Milan, ricordi Brahim Diaz? Porta il Marocco in semifinale di Coppa d’Africa e spaventa anche Ancelotti

  • Postato il 10 gennaio 2026
  • Di Virgilio.it
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In patria è l’anti-Yamal perché Brahim Diaz – stella del Marocco che grazie al quarto gol dell’ex Milan ha centrato le semifinali di coppa d’Africa grazie al successo sul Senegal – ha scelto la nazionalità marocchina nonostante sia nato in Spagna a differenza del fenomeno del Barcellona, che pure ha il papà del Marocco. Al Milan lo ricordano come un diamante grezzo – ma alterno – ma oggi Brahim Diaz è un campione fatto e finito.

Marocco in semifinale: Camerun piegato a Rabat

In un quarto di finale carico di tensione e significato storico, il Marocco si impone 2-0 sul Camerun davanti al proprio pubblico e conquista un posto in semifinale in Coppa d’Africa. L’obiettivo è chiaro: interrompere un digiuno lungo mezzo secolo e tornare sul tetto d’Africa. Ora, sulla strada dei Leoni dell’Atlante, ci sarà la vincente della sfida tra Algeria e Nigeria.

Il solito Brahim Díaz colpisce ancora

La partita prende subito la direzione voluta dai padroni di casa. Ritmo alto, pressing costante e grande spinta sulle fasce, con Hakimi ed Ezzalzouli protagonisti. Il Camerun fatica a respirare, costretto spesso nella propria metà campo da una serie di calci d’angolo e da un possesso palla insistito.

Il vantaggio arriva al 26’. Da corner, El Kaabi prolunga di testa e Brahim Díaz è il più rapido ad avventarsi sul pallone, correggendolo in rete da pochi passi. Un copione che si ripete: con l’ex Milan in campo, il Marocco segna sempre per primo in questo torneo. È il suo quinto gol in cinque partite di Coppa d’Africa.

Nel secondo tempo il Camerun tenta di alzare il baricentro e palleggiare con maggiore continuità, ma il Marocco chiude linee e spazi con ordine. Al 74’ arriva la giocata che chiude il match. Un pallone lungo pesca Saibari in area: controllo pulito e sinistro preciso sul palo lontano. È il 2-0 che spegne definitivamente le speranze camerunesi. Nel finale l’unica vera occasione capita a N’Koudou, che non inquadra la porta di testa.

Il dato che fa rumore è uno solo: Brahim Díaz ha segnato in tutte le partite disputate dal Marocco in questa Coppa d’Africa. Cinque gare, cinque gol, sempre pesanti. Arrivato in nazionale nel marzo 2024, il trequartista del Real Madrid si è preso subito la scena, diventando il volto della corsa marocchina.

Dalla Spagna al Marocco: una scelta identitaria

Nato a Malaga, cresciuto calcisticamente tra Spagna e Inghilterra, Brahim ha vestito le maglie giovanili della Roja prima di scegliere la nazionale dei suoi genitori. Una decisione che lo ha inserito in una lunga lista di talenti della diaspora che hanno rafforzato il Marocco (già protagonista al mondiale in Qatar nel 2022 con il quarto posto).

Brahim Diaz cresce diverso dagli altri. Così tecnico da non sembrare né mancino né destro, rapido, creativo, con un controllo di palla naturale. In un vecchio filmato del 2007 i cronisti locali lo ribattezzano già “il Messi di Malaga”. Piccolo di statura, ma enorme per qualità: visione di gioco, dribbling e un tiro che colpisce per pulizia e potenza.

Real Madrid e Barcellona bussano presto alla porta, ma a muoversi con decisione è il Manchester City. Manuel Pellegrini, che lo conosce bene dai tempi in Spagna, convince il club inglese a puntare su di lui. Per circa 300.000 euro, a soli 14 anni, Brahim lascia la sua terra e si trasferisce in Inghilterra con la famiglia per completare la sua formazione.

Messaggio per il Brasile

La Coppa del Mondo 2026 non è più così lontana. E mentre il Mondiale si avvicina, una certezza prende forma: Brahim Díaz, oggi al Real Madrid e leader tecnico del Marocco, sta vivendo una Coppa d’Africa di altissimo livello. Un segnale che non passa inosservato. Nemmeno per Carlo Ancelotti, CT della Selecao.

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Virgilio.it

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