Maltempo in Calabria, milioni di euro di danni sulla costa ionica
- Postato il 22 gennaio 2026
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- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Maltempo in Calabria, milioni di euro di danni sulla costa ionica

Tra lidi cancellati e lungomari distrutti, nella costa ionica del Reggino i danni legati all’ondata di maltempo in Calabria ammontano a milioni di euro
BRANCALEONE – La tempesta Harry è passata, ma ha lasciato dietro di sé uno scenario di devastazione che difficilmente sarà cancellato in tempi brevi. La costa ionica reggina si è risvegliata ferita, piegata dalla furia del mare e del vento, con danni che si stimano già in milioni di euro e che continuano ad aumentare con il passare delle ore. A Ferruzzano, La Loggia, uno stabilimento balneare simbolo del turismo locale, le mareggiate hanno letteralmente cancellato la struttura dalla mappa. Non un danno parziale, non qualche struttura compromessa: non esiste più.
La violenza delle onde e le raffiche incessanti hanno disintegrato una realtà turistica d’eccellenza, punto di riferimento per intere generazioni e per le estati della fascia ionica. Gravi danni anche a Brancaleone, dove il mare ha colpito senza pietà. Lo stabilimento Paradise Beach, il Lido Solaria e il Lido Liberty contano danni ingenti, migliaia e migliaia di euro andati in fumo in poche ore. Strutture divelte, attrezzature trascinate via, cabine sventrate: immagini che raccontano più di qualsiasi parola. La situazione è critica anche sulla Strada Statale 106. Tra i comuni di Africo e Bianco, dove il traffico risulta bloccato a causa dell’esondazione della fiumara La Verde.
L’Anas è al lavoro con i propri mezzi per tentare di tamponare un’emergenza che, però, non nasce oggi. Una ferita aperta da decenni figlia di mancata manutenzione, interventi mai completati e promesse rimaste sulla carta. E allora la domanda sorge spontanea, amara e inevitabile: perché la pulizia delle fiumare e dei torrenti non viene effettuata regolarmente? Perché si interviene sempre dopo, quando il disastro è già compiuto, quando le comunità contano i danni e non più le soluzioni? Un interrogativo che chiama in causa una politica spesso assente, che compare solo in campagna elettorale per chiedere consenso e poi sparisce, lasciando i territori soli di fronte a eventi sempre più estremi.
Colpita duramente anche l’agricoltura: campi allagati, colture distrutte, aziende in ginocchio. I danni non sono ancora stati quantificati, ma si parla già di cifre enormi, che rischiano di compromettere un intero anno di lavoro per molti agricoltori. I lungomari dell’intera fascia ionica reggina appaiono spezzati, mutilati dalla violenza del mare, del vento e delle piogge torrenziali che per ore hanno battuto un territorio fragile, privo delle necessarie opere di protezione e manutenzione. In questo quadro desolante, poche ma significative le presenze istituzionali.
Tra queste, quella del sindaco di Brancaleone, Silvestro Garoffolo, che ha trascorso l’intera notte in strada, monitorando la situazione, lanciando allarmi e coordinando gli interventi di emergenza. Per lui, il lungomare devastato è diventato una casa precaria, simbolo di un impegno concreto in mezzo al caos. Oggi resta il silenzio dopo il boato, il rumore delle ruspe, il dolore di una comunità che ancora una volta paga il prezzo più alto. La tempesta è finita, ma la vera emergenza — fatta di incuria, ritardi e responsabilità mancate — è tutt’altro che passata.
Il Quotidiano del Sud.
Maltempo in Calabria, milioni di euro di danni sulla costa ionica