Meloni e Merz a Villa Pamphili: "Serve colmare le lacune della difesa europea"

  • Postato il 23 gennaio 2026
  • Di Il Foglio
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Meloni e Merz a Villa Pamphili: "Serve colmare le lacune della difesa europea"

La premier Giorgia Meloni ha accolto il cancelliere tedesco Friedrich Merz a Villa Doria Pamphili, sede di rappresentanza della presidenza del Consiglio, per il vertice intergovernativo Italia-Germania che vede la partecipazione di 11 ministri nella delegazione italiana e 10 in quella tedesca.

                                             

Tante le intese bilaterali scambiate dai due governi. Fra le quali spicca un "Accordo sulla cooperazione potenziata in materia di sicurezza, difesa e resilienza". Si tratta di una dichiarazione politica non vincolante finalizzata a rafforzare la cooperazione tra Roma e Berlino su sicurezza, industria della difesa, gestione delle crisi, spazio, sostegno all'Ucraina, contrasto alle minacce ibride e cybersecurity. I due paesi, in quanto membri fondatori dell'Ue e della Nato, hanno riaffermato la loro "comune responsabilità per la libertà, la pace e la sicurezza in Europa". Nel testo, i due governi riconoscono la necessità di rafforzare la cooperazione "alla luce delle crescenti sfide e minacce globali che mettono a rischio la stabilità e la pace duratura del continente europeo". Roma e Berlino ribadiscono inoltre l'impegno condiviso nel "rafforzare le strutture di sicurezza esistenti, in particolare Nato, Unione europea, Nazioni Unite e Osce".

In occasione del vertice è stato siglato anche un protocollo di aggiornamento al Piano d'azione del 2023 per la cooperazione strategica bilaterale e nel quadro dell'Unione europea: un'intesa ampia, strutturata e di lungo periodo che punta a portare le relazioni tra Italia e Germania a un livello "senza precedenti". Il documento, articolato in 32 pagine, definisce una cornice politica e operativa per rafforzare il partenariato tra Roma e Berlino nei principali dossier europei e internazionali: dalla sicurezza alla competitività, dall'energia alla migrazione, fino alla cooperazione culturale e scientifica. Pur non essendo giuridicamente vincolante, il protocollo rappresenta una roadmap politica che impegna i due governi a un coordinamento sistematico e strutturato. Nel preambolo, Italia e Germania riaffermano "l'intensità dell'amicizia" fondata su "profonde radici storiche e culturali" e sui "valori condivisi di libertà e democrazia", sottolineando al contempo il comune impegno come alleati Nato a mantenere una deterrenza credibile e a sostenere l'Ucraina "nella sua difesa contro l'aggressione russa".

 

L'obiettivo della cooperazione è quello di "promuovere la pace, la sicurezza, la coesione sociale e la prosperità dei nostri cittadini",  si legge nel documento, evidenziando che il fatto che i due leader considerano "le principali economie manifatturiere dei due continenti europei e la loro profonda interconnessione come fondamento per la competitività e la resilienza della base industriale dell'Unione europea". A questo proposito, "condividendo la convinzione che l'Europa debba assumersi maggiori responsabilità per la propria sicurezza all'interno della Nato, ci impegniamo a conseguire con urgenza e congiuntamente la prontezza della difesa europea, colmando le lacune in termini di capacità e rafforzando il pilastro europeo della Nato", prosegue il Piano d'Azione. In cui si conferma l'impegno "a intensificare la cooperazione tra Nato e Ue, nonché tra partner europei e affini, in particolare nei settori della mobilità militare e del mantenimento della capacità produttiva dell'industria della difesa, al fine di garantire un approccio coerente nell'interesse della sicurezza collettiva", si legge ancora nel documento.

Tanti gli scenari di guerra a cui prestare attenzione. "Nel nostro dialogo, coordineremo strettamente gli sforzi in corso in risposta alla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, inclusi i regimi sanzionatori, il sostegno alla resilienza e alla ricostruzione dell'Ucraina e le iniziative volte al conseguimento di una pace giusta – prosegue il Piano – nonché il sostegno all'attuazione del Piano degli Stati Uniti per porre fine al conflitto a Gaza, con l'obiettivo di alleviare le sofferenze della popolazione civile e di aprire la strada a una soluzione a due stati". Concentrazione anche sulla regione del Golfo e la Penisola Arabica, sul Nord Africa, "in particolare la Libia, sul Sahel, sul Corno d'Africa, sul Mediterraneo orientale, sui Balcani occidentali, sulla Cina e sull'Indo-Pacifico, nonché sull'Artico e sulle relazioni esterne dell'Unione europea con i suoi principali partner".

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Autore
Il Foglio

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