Milano-Cortina, Elis Lundholm: primo transgender alle Olimpiadi invernali e subito polemiche. Ma il caso Imane Khelif non c’entra

  • Postato il 3 febbraio 2026
  • Di Virgilio.it
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Un momento storico per le Olimpiadi invernali e per Elis Lundholm, lo sciatore svedese sarà infatti il primo atleta transgender a gareggiare nella manifestazione a cinque cerchi in occasione di Milano-Cortina. Un caso che è destinato a far discutere, anche se molto diverso da quelli che hanno agitato Parigi 2024 e che hanno acceso, sbagliando, i riflettori su Imane Khelif.

Chi è Elis Lundholm

Elis Lundholm gareggerà nello sci freestyle alle Olimpiadi di Milano Cortina. Il 23enne ha debutto per la prima volta in Coppa del Mondo nel 2024 conquistando qualche buon piazzamento per poi conquistare due terzi posti anche nei campionati svedesi. E ai Giochi italiani spera di avere una chance anche di acciuffare il podio. Il 23enne gareggerà nella categoria femminile ma Elis è un uomo transgender con un coming out arrivato nel 2025. E’ stato proprio il CIO a confermare la sua eleggibilità per la gara: “Elis Lundholm gareggerà nella categoria femminile in quanto allineato al sesso di questo atleta”, si legge in una dichiarazione del Comitato Olimpico.

Le prime polemiche

Il caso Lundholm però è destinato nonostante tutto a far discutere. Quello degli atleti transgender è un tema molto caldo in questo momento soprattutto per le decisioni adottate dall’amministrazione Trump in America. Il CIO al momento ha affrontato queste situazioni caso per caso ma secondo la Reuters molto presto arriveranno delle linee guida universali. Il tema degli atleti transgender è stato affrontato e viene affrontato dalle singole federazioni senza che ci sia una vera uniformità di giudizio di queste situazioni. Ma la scelta di Elis è comunque destinata a far discutere. Lo sciatore svedese non ha mai dichiarato pubblicamente di voler competere nelle gare maschili e ha provato a mettere a tacere tutte le polemiche. “Sono sempre stato trattato bene nel mondo dello sci femminile – ha detto ad Aftonbladet – La visibilità alle Olimpiadi? Ci ho pensato ma faccio le mie cose e non me ne frega niente”.

Il caso Imane Khelif

Poco più di un anno fa le Olimpiadi di Parigi 2024 sono state turbate dal caso che ha riguardato la pugile algerina Imane Khelif. Un caso che ha avuto particolare rilevanza in Italia per il suo incontro con l’azzurra Angela Carini. Già prima della gara si è alzato un polverone di polemiche con l’algerina (che poi vincerà l’oro in Francia) che è stata accusata prima di essere un’atleta transgender e poi di essere biologicamente un uomo per via di esami condotti dalla Federazione mondiale del pugilato. Tra disinformazione e accuse, l’algerina si è ritrovata in una vera e proprio bufera che ha visto la presa di posizione di personalità di spicco del mondo della politica e dello sport. E anche il caso di Lundhom riceverà molte attenzioni nei prossimi giorni. Sulla vicenda è già intervenuta l’ex tennista Martina Navratilova, da tempo molto attiva nella sua lotta alla presenza degli atleti trans negli sport femminili, che stavolta però prende una posizione diversa: “Nessuna donna ha problemi con la sua partecipazione”. Ma la vicenda potrebbe avere un seguito.

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