Mini vitalizi, i referendari vanno avanti: «Nuovo quesito in arrivo»
- Postato il 20 marzo 2026
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Il Quotidiano del Sud
Mini vitalizi, i referendari vanno avanti: «Nuovo quesito in arrivo»

Mini vitalizi, i referendari vanno avanti: Annunciata la proposta di un nuovo quesito per permettere ai lucani di esprimersi sul tema. Contestato lo stop della Consulta statutaria alla richiesta di abrogazione totale.
POTENZA – «Andremo avanti e avanzeremo l’istanza del quesito abrogativo dei vitalizi in coerenza con le modificate apportate». Lo ha annunciato il comitato promotore del referendum regionale abrogativo dei mini-vitalizi per i consiglieri regionali lucani. Dopo la pronuncia con cui la Consulta di garanzia statutaria ha respinto la richiesta di avviare la raccolta delle firme su un quesito superato dai correttivi apportati al nuovo sistema previdenziale degli eletti di via Verrastro, in seguito all’indignazione popolare. Vale a dire la restrizione della platea dei potenziali beneficiari dell’assegno da 600 euro al mese ai soli consiglieri regionali in carica e a quelli che verranno eletti in futuro.
A scapito di quelli delle altre legislature susseguitesi dall’abolizione dei vitalizi veri e propri, nel 2012, e dei presidenti di Regione. E poi l’abolizione della possibilità per i consiglieri di coprire questa quota di contributi re-impossessandosi pro quota del non speso giacente nel fondo per finalità sociali alimentato col taglio del 10% delle loro indennità in vigore tra il 2017 e il 2025.
NUOVO QUESTITO PER IL REFERENDUM SUI MINI VITALIZI: LA CONSULTA RICONOSCE IL DIRITTO AL REFERENDUM REGIONALE
Il comitato composto da una pattuglia di sindacalisti della Cgil, Michele Sannazzaro, Angelo Summa, Eustachio Nicoletti e Giovanna Galeone e Nunzia Armento, esponenti della società civile come il referente di Libera Basilicata Rosario Gigliotti, il presidente di Arci Basilicata Paolo Pesacane, e l’attore-regista Ascanio Donadio, più i coordinatori regionali di Verdi e Sinistra Italiana , Gianni Rondinone e Donato Lettieri ha evidenziato il via libera della Consulta, in astratto, allo svolgimento dei referendum regionali. «Nonostante il Consiglio regionale della Basilicata non abbia mai ottemperato a completare le leggi e i regolamenti attuativi del nuovo Statuto approvato 10 anni fa». «La Consulta – si legge in una nota diffusa ieri – dice che i referendum regionali si possono fare: abbiamo infranto il blocco della democrazia voluto dal Consiglio regionale».
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I MOTIVI DELL’INAMMISSIBILITÀ E LA TUTELA DEI DIRITTI ACQUISITI
Il comitato, poi, si sofferma su un altro aspetto dalla pronuncia, che ha dichiarato inammissibile il quesito poiché nell’eventualità che il referendum raggiungesse il quorum e la legge fosse abrogata del tutto, come richiesto, non si potrebbe comunque eliminare retroattivamente i diritti acquisiti da quanti nelle prossime settimane faranno domanda per accedere al mini vitalizio così com’è adesso, e verseranno la totalità dei 30mila euro di contributi richiesti per accedere alla pensioncina da 600 euro al mese al compimento dei 65 anni d’età, a fronte di un’integrazione contributiva di tre volte maggiore a carico dei cittadini. Ad avviso della consulta di giuristi presieduta da Fulvio Pastore, e completata da Francesco Gallipoli e Donatello Cimadomo, infatti: «La completa abrogazione, come appare evidente, non può essere considerata una scelta né ragionevole, né proporzionata».
LA REPLICA E LA DENUNCIA DI UNA «DEMOCRAZIA SOSPESA»
Di qui la replica del comitato. «Non concordiamo con l’inammissibilità ma è solo questione di tempo: ci prendiamo qualche giorno per valutare un nuovo quesito e rilanciare la mobilitazione contro i vitalizi». Scrivono Sannazzaro, Summa, Nicoletti, Galeone, Armento, Gigliotti, Pesacane, Donadio, Rondinone e Lettieri. Poi l’appello, l’ennesimo, al parlamentino lucano perché semplifichi la situazione approvando una legge attuativa di quanto previsto dallo Statuto in materia di istituti di partecipazione democratica della popolazione.
«E’ inaccettabile la condizione di democrazia sospesa nella quale ci tiene il Consiglio regionale». Si legge nella nota. «Lo abbiamo sempre sostenuto: non si può fare finta che quella legge non ci sia, perché significherebbe rendere inesigibile il diritto di voto dei lucani. Non condividiamo il ragionamento che poi ha portato la Consulta a dichiarare inammissibile il nostro quesito, ma preferiamo attenerci alle sue indicazioni perché vogliamo arrivare alla soppressione del privilegio: ci prendiamo qualche giorno per valutare la presentazione di un nuovo quesito secondo le indicazioni della Consulta. In ogni caso continua il nostro impegno per costringere la politica regionale ad abbandonare le sue posizioni di privilegio e a occuparsi dei problemi delle persone normali. E’ solo questione di tempo ma dovranno ascoltarci».
APPELLO FINALE PER L’ESIGIBILITÀ DEI DIRITTI DEMOCRATICI
«Sollecitiamo il Consiglio regionale ad attivarsi affinché gli istituti di partecipazione democratica siano effettivamente esigibili». Conclude il comitato. «Non vorremmo che il tutto si blocchi in una logica da casta e da sospensione della democrazia. E’ fondamentale approvare da subito tutte le leggi e tutti i regolamenti attuativi per rendere esigibile tale diritto democratico affinché i lucani possano esprimersi».
Il Quotidiano del Sud.
Mini vitalizi, i referendari vanno avanti: «Nuovo quesito in arrivo»