McLaren, tutto tace ma le papaya rules non cambiano. Causa vinta contro Palou: risarcimento milionario

  • Postato il 24 gennaio 2026
  • Di Virgilio.it
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Resiste una cortina di grande riserbo sulla MCL40, la monoposto che la McLaren porterà in pista nella stagione 2026 di F1. Stagione che, ribadiamo ancora una volta, sarà uno snodo cruciale visto il debutto della nuova generazione di vetture, una cesura rispetto a quella precedente ad effetto suolo e che proporranno una serie di novità tecnico-regolamentari non di poco conto (dalle nuove power unit al bilanciamento 50 e 50 tra componente termica e quella elettrica, che avrà più spazio; senza dimenticare l’aerodinamica rivisitata, i carburanti sostenibili al 100% che potrebbero avere un maggior peso strategico nei GP e così via).

McLaren sta sfruttando tutto il tempo a disposizione per lavorare sulla MCL40

La vettura che ha dominato nelle ultime stagioni, in particolare nell’ultima con la doppietta tra titolo Costruttori e Piloti, dovrà essere quindi azzerata totalmente. Così come tutte le altre concorrenti partiranno prossoché da zero, il che potrebbe teoricamente aprire a rimescolamenti delle carte. Sarà per questo che da Woking stanno sfruttando “sino all’ultimo minuto a disposizione“, come ha spiegato il team principal Andrea Stella, per lavorare sulla MCL40. “Una scelta consapevole”, l’ha definita.

Niente filming day, quindi, a differenza perciò delle altre scuderie: la nuova monoposto sarà praticamente svelata nel suo primo shakedown durante i test non ufficiali di Barcellona dal 26 al 30 gennaio. Ma non solo: la MCL40 salterà la prima giornata, proprio per approfittare il più possibile del tempo per proseguire lo sviluppo della stessa, in modo anche di scendere in pista con una versione che non richiederà ulteriore lavoro prima dell’inaugurale GP d’Australia. Prima di allora nessuna immagine ufficiale, nessun teaser, niente di niente.

Le ipotesi sul riserbo McLaren e le prime indiscrezioni

Cosa bolle in pentola? Ci sono dei grattacapi che spingono a tenere le carte ancora coperte per non mostrare eventuali debolezze ai rivali, oppure da Woking stanno preparando qualcosa di incredibilmente innovativo, tale da tenerlo segreto per evitare scopiazzature? Stella ha parlato di cautela nella riprogettazione della vettura completata ai banchi AVL in Austria, con un piano di lavoro che procede secondo i loro programmi stabiliti. Quel poco che sappiamo, come riporta Formula Critica, riguarda la geometria della sospensione anteriore che passa dalla configurazione pull-rod a quella push-rod, come quella presente nella Ferrari SF-26.

In buona sostanza, la McLaren non si è fatta prendere dall’euforia dei successi degli ultimi anni e, in maniera saggia, si è lanciata in un lavoro di ridefinizione della propria vettura molto delicato, evitando proclami con la consapevolezza che nel 2026 i rapporti di forza possono essere messi in discussione.

Ma le papaya rules non cambieranno

Ma se con la vettura resta il mistero, su una cosa è stata fatta chiarezza adamantina: le papaya rules. Le tanto chiacchierate regole che spazzano via le gerarchie tra i piloti, mettendoli sullo stesso piano e lasciando che sia la pista a decidere chi deve essere lanciato per il titolo, saranno confermate per il 2026. Anche se l’anno scorso a momenti generavano più confusione che certezza.

Stella ha sottolineato che McLaren continuerà a correre “con il nostro stile che ci ha consentito di vincere due titoli Costruttori e uno piloti” negli ultimi due anni. Il team principal ha anche spiegato che si è discusso della cosa con il campione regnante Lando Norris e con Oscar Piastri, e tutto questo “ci ha portati a ribadire quanto siano fondamentali per tutti noi quei principi di correttezza, integrità, pari opportunità e fair play. Principi che saranno riaffermati e consolidati”, pur aprendo a miglioramenti nella gestione dei piloti. Nessuna retromarcia, ma al limite qualche aggiustamento e miglioria nelle papaya rules, insomma.

E intanto McLaren vince la causa contro Alex Palou

Chiudiamo il discorso sull’universo McLaren con un argomento che non riguarda la stagione di F1 che sta per aprirsi, e che esula praticamente dalle piste per spostarsi nelle aule di tribunale. Woking infatti aveva ingaggiato una battaglia legale contro Alex Palou, reo secondo McLaren di non aver adempiuto nel 2024 agli obblighi di contratto che lo legavano al team Arrow McLaren impegnato nell’IndyCar. Lo spagnolo aveva poi deciso di rimanere con Chip Ganassi, accusando il team di Woking di aver disatteso all’impegno di portarlo in F1, inizialmente come terzo pilota, per ingaggiare invece Oscar Piastri.

Secondo McLaren invece questa decisione del pilota ha rappresentato un danno economico per lei, a cominciare dall’aspetto commerciale dei contratti stipulati, oltre ai problemi per il team in IndyCar scaturiti dall’addio ex abrupto dello spagnolo. Ebbene, un tribunale del Regno Unito ha dato ragione a Woking, accogliendo la richiesta di un risarcimento di oltre 12 milioni di dollari che Palou dovrà corrispondere. Meno rispetto ai 20-21 milioni inizialmente richiesti, ma sta di fatto che la McLaren incassa comunque una notevole vittoria. L’ad Zak Brown, commentando la sentenza, ha ribadito il fatto che il team ha adempiuto ” a tutti gli obblighi contrattuali nei confronti di Alex”.

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Virgilio.it

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