Meloni punta il dito contro gli speculatori, tasse a chi lucra sui carburanti
- Postato il 12 marzo 2026
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- Di Virgilio.it
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In un momento di grande incertezza a causa della guerra tra Usa e Iran che sta coinvolgendo tantissimi Stati, in Senato l’appello è alla coesione nazionale. Giorgia Meloni ha minacciato di tassare chi sfrutta la crisi per avvantaggiarsi sui rialzi dei prezzi carburanti. Il problema resta la dipendenza dai mercati stranieri, quando il prezzo dei distributori cresce si tende a incolpare i gestori delle stazioni di servizio che sono l’ultimo passaggio di una catena economica molto vasta e complessa.
Per chi gestisce una pompa in Italia il margine di guadagno è molto ridotto e rimane fisso: pochi centesimi al litro non fanno la differenza, anche quando il prezzo del carburante schizza alle stelle. Gli esborsi dei clienti, invece, dipendono dal costo del petrolio, dalle spese di raffinazione e di trasporto, dai margini delle compagnie energetiche e per lo più dalle imposte. La pressione fiscale in Italia è elevatissima e il tutto si traduce in un sistema che tende a portare nelle casse dello Stato automaticamente più IVA, mentre i gestori degli impianti non necessariamente traggono un vantaggio tangibile dall’aumento dei prezzi. Un sistema farraginoso che rende insostenibile la vita degli automobilisti e dei trasportatori che ogni giorno per lavoro sono costretti a invadere le strade del Belpaese.
La reazione del Governo
Giorgia Meloni ha spiegato che c’è un impegno massimo per evitare ulteriori danni economici determinati dalla crisi. Sono stati predisposti strumenti di monitoraggio sull’andamento dei prezzi per combattere i fenomeni speculativi che stanno aggravando la situazione. Il Governo si impegna a monitorare se vi saranno aumenti ingiustificati dei prezzi, soprattutto presso le pompe e nei supermercati circa i generi alimentari. In particolare sui carburanti si sta valutando il meccanismo delle accise mobili e la Premier ha spiegato:
“Non abbiamo aumentato le accise ma allineato le accise tra diesel e benzina rispettando un impegno assunto dal Governo precedente, per farlo avevamo tre strade. Abbiamo scelto di allinearle a metà strada, di aumentare le accise sul diesel che è più inquinante e di diminuirle su quella meno inquinante”.
Con le accise mobili quando il prezzo di benzina e diesel aumenta lo Stato incassa automaticamente di più dall’IVA, perché questa imposta è calcolata in percentuale sul prezzo finale, ma utilizza l’eccedenza per abbassare le accise. L’intervento di Giorgia Meloni in aula, in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo, è rilevante per una mitigazione immediata all’impennata dei prezzi dei carburanti. Per valutare se l’aumento troverà una certa stabilità occorrerà attendere una settimana. Il Governo almeno è pronto a innalzare le tasse per chi specula nel pieno di una crisi con pochi precedenti storici.
Decreto energia
Il Governo ha varato di recente un decreto per ridurre in modo strutturale il prezzo dell’energia per imprese e famiglie. Un’iniziativa inedita che è stato accolta con positività dalla filiera produttiva. Al Consiglio europeo Giorgia Meloni chiederà la sospensione dell’Ets sul termoelettrico. Il coordinamento strategico per sostenere i Paesi del Golfo e difendere Cipro va valutato in connessione con la delicata situazione dello Stretto di Hormuz.
Per ora l’Italia preferisce un approccio cauto sullo schieramento di navi. I rischi di essere coinvolti direttamente nel conflitto sarebbero altissimi. In queste ore, infine, c’è un dibattito aperto su quali strumenti impiegare per difendere la libertà di navigazione, rispettando anche gli storici legami con Stati Uniti.