Milano Cortina 2026, Raisport nel ciclone, chi è il direttore Petrecca sotto accusa: intuizioni vincenti e flop

  • Postato il 7 febbraio 2026
  • Di Virgilio.it
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Se la cerimonia d’apertura delle scorse Olimpiadi estive di Parigi lasciò il segno per le provocazioni, l’accento woke e le accuse di blasfemia, quella trasmessa ieri in diretta da Rai1 per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina passerà alla storia per le critiche rivolte alla cronaca dell’evento. Al di là del gobbo, visibile anche in tv, messo a disposizione di Mariah Carey per farle cantare “Nel blu dipinto di blu”, dei fischi al vicepresidente americano Vance e alla delegazione israeliana, a indignare gli spettatori è stata la telecronaca dell’evento, che il direttore di Raisport Paolo Petrecca con un blitz ha avocato a sè, sfrattando Auro Bulbarelli colpevole di aver “spoilerato” la settimana scorsa la sorpresa di Mattarella.

Le gaffe di Petrecca

Il direttore ha però inanellato una serie di gaffe impressionanti, scatenando rabbia e ironia nei telespettatori sin dall’avvio, quando ha dato il suo buonasera “dallo stadio Olimpico”, salvo poi correggersi subito dopo. Poi, dopo qualche minuto, ha scambiato Matilda De Angelis con Mariah Carey. “Le immagini ci portano con Mariah Carey…Con Matilda De Angelis che come direttrice d’orchestra, dirige una fantasia ispirata a grandi compositori italiani come Verdi, Puccini, Rossini”.

Il disastro è totale: confonde la presidente del CIO con la figlia di Mattarella, asserisce che il Kazakistan abbia solo 4 atleti, 7 dei quali nelo sci di fondo, cita solo Egonu senza riconoscere le altre pallavoliste azzurre campionesse del mondo, interrompe a più riprese e fuori luogo la seconda voce Stefania Belmondo e questa è solo una sintesi degli “autogol” del direttore.

Chi è Paolo Petrecca

La “stecca” del direttore di Raisport arriva dopo diverse cose positive fatte nel suo mandato ma il suo nome è da tempo oggetto di discussione. La sua carriera racconta di un’apparente escalation. Nel 1989, dopo essersi laureato in lettere, svolge per qualche anno la professione di insegnante. Nel 1990 lavora presso le TV locali laziali GBR e Teleregione. Nel 1999 entra nella redazione romana di RTL 102.5, dove diviene conduttore, coordinatore di corrispondenti e speaker dei notiziari. Collabora contemporaneamente con la pay TV Stream TV, curando le telecronache di Champions League, servizi e interviste a protagonisti della Serie A e il programma di nove puntate Il cinema nel pallone, da lui stesso ideato e curato.

La carriera di Petrecca

Nel 2001, inizia la sua esperienza in Rai come redattore presso il TG2. Nel 2007, si trasferisce a Rai News 24, dove nel 2012 assume il ruolo di capo servizi, poi caporedattore, vice-direttore e nel 2021 direttore di Rai News 24, Televideo e Rainews.it. Sfiduciato dalla redazione nel marzo 2025, Petrecca viene spostato a Raisport ma per due volte il suo piano editoriale viene bocciato. Petrecca va egualmente avanti per la sua strada e fa centro con lo svecchiamento dei tradizionali talk show sportivi: rinnova la Domenica Sportiva confermando Adani e Panatta ma rendendo più snello e vivace il programma, rispolvera Mazzocchi a 90esimo minuto e riesuma il Processo il lunedì sera. Gli ascolti funzionano e nuove idee (ancora non realizzate) non mancano, dalla valorizzazione dei social a nuove scommesse ma la telecronaca surreale di ieri resta una macchia.

Si sa che lo sport è da sempre terreno scivoloso per tutti, anche per i giganti del giornalismo, basti pensare che anche Eugenio Scalfari quando volle fare qualche intervento nel mondo del calcio incappò in clamorosi svarioni. Petrecca di calcio ne sa ma di altri sport molto meno e l’aver voluto condurre la cerimonia è stato un autogol. In Rai, però, capita a volte (anche se non è questo il caso) che ai vertici vengano sistemate persone senza la competenza necessaria. In una vecchia intervista Luciano Rispoli, indimenticato conduttore di “Parola mia”, rivelò che nel proporre un nuovo programma al direttore generale entrante, si sentì rispondere: “Senta Rispoli, io di televisione non ne capisco niente, mi sono sempre interessato di bulloni”. Sui social da ieri sera è in tendenza “cerimonia d’apertura”, ma, ahinoi, non per lo spettacolo di luci e l’emozione della torcia olimpica accesa.

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Virgilio.it

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