Migranti, 380 dispersi da 10 giorni. Scandura: “Tutti dalla Tunisia: problemi con gli accordi imbastiti dall’Italia?”
- Postato il 25 gennaio 2026
- Cronaca
- Di Il Fatto Quotidiano
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Circa 380 persone sono disperse nel Mar Mediterraneo da dieci giorni, inclusi quelli che hanno visto il ciclone Harry sconvolgere l’area: un unico dispaccio di allerta a “tutte le navi in area”, reso noto dal giornalista di Radio Radicale Sergio Scandura, raggruppa ben otto casi Sar (Search and rescue) per otto imbarcazioni che nei giorni scorsi hanno preso il largo da Sfax, in Tunisia. “Il dispaccio Sar – spiega Scandura su X – trasmesso in data odierna sulla rete InmarSAT dal Centro di Coordinamento e Soccorso Itmrcc della Guardia Costiera italiana – riporta anche le date di partenza delle otto imbarcazioni dalla costa orientale tunisina, per un totale di circa 380 naufraghi.
“Il dispaccio SAR viene ri-trasmesso più volte anche oggi sui terminali InmarSat”, scrive il giornalista domenica 25 gennaio spiegando che le drammatiche condizioni meteo dei giorni scorsi “non lasciano sperare molto”. Evidenziando inoltre come significativo, “soprattuto per numero eventi, che questi casi SAR siano da Sfax: problemi con gli accordi imbastiti dall’Italia tra la Tunisia di Saied e la Commissione europea?”. Le date di partenza da Sfax sono del 14, 18, 20 e 21 gennaio 2026: includono i giorni che hanno visto il quadrante del Mediterraneo Centrale, inclusa la rotta ideale da Sfax a Lampedusa, segnato dagli impietosi 7+ metri di onda e dalle severissime raffiche fino a 54+ nodi provocate dal ciclone Harry”.
???? 380 Persone disperse in mare: mancano all’appello da dieci giorni.
Un unico dispaccio di allerta a “tutte le navi in area” raggruppa ben otto casi SAR per otto imbarcazioni che nei giorni scorsi hanno preso il largo da Sfax ????????
Il dispaccio SAR – trasmesso in data odierna… pic.twitter.com/iGKeoux3gS
— Sergio Scandura (@scandura) January 24, 2026
Scandura elenca i casi Sar dei quali è venuto a conoscenza: 49 persone su barca in ferro, partite da Sfax il 21 gennaio; 54 persone su una imbarcazione, partite da Sfax il 20 gennaio; 45-50 persone partite da Sfax il 18 gennaio; 51 persone su barca in ferro, partite da Sfax il 20 gennaio; 36 persone su barca in ferro, partite da Sfax il 14 gennaio; 42 persone su gommone, partite da Sfax il 14 Gennaio; 53 persone su barca in ferro, partite da Sfax il 14 gennaio; 45 persone su barca in ferro, partite da Sfax il 14 gennaio. Numeri che vanno letti insieme a quelli del naufragio che sarebbe avvenuto venerdì, con 50 vittime e un unico sopravvissuto, soccorso in acque internazionali dopo che il barcone partito dalla Tunisia si era rovesciato. L’uomo è ricoverato a Malta in gravissime condizioni. C’è poi la ong Alarm Phone che segnala da giorni di aver perso ogni contatto con le persone partite sempre dalla Tunisia su tre imbarcazioni. E le 18 persone soccorse la scorsa notte dalla nave Sea-Watch 5 in zona Sar libica, compresi due bambini piccoli.
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