Milano Cortina, Sighel dimentica la beffa e cerca il riscatto (d’oro) nella staffetta: la furia del Presidente Gios
- Postato il 19 febbraio 2026
- Di Virgilio.it
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L’amaro in bocca per quanto capitato nella finale dei 500m dello short track certamente c’è ancora, ma la notte sembra aver riportato un po’ di tranquillità in Pietro Sighel, che attraverso un post sul proprio profilo Instagram ha fatto capire di avere in testa solamente la gara della staffetta, dove andrà a caccia della sua seconda medaglia in queste Olimpiadi di Milano Cortina. Chi invece fatica a mettersi alle spalle l’ingiustizia subita da Sighel è il Presidente FISG Andrea Gios, che all’ANSA ha rilasciato nuove parole al vetriolo nei confronti dei giudici che hanno condannato Pietro e dell’ISU, la Federazione internazionale di pattinaggio.
- Sighel mette alle spalle la beffa
- Sighel a caccia della seconda medaglia nella staffetta
- La furia del presidente FISG
Sighel mette alle spalle la beffa
Da grande protagonista atteso alla vigilia, le Olimpiadi di Milano Cortina si sono trasformate in un mezzo incubo per Sighel, che dopo l’oro vinto nella staffetta mista ha rimediato solo eliminazioni beffarde nelle gare individuali, su tutte quella nella finale dei 500m che ha fatto gridare a tutti allo scandalo. Una eliminazione che però Pietro sembrerebbe essere riuscito a mettersi alle spalle, come testimonia il suo ultimo post su Instagram: “In un momento come questo trovare le parole non è semplice, ma una cosa la so con certezza: voglio dirvi grazie. Grazie per tutto il calore ricevuto in questi giorni: mi siete stati vicini e mi avete dato una forza enorme, che mi ha aiutato ad affrontare le difficoltà delle gare individuali. Io sono entrato in pista con la stessa voglia, professionalità e determinazione di sempre, quelle caratteristiche che mi hanno portato negli anni a competere con i migliori al mondo. Domani ultimo sforzo con la staffetta maschile. Supportateci come avete fatto finora e, come sempre, Forza Italia”.
[iol_placeholder type="social_instagram" id="DU78tLZjUia" max_width="540px"/]Sighel a caccia della seconda medaglia nella staffetta
La concentrazione di Sighel è infatti ora tutta rivolta alla finale della staffetta maschile, dove proverà a riscattarsi e a conquistare la sua seconda medaglia in questi Giochi di Milano Cortina. Venerdì 20 febbraio verso le 21:30 Pietro infatti tornerà in pista insieme ai compagni Thomas Nadalini, Luca Spechenhauser e Andrea Cassinelli per mettersi alle spalle le rivali e conquistare un oro (obiettivo alla portata degli azzurri) contro Corea del Sud, Paesi Bassi e Canada.
La furia del presidente FISG
Chi invece non ha ancora digerito quanto capitato nella finale dei 500m è il Presidente Gios, che all’ANSA è tornato a parlare in maniera molto critica dei giudici e della Federazione internazionale dopo la nota della FISG: “Oggi ho parlato con Pietro Sighel, mi sembra sereno, ho visto un post in cui ringraziava tutti. Questo è l’atteggiamento, io sono amareggiato per quello che è stato fatto sul ghiaccio, ma non solo per ieri, per una serie di episodi consecutivi dove ci sono stati comportamenti contraddittori da parte del giudice. Abbiamo fatto un esposto alla Federazione Internazionale, a noi spetta il compito di proteggere Pietro, a lui spetta il compito di star sereno e quindi a me è piaciuto il suo post. Sono convinto che adesso avrà l’ultima gara in cui potrà far valere le sue capacità. Aveva tutte le possibilità, era in forma ed è stato veramente danneggiato da dei comportamenti arbitrali che io giudico non coerenti”.
La nostra segnalazione è stata doverosa, ma purtroppo il guaio è fatto, non è che possano rifare queste gare quindi c’è moltissima amarezza. Io sono molto dispiaciuto, ed ho avuto anche un contrasto abbastanza forte con alcuni rappresentanti della Federazione. Ammetto che il giudice e l’arbitro possano sbagliare e questo è normale, chi fa sport lo deve mettere in conto. Non accetto che non ci sia una severa analisi di quello che compiono. Ho l’impressione che i giudici di short track, in questo caso, non rendano conto di quello che fanno e questa è la cosa che a me non va bene”.