo Zegna sono Co-CEO del brand. Ebbene sì, una nuova generazione ha preso finalmente le redini, contribuendo agli scombussolamenti (ovviamente, postivi nel caso di Zegna) del settore. E nonostante tutto, le certezze — come un completo ben tagliato, un cappotto comodo, una giacca dai dettagli lussuosi — non svaniscono mai.

Dsquared2 autunno inverno 2026-2027

Dsquared2, invece, insegna come coniugare moda e marketing ai tempi dei social. Non solo la collezione autunno inverno 2026 2027 ha reinterpretato l’abbigliamento da montagna in chiave cool (e sexy), allestendo una pista da sci alle porte delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, ma anche fatto aprire la sfilata a Hudson Williams, star della serie tv canadese “Heated Rivalry”, attesa il prossimo febbraio sulla piattaforma HBO Max Italia. È così che si ottiene uno show virale online, coperto da tutta la stampa e anticipato da un incessante chiacchiericcio. Qui non è ancora un fenomeno come negli Stati Uniti, ma presto lo diventerà.

Dolce&Gabbana uomo autunno inverno 2026-2027

Dolce&Gabbana mette a fuoco l’uomo del presente, confezionando cento look che strizzano l’occhio al proprio passato e vestono tutti. Ma proprio tutti. Ci sono le eco-pellicce e i cappotti, i jeans strappati e gli short, i maglioni e le canotte, gli abiti e le maxi bag. Persino le spille, vicino alle cravatte o alle sciarpe. Ogni uomo viene raccontato come un universo a sé, fatto di passioni, memorie e tensioni interiori. La passerella si trasforma in una galleria contemporanea di ritratti viventi, dove ogni look diventa l’espressione di un autoritratto psicologico oltre che sartoriale. La luce, con richiami alla sensibilità rinascimentale, scolpisce le silhouette e richiama la profondità emotiva del chiaroscuro italiano, mentre i dettagli simbolici svelano frammenti di storie personali tradotti in linguaggio stilistico.

Prada uomo autunno inverno 2026-2027

Da Prada va in scena il dissenso. Sottile, ironico, pur sempre elegante. Viene tradotto in camicie sgualcite, polsini effetto sporco, giacche scrostate come le pareti usurate, pelle spiegazzata, borse morbide prive di strutture rigide, fit stretti al punto da infastidire chi non ha la taglia per indossare certi capi pensati da Miuccia Prada e Raf Simons. La collezione uomo autunno inverno 2026 2027 sfida le convenzioni social, attingendo dall’archivio del brand ma parlando a chi vive il presente. Non c’è traccia di futuro, perché, tra le altre cose, seguendo le orme della tradizione, “i capi nascono da elementi familiari, ma trasformati rimettendo in gioco le convenzioni. La chiarezza rassicura. Una nuova silhouette allungata e precisa racchiude la consapevolezza della forma umana, della sua postura e gestualità”.

Giorgio Armani uomo autunno inverno 2026-2027

Momento storico per il marchio Giorgio Armani, che ha presentato per la prima volta una collezione non firmata dal Re dell’eleganza italiana. Ora, sotto la direzione di Leo Dell’Orco, ex braccio destro e compagno di vita dello stilista, l’approccio rimane intatto ma domina un aggettivo: cangiante. Come si legge nelle note alla collezione uomo autunno inverno 2026 2027, “è sinonimo di iridescente, che descrive ciò che, pur rimanendo com’è, cambia a seconda dell’angolo di osservazione. Che si tratti di un’idea, di un segno o di un impasto di colori, non fa differenza”. Infatti, il guardaroba armaniano continua a giocare con sofisticati contrasti materici tra maglieria e seta, velluto e cashmere. “Un’armonia speciale nasce dai contrasti di lucido e opaco, di quel che sembra e quel che è”. Parole d’ordine: compromesso, nella moda, nella politica, nella società. E nella vita.

Giulio Solfrizzi

L’articolo "L’ultima Milano Fashion Week Uomo ce l’ha messa tutta per non scomparire dai radar" è apparso per la prima volta su Artribune®.

Autore
Artribune

Potrebbero anche piacerti