Mini vitalizi, in Basilicata parte la campagna per il referendum abrogativo

  • Postato il 18 gennaio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Mini vitalizi, in Basilicata parte la campagna per il referendum abrogativo

AVANTI col referendum abrogativo della legge sui mini-vitalizi per gli ex consiglieri regionali della Basilicata.
Ad annunciare l’avvio della campagna, ieri, è stato il comitato promotore animato da una pattuglia di sindacalisti della Cgil, Michele Sannazzaro, Angelo Summa, Eustachio Nicoletti e Giovanna Galeone e Nunzia Armento, alcuni esponenti della società civile come il referente di Libera Basilicata Rosario Gigliotti, il presidente di Arci Basilicata Paolo Pesacane, e l’attore-regista Ascanio Donadio, più i coordinatori regionali di Verdi e Sinistra Italiana , Gianni Rondinone e Donato Lettieri.

In una nota i promotori della consultazione parlano del nuovo trattamento previdenziale per i membri del parlamentino lucano come «un privilegio inaccettabile, pagato con i soldi dei lucani», dimenticando che «sanità, scuola e famiglie vengono prima». Di qui la volontà di restituire «la parola al popolo».

«Con un atto grave, opaco e moralmente inaccettabile, il Consiglio regionale della Basilicata ha reintrodotto i vitalizi mascherandoli sotto un nuovo nome: indennità differita. Lo ha fatto nel silenzio delle festività natalizie, attingendo persino a fondi destinati alla beneficenza. Un privilegio dal costo enorme, mentre migliaia di famiglie lucane faticano ad arrivare alla fine del mese». Prosegue la nota. «E’ una scelta irresponsabile, che colpisce al cuore il patto di fiducia tra istituzioni e cittadini. Chi lavora per tutta la vita lo fa per costruire la propria pensione, non per garantire rendite anticipate e privilegiate a una classe politica già ampiamente tutelata».

Il comitato spiega che intende promuovere il referendum sulla scorta degli articoli dello Statuto regionale che prevedono questa possibilità per chi raccoglie almeno 5mila firme.
«Questo provvedimento non può e non deve passare sotto silenzio». Aggiungono.

«Un ceto politico già censurato dalla Corte dei Conti, costretto a fare marcia indietro sull’aumento dei fondi ai gruppi consiliari, oltre mezzo milione di euro l’anno a carico dei contribuenti, oggi tenta di nuovo di aggirare l’opinione e la sensibilità dei cittadini. I vitalizi, aboliti anni fa, tornano sotto mentite spoglie: retroattivi, reversibili, rivalutabili, ricalcolabili a ogni rielezione. E soprattutto precoci: il nuovo vitalizio scatta a 65 anni di età, dopo 5 anni di contributi. E chi viene rieletto, lo riceve già a 60 anni. Tutto questo mentre la comunità già sostiene i costi dei contributi previdenziali figurativi per i titolari di cariche elettive. Un doppio privilegio, nel pieno di una crisi sociale ed economica che morde il territorio».

«La Basilicata è attraversata da difficoltà drammatiche: l’automotive è in crisi, l’agricoltura è piegata dal cambiamento climatico, le bollette soffocano famiglie e pensionati al minimo». Insistono i promotori. «Eppure, il Consiglio regionale sceglie di dedicare le vacanze natalizie a resuscitare vecchi privilegi, con un emendamento anonimo che, se confermato, renderebbe la delibera persino illegittima per carenza assoluta di potere d’iniziativa».
Nella nota si ricorda come funzionano questi nuovi mini-vitalizi.

«Ogni consigliere versa l’8,8% della propria indennità, ma il contributo a carico della Regione è quasi triplo. Meno di 600 euro al mese (su uno stipendio di oltre 6mila euro) per ciascun consigliere, a fronte di oltre 1.600 euro mensili pagati dai cittadini. Un beneficio che si estende anche a coloro che erano rimasti senza vitalizio nel 2013 e che oggi riceveranno l’indennità differita senza versare un euro».

Il comitato stigmatizza la possibilità prevista dalla legge di coprire la contribuzione richiesta ai consiglieri re-impossessandosi, pro quota, delle somme derivate dal taglio delle indennità deciso nel 2017. Per alimentare un versate in un fondo «da destinare a iniziative benefiche».
«Fondi rimasti bloccati per anni, ora dirottati per finanziare rendite politiche. La beneficenza a sé stessi». Così ancora i promotori del referendum, rilanciando lo sberleffo della “tele-iena” Alessandro Sortino, che domenica scorsa ha riportato il caso alla ribalta nazionale. «Un affronto alle persone in difficoltà e al mondo del volontariato. La misura è colma!»

«Non possiamo aspettare che la maggioranza impari il rispetto per i cittadini. Non possiamo attendere che l’opposizione eserciti fino in fondo le proprie prerogative. Il nostro dovere civile è uno solo: restituire la parola al popolo lucano». Insistono i promotori. «Con il referendum abrogativo aboliremo questi nuovi vitalizi. Bastano cinquemila firme. Le raccoglieremo insieme a chi crede che le vere priorità della Basilicata siano la sanità pubblica, la scuola, le infrastrutture, il lavoro. Non i privilegi della politica».

La nota si conclude con la conferma che «nei prossimi giorni» verrà avviato formalmente l’iter referendario, nel rispetto dello Statuto regionale e della legge regionale numero 40 del 1980.
«Sarà una grande mobilitazione della società civile contro il ritorno di una politica che vorrebbe farsi casta». Conclude il comitato. «La Basilicata merita di più. E questa volta, a decidere, saranno i cittadini».

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Mini vitalizi, in Basilicata parte la campagna per il referendum abrogativo

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