Mermec STE, presidio e sciopero a Genova: “Atteggiamento padronale senza rispetto per i lavoratori”

  • Postato il 15 gennaio 2026
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  • Di Genova24
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fiom cgil mermec ste

Genova. “Una grande azienda, in salute, che però mette in atto un costante atteggiamento padronale che non prende in considerazione il valore della contrattazione nonostante la presenza di delegati sindacali eletti dai lavoratori”. Per questo oggi, dopo la discussione in assemblea, la Fiom Cgil ha proclamato otto ore di sciopero alla Mermec STE, società italiana leader nella progettazione, produzione e integrazione di tecnologie avanzate per le infrastrutture ferroviarie, con presidio sotto la sede genovese di via Bombrini “come risposta ferma e responsabile a un metodo che rifiuta il dialogo“.

La Mermec STE opera come “abilitatore” nel trasporto su rotaia offrendo sistemi completi per il segnalamento, le telecomunicazioni, la trazione elettrica, la supervisione e la sicurezza di tunnel e stazioni, con un fatturato in costante aumento che regista una crescita di oltre il 130% nel periodo 2022–2024. Fondata a seguito dell’integrazione del business ferroviario di Sirti nel 2021, Mermec STE fa parte del gruppo Angel/Mermec, presente in oltre 70 paesi con circa 2.300 dipendenti, di cui circa 200 solo tra Genova e Milano.

“L’azienda ritiene di poter fare il bello e il cattivo tempo con i suoi lavoratori attraverso una policy aziendale che può essere modificata a suo piacimento“, denuncia la Fiom parlando di decisioni “che incidono profondamente sull’organizzazione del lavoro, con turni massacranti nei periodi di attivazione impianti, così come l’intenzione di ridurre lo smart working da due a una giornata settimanale, senza alcun confronto con le rappresentanze dei lavoratori, oltre che perpetrare una modalità di trasmissione di qualunque decisione che definire unilaterale è un eufemismo. A ciò si aggiunge l’assenza di criteri trasparenti nelle valutazioni e nei meccanismi definiti meritocratici, mai discussi né condivisi. L’azienda continua, inoltre, a ricorrere alla facoltà di assorbire gli aumenti contrattuali nazionali, rinunciando a una scelta che avrebbe potuto rappresentare un segnale concreto di riconoscimento del lavoro svolto e un sostegno reale alle famiglie, già duramente colpite dall’inflazione.

“Questo atteggiamento, ormai consolidato da oltre tre anni, è irrispettoso della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, che meritano ascolto, chiarezza e relazioni industriali corrette, e ha inevitabilmente incrinato i rapporti, segnando un punto di non ritorno – conclude il sindacato -. Riteniamo indispensabile che l’azienda abbandoni questa linea unilaterale e apra finalmente un confronto vero, basato su regole chiare, accordi sindacali, e relazioni industriali trasparenti”-

Autore
Genova24

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