Meloni, manga (e gli altri). I leader visti dagli spin doctor

  • Postato il 4 marzo 2026
  • Politica
  • Di Agi.it
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Meloni, manga (e gli altri). I leader visti dagli spin doctor

AGI - I leader visti da vicino, molto da vicino. Come solo agli 'spin doctor' riesce. Dal 'manga' di Giorgia Meloni con la premier giapponese Sanae Takaichi alla 'reading list' di Carlo Calenda. E poi i tormentoni di Matteo Renzi - uno su tutti il "first reaction shock" - passando per Giuseppe Conte, con la ricerca dell'equilibrio tra lo standing del professore universitario e la comunicazione da capo politico. Ne hanno parlato, in un convegno alla Camera, quattro portavoce e social media manager. Al centro del dibattito 'l'efficacia della comunicazione politica' - come da titolo dell'incontro - ma anche alcuni aneddoti, direttamente dal backstage dell'attività dei leader.

Per Tommaso Longobardi, che è responsabile Comunicazione social di Giorgia Meloni, il tratto vincente della presidente del Consiglio "è la sua personalità, la sua informalità come persona". Infatti, racconta, "lei non ama che nel suo ufficio la si chiami con titoli istituzionali". E, allora, una volta arrivati a Palazzo Chigi, la scommessa è stata quella di far convivere la premier e "Giorgia": "Abbiamo cercato un equilibrio, nei contesti istituzionali di rimanere come presidente del Consiglio, mentre in altri si muove come Giorgia Meloni. Il nostro obiettivo è valorizzarne questo aspetto", spiega Longobardi.

La comunicazione di Meloni tra viaggi istituzionali e IA

Dalle Aule parlamentari ai viaggi istituzionali. Come quello, recente, in Giappone e Corea. "Lì abbiamo pubblicato questa foto con la premier giapponese, modificata con l'Intelligenza Artificiale, per valorizzare un incontro storico e anche la cultura del Giappone", è l'esempio offerto da Longobardi. E infatti quell'immagine è stata trasformata in un'istantanea anime-style grazie all'IA. "Ho ricevuto, in quell'occasione, molti feedback positivi anche dal pubblico giapponese - continua - quella foto ha avuto molto impatto nella cultura giapponese, tanto che molti giapponesi hanno realizzato dei video 'anime' su tutto il viaggio".

La resistenza etica di Carlo Calenda

Se la cifra della comunicazione di Meloni, secondo Longobardi, ha dietro più "l'autenticità" che strategie, il messaggio di Carlo Calenda viene definito da Martina Bonurasocial media manager di Azione, come "una resistenza etica alla logica dello slogan".

Una linea comunicativa che passa anche dalla 'reading list', i consigli librari del leader di Azione sui social. Oppure dai suoi 'diari di viaggio' personali, tra visite a musei e opere d'arte. "Azione e Carlo non cercano di vincere la giornata, ma cercano di costruire consenso nel tempo. Non cerchiamo soltanto di parlare di politica ma facciamo un investimento di lungo periodo", è l'approccio di Bonura.

Matteo Renzi: tra istituzionalità e viralità social

E se Meloni è passata dall'opposizione al governo, c'è chi segue, in politica capita, il percorso inverso. L'obiettivo per Matteo Renzi - ha detto Benedetta Frucciportavoce e responsabile Comunicazione del leader IV - è stato "da un lato valorizzare l'aspetto istituzionale e toglierglielo, su certi aspetti, sui social. Trovare un compromesso tra un linguaggio da ex presidente del Consiglio e quella che è una comunicazione più diretta", anche passando dalla 'viralità' degli interventi di Renzi in Aula al Senato. "Sui social abbiamo utilizzato anche i suoi discorsi integrali e funzionavano. Abbiamo ottimi risultati su TikTok anche con i discorsi in Aula", ha sottolineato.

Lo sfottò come risorsa: il caso first reaction, shock

Ma la comunicazione passa anche dalla capacità di trasformare lo sfottò in risorsa. Come nel caso dell'inglese del leader di IV, con il suo ormai celebre "first reaction, shock": "Abbiamo consigliato a Matteo di utilizzare questi tormentoni in una chiave ironica, tanto che il 'first reaction shock' fa simpatia e fa sorridere, ma Renzi è molto richiesto da TV internazionali e stampa internazionale di livello", ha raccontato Frucci.

Giuseppe Conte: equilibrio tra professore e leader politico

Per Dario Adamo responsabile Comunicazione digitale M5S e di Giuseppe Conte, la sfida è stata di tenere insieme il leader e il professore: "Conte è un professore universitario e ha la tendenza a parlare tanto, scrivere tanto. Lui incentiva sempre la pubblicazione di un testo lungo, e abbiamo trovato un equilibrio, per cui vanno bene testi lunghi ma anche reel di un minuto e mezzo, per arrivare a un pubblico vasto, mantenendo la caratteristica del presidente che è quella di spiegare", ha detto Adamo che, sulla campagna elettorale per il referendum sulla giustizia, ha aggiunto: "Il referendum nasce su una riforma tecnica molto specifica, inevitabilmente si è politicizzato, e questo ha portato a esasperare i toni da una parte e dall'altra". "Lo slogan sul No al referendum 'salva casta' nasce perché siamo convinti che ci sia, dietro alla consultazione, la tutela di un potere politico che avviene dietro modifiche costituzionali e dell'ordine giuridico", ha proseguito.

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Autore
Agi.it

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