Lutto patologico: cosa avviene nel cervello?

  • Postato il 12 marzo 2026
  • Di Focus.it
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Il tempo cura tutto è una frase che chi ha subito un lutto da poco si sente ripetere da amici e conoscenti, e che nasconde una profonda verità: nella maggior parte dei casi dopo la perdita di una persona cara si soffre, ci si dispera, ma con il tempo – chi prima, chi dopo – si torna a sorridere. A volte, però, il dolore non viene superato e si trasforma in disturbo da lutto prolungato (in inglese prolonged grief disorder, PGD), una patologia inserita dal 2018 nell'ICD-11, il sistema di classificazione globale delle malattie dell'OMS.. Attivati dalla morte. Una revisione pubblicata su Trends in Neurosciences ha cercato di capire se sia corretto definire il PGD una patologia, confrontando l'attività cerebrale di persone affette e non affette da PGD. Dai diversi studi rivisti è emerso che il cervello di chi non riesce ad elaborare il lutto funziona in modo diverso, e che alcune reti neurali si comportano in modo anomalo. Il nucleus accumbens, per esempio, una struttura coinvolta nei meccanismi di ricompensa e motivazione, si attiva nei soggetti con PGD quando vedono foto o parole legate al defunto, a dimostrazione di un desiderio intenso verso la persona cara che non c'è più.. Ancorati al lutto. Allo stesso modo amigdala e ippocampo destro, coinvolti nelle emozioni e nella memoria, si attivano quando vedono immagini legate alla morte, mentre si "spengono" davanti a stimoli positivi (come la foto di un paesaggio sereno): la mente della persona con PGD ha difficoltà a provare emozioni positive.. Il cervello della persona con PGD è quindi ancorato al lutto, incapace di trovare gioia e ricompensa altrove se non nel dolore. Nonostante questa revisione non fornisca un criterio diagnostico per questa patologia − sia perché alle persone con PGD raramente si offre la possibilità di effettuare una scansione cerebrale, sia perché il lutto è così complesso che non può essere catturato da un'unica scansione – potrebbe essere utile per aiutare a prevedere chi potrebbe sviluppare un disturbo da lutto prolungato dopo una perdita..
Autore
Focus.it

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