Mercosur, accordo bloccato. Il Parlamento Ue chiede un parere alla Corte di giustizia
- Postato il 22 gennaio 2026
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- Di Agi.it
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Mercosur, accordo bloccato. Il Parlamento Ue chiede un parere alla Corte di giustizia
AGI - Se l'obiettivo della Commissione europea era quello di compensare le turbolenze Ue-Usa con il successo della firma dell'accordo con il Mercosur, allora per l'esecutivo europeo piove sul bagnato. Il Parlamento europeo ha infatti deciso di chiedere un parere alla Corte di giustizia dell'Unione europea riguardo alla compatibilità dell'accordo commerciale firmato sabato scorso in Paraguay, bloccando di fatto il processo di ratifica dell'accordo da parte dell'Eurocamera per un periodo che potrebbe andare dai 18 ai 24 mesi.
Il voto, che già dalla vigilia sembrava potesse essere molto combattuto, è stato di fatto deciso da soli cinque eurodeputati: 334 sono stati i voti a favore del rinvio ai giudici di Lussemburgo, contro 324 contrari (e 11 astenuti). Quasi tutti i gruppi politici si sono spaccati, seguendo soprattutto l'indicazione che era stata dei propri governi in occasione del voto sull'accordo in Consiglio Ue: tutti gli eurodeputati francesi, ad esempio, hanno votato per il rinvio alla Corte Ue. Tra il Partito popolare europeo, il principale gruppo dell'Eurocamera schierato per il no, si contano complessivamente 43 "franchi tiratori", mentre 35 sono gli eurodeputati in dissenso con il gruppo dei Socialisti e 24 tra i liberali di Renew, che comprendono soprattutto la delegazione macroniana. In maggioranza contrari invece i Verdi, i Patrioti, la Sinistra e i Sovranisti, mentre spaccato sostanzialmente a metà il gruppo dei Conservatori, con Fratelli d'Italia sul no e il PiS polacco sul sì.
La spaccatura del voto tra gli eurodeputati italiani
Anche tra gli eurodeputati italiani il voto segna una spaccatura sia nella maggioranza che nell'opposizione. Tra i partiti al governo, vota a favore la Lega mentre si schierano contro Fratelli d'Italia e Forza Italia. Nelle opposizioni, invece, contro il rinvio il Partito democratico mentre si schierano a favore le altre forze, Movimento 5 stelle ed Europa verde (i due eurodeputati eletti nelle liste di Sinistra italiana, Ilaria Salis e Mimmo Lucano, non hanno partecipato al voto).
Le reazioni dei partiti: von der Leyen e Meloni sconfitte?
"Il voto del Parlamento europeo sul ricorso alla Corte di giustizia europea contro il Mercosur è una nostra vittoria, degli agricoltori e una clamorosa sconfitta personale di Ursula von der Leyen e Giorgia Meloni. Ne prendano atto", è il commento della delegazione pentastellata al Parlamento europeo, mentre per la Lega è "bocciato l'operato di Ursula von der Leyen sul Mercosur. Ci ha pensato il voto della sua stessa maggioranza politica. Un operato che, da settimane, noi della Lega denunciamo come opaco nei metodi e inadeguato nei contenuti". Per Fratelli d'Italia, invece, "ora dovremo lavorare ulteriormente per evitare il rischio che, a seguito del voto odierno, i risultati raggiunti vengano messi in discussione nella fase negoziale dei diversi provvedimenti". "Rammarico" è espresso dall'eurodeputato del Partito democratico, Brando Benifei, a cui fa eco Giorgio Gori che definisce il voto "autolesionismo puro". Il Partito popolare europeo invece chiede alla Commissione europea di procedere con l'applicazione provvisoria dell'accordo, a cui l'esecutivo europeo potrebbe tecnicamente fare ricorso in attesa del parere della Corte Ue.
La risposta di Berlaymont e il vertice straordinario Ue
Per il momento palazzo Berlaymont non si esprime sulla possibilità, limitandosi a "deplorare fortemente" la decisione del Parlamento europeo. Sugli stessi toni il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, che attacca per la seconda volta il Parlamento europeo dopo il rimprovero in occasione del primo voto sulla semplificazione della due diligence, definendo il voto "deplorevole" e chiedendo anch'egli l'approvazione provvisoria. Il tema però, a quanto si apprende, sarà sul tavolo del vertice Ue straordinario di domani sera, in quanto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, vorrebbe prima un via libera "politico" per procedere con una misura che andrebbe di fatto ad aggirare il Parlamento europeo.
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