Maxi ingorgo e polemiche per l’apertura del nuovo supermercato di via Carrara
- Postato il 23 gennaio 2026
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- Di Genova24
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Genova. E’ stato inaugurato ieri il nuovo supermercato di via Carrara, a Quarto, nel levante genovese. L’apertura delle saracinesche è stata accompagnata da diverse polemiche legate ancora una volta alla gestione del tessuto commerciale del quartiere e, anche, agli ingorghi generati dal traffico in entrata e in uscita dalla nuova struttura di vendita.
Non sono mancate le contestazioni, con alcuni striscioni appesi nottetempo sul vicino cavalcavia pedonale di via Sartorio, in cui si leggevano slogan relativi alla nuova gestione dei campi sportivi ricostruiti sopra la nuova struttura, che, come è noto, sorge in un’area privata di proprietà dell’Istituto dei Salesiani dell’Opera Don Bosco, precedentemente occupata solamente da campi sportivi.
“Il progetto è stato approvato tra il 2020 e il 2021 dalla giunta Bucci e dal Consiglio comunale, attraverso una variante al Piano Urbanistico Comunale, che ha profondamente modificato la destinazione di un’area di notevole interesse pubblico – commenta la consigliera comunale Serena Finocchio – Fin dall’inizio, come allora consigliera municipale, ho espresso posizione contraria a un intervento che ha privilegiato l’insediamento della grande distribuzione organizzata in uno snodo viabilistico già critico, nonostante le forti perplessità espresse dai cittadini e le osservazioni avanzate dallo stesso Municipio Levante. Nel parere favorevole espresso dal Municipio erano infatti richiesti interventi precisi su viabilità, marciapiedi, parcheggi e sicurezza, oltre alla tutela degli spazi sportivi esistenti. Indicazioni che, a distanza di anni, non risultano pienamente attuate, mentre l’impatto sul traffico è già evidente, come ho potuto constatare personalmente nella giornata di ieri”.
“Questo intervento rappresenta un esempio chiaro di una mancanza di visione urbanistica complessiva, che continua a puntare sulla competizione tra supermercati anziché sulla tutela del commercio di vicinato, degli spazi pubblici e della qualità della vita nei quartieri – conclude Finocchio – Serve una politica urbana diversa, capace di ridurre le disuguaglianze e di mettere al centro i bisogni reali delle persone, non operazioni calate dall’alto e presentate come migliorative solo a posteriori”.