L'ultimo tedoforo di Milano-Cortina, totonomi: Sinner fuori dai Giochi, Tomba, Compagnoni o l'outsider

  • Postato il 4 febbraio 2026
  • Di Virgilio.it
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Chi accenderà il braciere olimpico di Milano-Cortina 2026? È la domanda che rimbalza prepotentemente in questi giorni, mentre il conto alla rovescia verso la cerimonia d’apertura entra nella sua fase più calda. Una scelta simbolica, pesantissima, che racconta l’identità di un’Olimpiade chiamata a unire passato glorioso e presente vincente dello sport italiano. Milano Cortina 2026, venerdì si accende il braciere: ultimo tedoforo, parte il conto alla rovescia. Sinner fuori, Tomba e Compagnoni in pole, ma l’outsider intriga.

Un nome blindatissimo

Il nome resta blindatissimo, ma il toto-nomi corre veloce. E tra certezze che tramontano e suggestioni che prendono corpo, uno scenario sembra ormai definito: Jannik Sinner non sarà l’uomo della torcia finale. Il volto più riconoscibile dello sport italiano contemporaneo, simbolo di un’Italia vincente e giovane, non rientra nei piani per l’atto conclusivo della cerimonia. Una scelta legata al contesto dei Giochi invernali, al racconto che Milano-Cortina vuole costruire e anche alla collocazione temporale dell’evento, che rende poco compatibile la presenza del campione azzurro.

L’esclusione di Jannik e una strada da esplorare

Escluso Sinner, la strada porta dritta verso le leggende dello sport invernale. Il nome che accende subito l’immaginario è quello di Alberto Tomba. Carisma, popolarità trasversale, un passato olimpico che ha fatto epoca. Tomba è molto più di un ex campione: è un’icona capace di parlare a generazioni diverse, di rappresentare lo spettacolo e la passione che hanno reso grande lo sci italiano. Affidargli l’ultimo tratto della staffetta significherebbe legare Milano-Cortina a una pagina indelebile della memoria sportiva nazionale.

Il volto femminile

Altissima anche la quotazione di Deborah Compagnoni, volto simbolo dell’eccellenza olimpica azzurra. Tre ori, cinque medaglie complessive, una carriera costruita su talento, eleganza e rigore. La Compagnoni rappresenterebbe una scelta di grande spessore istituzionale, capace di raccontare i valori più autentici dello sport e delle Olimpiadi: sacrificio, continuità, rispetto della storia.

Non sono esclusi colpi di scena

Ma attenzione alla variabile che rende il finale ancora più affascinante: l’outsider. Le cerimonie olimpiche, spesso, amano sorprendere. E Milano Cortina potrebbe decidere di rompere gli schemi affidando la torcia a una figura simbolica, magari legata al territorio, al mondo paralimpico o a un messaggio che va oltre il risultato sportivo. Inclusione, resilienza, futuro: parole chiave che potrebbero trovare un volto inatteso. La scelta finale resta top secret fino all’ultimo secondo, come tradizione impone, ma una cosa è certa che l’ultimo tedoforo non sarà solo un nome, sarà un messaggio. Racconterà che Olimpiade sarà Milano-Cortina 2026 e quale Italia vorrà presentarsi al mondo. Insomma tra due giorni, quando la fiamma si accenderà, non sarà solo l’inizio dei Giochi, ma l’inizio di una storia. E chi stringerà quella torcia entrerà, per sempre, nella leggenda olimpica.

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Virgilio.it

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