Matera, stop interventi senologia, protesta pazienti oncologiche

  • Postato il 7 marzo 2026
  • Matera
  • Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Matera, stop interventi senologia, protesta pazienti oncologiche

«Non siamo numeri», a Matera la protesta di 30 donne contro lo stop alla chirurgia senologica. Oltre 30 pazienti oncologiche chiedono il ritiro della delibera regionale che blocca gli interventi di senologia a Matera. Disagi fisici ed economici: «Trasferte insostenibili verso Potenza e Rionero». Al via la raccolta firme


«Chi, come me, è stata operata conosce già il percorso doloroso che ci tocca sotto il profilo sanitario e personale. Se a questo aggiungiamo quello chilometrico, quadruplicato rispetto a quello verso l’ospedale di Matera, si comprende quanti disagi ci siano fisicamente, psicologicamente e economicamente».

PAZIENTI ONCOLOGICHE, LA PROTESTA A MATERA CONTRO LO STOP AGLI INTERVENTI DI SENOLOGIA

Nicoletta ha affrontato il carcinoma mammario, l’operazione per eliminarlo e le terapie e oggi è tra le oltre 30 donne che chiedono a viva voce di ritirare la delibera regionale dell’11 novembre scorso con la quale si vietano interventi nell’Unità Operativa di Senologia Chirurgica dell’Ospedale. L’atto prevede che le operazioni vengano effettuate al San Carlo di Potenza o all’Irccs di Rionero, che dista dalla città dei Sassi centinaia di chilometri. È un intero territorio a risentire di questo “trasferimento” che arriva dopo che «Da decenni – come hanno scritto le pazienti in una lettera aperta – all’Ospedale “Madonna delle Grazie”, le malate oncologiche del nostro territorio, sono seguite da un team multidisciplinare, composto da radiologi, senologi, anatomopatologi, oncologi, radioterapisti, fisiatri e psicologi, operando con competenza, professionalità ed umanità dalla diagnosi alla fase terminale dell’intero percorso di cura».

LE PAZIENTI ONCOLOGICHE, LE LORO STORIE, IL DOLORE, LA MALATTIA

Ieri, venerdì 6 marzo 2026, in una conferenza stampa le storie di queste donne, che passano dalla diagnosi impietosa all’itinerario attraverso operazioni, ricostruzioni e terapie, si sono intrecciate in un filo fortissimo per chiedere che quella delibera sia ritirata. Lo faranno anche con una raccolta di firme già avviata.

STOP INTEVENTI DI SENOLOGIA, LE PAZIENTI, «SIAMO IN DIFFICOLTÀ»


«Siamo una popolazione prevalentemente anziana e questa decisione – racconta ancora Nicoletta – vuol dire sottrarre risorse ai nuclei familiari già in difficoltà». Intorno allo stesso tavolo si guardano negli occhi sapendo che quel trasferimento potrebbe incidere su future pazienti per le quali le opzioni potrebbero passare in alternativa dal percorso a pagamento o in una struttura in una regione vicina. Ogni malato porta con sé le vite di mariti, figli, padri, madri sui quali la diagnosi si abbatte insieme alla trasformazione della vita familiare, alla necessità di accompagnare un percorso di cura non semplice. Alcune cercano di non pesare su di loro e usano i mezzi del sistema sanitario, o privati, ma non è sempre facile.

LE STORIE DELLE DONNE MALATE

«Quando sono andata a Rionero a fare la radioterapia – racconta un’altra paziente – il ritorno, nel bus è stato difficile: attacchi di vomito e ansia si sono aggiunti alla sveglia a cui ero stata costretta al mattino presto, per non parlare delle condizioni delle strade». Infatti c’è chi ha deciso di soggiornare vicino al Crob a proprie spese, per evitare spostamenti troppo scomodi durante la cura: «Sono rimasta circa un mese, in una struttura religiosa; mi è costato circa 2000 euro (70 euro al giorno, ndr.). Le possibilità per curarsi sono rare e costose, non possiamo sopportare quello che sta accadendo e che ci ha colto di sorpresa, né pensare che chi verrà dopo di noi debba essere trattata come un numero».

LO SCREENING SENOLOGICO

Uno dei temi sollevati è anche quello dello screening senologico che da tempo viene effettuato esternamente alla struttura ospedaliera (con un camper che si reca periodicamente a Matera e in altri centri); un sistema che, secondo le pazienti, non sarebbe utile anche al percorso di controllo che dovrebbe invece essere più frequente e certo.

PAZIENTI ONCOLOGICHE, SENOLOGIA, LA RETE CHE LEGA AL MEDICO DI RIFERIMENTO


La rete che lega le pazienti al medico di riferimento, in questo caso al chirurgo Antonia De Rosa, rappresenta un altro aspetto non marginale nel quale malato e medico compiono lo stesso percorso; una strada che non può essere interrotta o trasformata, pena un peggioramento dell’aspetto psicologico di chi sta affrontando la malattia. «Lavora a Matera da 17 anni e si è spesa – spiega ancora una delle pazienti oncologiche – con dedizione. Oggi dovrebbe solo assistere all’operazione in un’altra struttura? – si chiede un’altra paziente -ci sarebbe piaciuto che ai tavoli decisionali fossero invitati i medici e il personale che si devono occupare di questo aspetto. Invece non è stato così».

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