L'ultima puntata di "Spoiler, il futuro"

  • Postato il 12 marzo 2026
  • Di Focus.it
  • 3 Visualizzazioni
Questa è la puntata appena pubblicata di Spoiler, il futuro, la nostra newsletter. Abbiamo deciso di pubblicarla qui perché nella prima parte affronta un tema cruciale e di strettissima attualità e per darvi modo di scoprire com'è fatta, ricca com'è di approfondimenti, curiosità e un tocco... di bellezza! Per chi desidera continuare a ricevere Spoiler, il futuro, la newsletter di Focus nella propria mail, l'iscrizione è gratuita e si può fare cliccando sul banner qui sotto.. Spoiler, il futuro: riusciremo ad abbandonare il petrolio? La guerra in Iran e il rapido rialzo dei prezzi di carburante e gas ci stanno mettendo ancora una volta davanti alle conseguenze della dipendenza da combustibili fossili. Ma allora, quanto manca al loro abbandono definitivo? •• GIULIA DALLAGIOVANNA . Oggi proviamo a fare un esperimento. Immagina questa stessa guerra in corso tra Stati Uniti, Israele e Iran, ma in un mondo alimentato principalmente a energie rinnovabili. Ci hanno provato tre ricercatori del King's College di Londra in un articolo pubblicato su The Conversation. Il risultato non è in realtà del tutto scontato, ma rimane facilmente intuibile. L'Iran è il terzo produttore di petrolio al mondo e per lo stretto di Hormuz transita quasi un quinto del commercio globale di greggio. Allo stesso tempo, è anche il secondo Paese per riserve di gas e condivide con il Qatar l'accesso al giacimento più grande del Pianeta. Dicevo, immaginiamo i bombardamenti in una realtà dove l'economia globale non dipenda più dai combustibili fossili. Questa settimana proveremo a capire cosa ci manchi per abbandonare gas e petrolio e perché stiamo procedendo più a rilento di quanto non abbiamo fatto per il carbone. Europa compresa.. 🛢️ Li usiamo ancora tantissimo, questi combustibili fossili. Ne parliamo almeno dal 2015, eppure oggi l'80% della produzione energetica globale si basa ancora sui fossili. Nonostante la crescita delle fonti rinnovabili, infatti, il consumo di petrolio e gas nel mondo continua ad aumentare: rispettivamente del 4% e del 6% negli ultimi sette anni. L'abbandono del carbone procede con maggior convinzione proprio perché lo abbiamo in gran parte sostituito con gli altri due combustibili fossili a disposizione. Le conseguenze, lo sappiamo, sono ambientali tanto quanto economiche. "Il lunedì dopo l'inizio della guerra, quando i mercati hanno riaperto, i prezzi del gas in Europa hanno fatto uno scatto del 25% rispetto al venerdì precedente", ci ha confermato Beatrice Petrovich, senior analyst del think tank Ember che monitora la transizione energetica nell'Unione. Il prezzo del carburante è di poco sotto i 2 euro al litro, mentre nelle prossime settimane potremmo vedere l'impatto dell'aumento dei costi dell'energia sui beni che acquistiamo regolarmente, a partire da frutta e verdura. . 🌿 Sì, ok, ma potremmo davvero farne a meno?. Risposta breve: in buona parte sì. Anzi, ne stiamo già facendo a meno più di quello che pensiamo. Il 2018 era stato un anno di svolta per il nostro rapporto con l'ambiente perché prendevano piede i grandi movimenti per il clima e ci rendevamo conto tutti insieme di come dovessimo cambiare il nostro sistema di produzione e consumo. La comunità scientifica indicava la strada da tempo: abbandonare i combustibili fossili. Ma per i più scettici era uno scenario impossibile, se non utopico. Oggi viviamo esattamente in questo mondo impossibile. Secondo la rivista scientifica Nel mezzo, ci sono stati dieci anni di crescita ininterrotta e drasticamente accelerata, ci ricorderemo, dalla guerra in Ucraina.. ⚡ Ma non è tutta elettricità quella di cui abbiamo bisogno. La crescita si è vista soprattutto in Unione Europea e anche l'Italia ha fatto la sua parte. Il 49% della produzione di elettricità nel nostro Paese proviene ora da fonti rinnovabili e secondo il Piano di Energia e Clima dovremo arrivare al 63% entro il 2030. Solo che l'elettricità corrisponde a poco meno di un quarto di tutta l'energia prodotta. Gli altri tre quarti hanno ancora bisogno di gas e petrolio. Ember, però, ha stimato che un ulteriore 67% della torta energetica potrebbe essere elettrificato completamente e che abbiamo già le tecnologie per farlo. In questo 67% rientrano, ad esempio, i riscaldamenti e i trasporti, proprio i due settori che subiscono più direttamente lo shock innescato dalla guerra in Iran.. ⚡ Più elettricità per tutti!. "L'Unione europea è indietro nel processo di elettrificazione di questi settori, ma non ha perso la partita - spiega Petrovich. - Sono anzi questioni che hanno la priorità nell'agenda politica proprio per motivi di sicurezza energetica e di resilienza: meno combustibili fossili vengono impiegati e più si riduce la volatilità dei prezzi dell'energia". "L'anno scorso ha continuato la sottoscrizione di contratti PPA da parte delle aziende, con una chiara preferenza per l'acquisto di elettricità proveniente da impianti solari", aggiunge Petrovich. . ⚡ Tutto bello, ma come si fa nella pratica?. Ci servono un po' di cose. Innanzitutto una rete elettrica potenziata e intelligente per gestire flussi che dovranno diventare più consistenti e poi batterie dove stoccare l'elettricità prodotta in esubero per rilasciarla nei momenti di calo. Non è una novità, certo, ma forse non sai che il Paese UE più avanti in questo progresso tecnologico è proprio l'Italia.. 🌐 Le reti intelligenti che prevengono i blackout. Quando nell'aprile del 2025 Spagna e Portogallo sono andati in blackout per una decina di ore, è sembrato un segnale evidente del fallimento delle rinnovabili. Sarebbe bastato, però, attendere qualche analisi in più per capire che si trattava solo di un'infrastruttura, quella iberica, ancora non del tutto pronta. Per trovare la soluzione al problema, possiamo guardare all'Italia, che da 20 anni esatti sviluppa e implementa le smart grids, le reti elettriche intelligenti. Sono reti che permettono di monitorare in tempo reale e di gestire i prelievi e i rilasci di energia nelle varie zone, alleggerendo i flussi per evitare sovraccarichi e dirigendoli verso dove servono di più. Sono insomma ideali di fronte a produzioni non costanti come quelle che dipendono dalle rinnovabili: prevengono i disservizi e, appunto, i blackout. Il PNRR, tra l'altro, le ha ulteriormente finanziate, destinando 3,6 miliardi di euro al loro potenziamento. . 🔋 Ma le migliori amiche delle fonti rinnovabili sono le batterie. E l'Italia, di nuovo, è uno dei leader europei in questo settore: da sola concentra circa il 20% della capacità operativa totale dell'Unione a fine 2025. E continua a crescere: da gennaio a ottobre 2025, è aumentata di un altro 40%. Sempre secondo i calcoli di Ember, se i progetti in fase di sviluppo fossero applicati, potremmo superare i 10 GW di potenza stoccata. Tanto per darti un'idea, corrisponde a circa un quinto della richiesta di elettricità nel nostro Paese durante le fasi di picco massimo. La maggior parte delle batterie utilizzate oggi sono agli ioni di litio e hanno una capacità di accumulo tra le due e le quattro ore di media. Cioè possono erogare elettricità alla massima potenza per quel numero di ore, prima di esaurirsi. Un inverter, nel frattempo, trasforma la corrente continua in corrente alternata adatta a essere rilasciata nella rete mentre un software di controllo ottimizza i cicli di carica e scarica. L'efficienza di ciclo attuale raggiunge il 90%. Ma stiamo provando a fare di meglio. Come le batterie che sfruttano la CO2 per far girare una turbina e produrre elettricità, o quelle al Nichel-Zinco che rappresentano un'alternativa duratura a costi più bassi. All'inizio di questo mese, poi, è stato inaugurato il CREALab del Politecnico di Torino, per lo sviluppo di batterie a flusso con una capacità di accumulo superiori alle sei ore. . 🌐 Ah, ottimo, dai! E quindi che ci manca?. I soldi. Sì, era facile da intuire, ma mi spiego meglio. La Cina ha scelto di puntare sulle tecnologie per la produzione di energia pulita. La volontà politica era chiara e gli investitori hanno colto l'occasione. Oggi, la Cina ha superato l'Europa nella corsa all'elettrificazione e dal 2020 la sua dipendenza dai combustibili fossili non è più aumentata. "In Europa manca esattamente una direzione politica chiara che attiri investimenti", sottolinea Petrovich. I singoli stati non sempre recepiscono le direttive dell'Unione in materia di energia e la stessa Ue sembra aver rallentato la corsa. Basti guardare alle nuove immatricolazioni di veicoli a diesel o benzina che dovrebbero essere vietate dal 2035, ma su cui c'è più di un ripensamento. È una questione pragmatica: ha senso per un investitore scommettere su progetti di transizione europei che rischiano di venire abbandonati? E se io e te dobbiamo acquistare una nuova auto, possiamo permetterci di valutare un veicolo elettrico o è ancora troppo costoso? . 🌿 Eppure. Eppure, la vendita di auto elettriche è in crescita in tutta Europa. E nella prima metà del 2025 ne è stato venduto il 34% in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. A sorpresa, cresce rapidamente anche il settore dei camion pesanti elettrici, aumentati dell'80% in un solo anno. Nel frattempo, la Spagna continua a fare scuola sull'uso delle rinnovabili, riuscendo ridurre del 40% i costi in bolletta, mentre Norvegia e Svezia risultano tra i 10 paesi più elettrificati al mondo. "Continuiamo a fare progressi nella transizione energetica - conferma Petrovich. - Se verrà raggiunto l'obiettivo di elettrificare la metà del consumo finale di energia in Unione europea entro il 2040, dimezzeremo la dipendenza dall'importazione di combustibili fossili. Ma le decisioni di investimento avvengono più rapidamente se la direzione è chiara e non si fanno cambiamenti in corsa".. 🌿 Ma avremo mai un futuro senza petrolio (e gas)?. Probabilmente non potremo vivere in un mondo che non contempli proprio l'uso di petrolio e di gas, almeno non entro il 2050. Se infatti per ridurli drasticamente in diversi settori è sufficiente applicare tecnologie che già esistono, a patto dicevamo di attirare investimenti, in altri la transizione è più difficile. Uno studio sui SAF, i carburanti sostenibili per gli aerei, ha dimostrato come ancora per diverso tempo avremo bisogno di un mix che contempli il cherosene. E anche nella navigazione gli e-fuels, combustibili sintetici prodotti utilizzando elettricità, presentano costi troppo elevati e un impatto ambientale non del tutto chiarito. Il petrolio inoltre viene utilizzato alla produzione di plastiche, solventi, fibre sintetiche, lubrificanti, bitumi e altri componenti chimici.. 👨‍🔬 E quindi come va a finire l'esperimento?. Bene, per la verità. In un mondo alimentato principalmente a fonti rinnovabili, un mondo che ricordiamo è possibile, non dipenderemmo da riserve di combustibili fossili incanalate in una manciata di rotte marittime come lo stretto di Hormuz. L'energia verrebbe prodotta sul territorio e non rischierebbe di subire shock come quello che stiamo vivendo ora. Non avrebbe più nemmeno molto senso bombardare un Paese per appropriarsi di risorse che non sarebbero più così centrali. Le tensioni si accumulerebbero piuttosto attorno ai giacimenti di terre rare necessarie per la produzione di tecnologie legate alle rinnovabili. E lo vediamo già, con la Cina che in Africa ha investito nell'estrazione di questi metalli e ora controlla più della metà dei flussi, e con Donald Trump che guarda insistentemente alla Groenlandia. Ma sono comunque riserve meglio distribuite sul Pianeta e, soprattutto, il potenziamento della filiera del riciclo potrebbe ridurre la dipendenza da nuova materia prima. E indebolire gli interessi geopolitici. Chiudi gli occhi e ascolta Hai presente le torri di roccia nel deserto dello Utah? Fanno questo suono qui: . Sì, è una musica prodotta proprio da loro attraverso oscillazioni impercettibili ma continue. Nello specifico, dalla Eagle Plume Tower, una torre di 85 metri "mossa" dal vento e dall'energia sismica della terra. Se vuoi divertiti un po' a girarci intorno, qui puoi trovare un modello interattivo perfetto per lo scopo. Da recuperare I bombardamenti contro i depositi di petrolio in Iran hanno provocato uno scenario quasi apocalittico. Incendi alti decine di metri, un fiume di fuoco lungo le strade di Teheran a causa del carburante che si è depositato nelle fognature e una pioggia oleosa e tossica. Sono alcuni esempi di come le fonti fossili siano un problema anche per la salute. Non sono nemmeno 100 anni che la Persia si chiama Iran: quando e perché è avvenuto il cambio di nome. Hai mai visto un mammifero viola? No, perché l'evoluzione ci ha "tolto" questo colore. Nello Spazio ci sono dei pupazzi di neve. Non serve aggiungere altro. Nella notte tra il 9 e il 10 marzo una scossa di terremoto di magnitudo 5,9 è stata registrata tra Capri e Napoli. Ma nessuno se n'è accorto e c'è una ragione. Qualcosa di bello . Queste non sono turbine eoliche qualsiasi. Sono turbine eoliche di Palm Springs, in California. Dietro di loro, puoi vedere il monte San Jacinto. Davanti a loro, invece, ci sono spesso turisti intenti a fotografare quella che ormai è diventata una vera attrazione. In fatto di rinnovaibili, e soprattutto di batterie, l'esempio californiano è il punto di riferimento per l'Italia: in soli quattro anni la capacità di accumulo di energia è aumentata di sei volte. Le rinnovabili stanno prendendo piede e ora sono parte del paesaggio. Ti salutiamo con un quiz! Quale trucco usano i bombi per accelerare lo sbocciare dei fiori? L'aspetto divertente è che funziona davvero, ma nessuno sa il perché. Se Spoiler ti è piaciuta, falla conoscere a un amico. E se ancora non lo hai fatto 👉  ISCRIVITI .
Autore
Focus.it

Potrebbero anche piacerti