Missili sugli Emirati e attacchi in Libano. Trump: "Colpiremo più duramente se bloccano il petrolio"
- Postato il 10 marzo 2026
- Estero
- Di Agi.it
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Missili sugli Emirati e attacchi in Libano. Trump: "Colpiremo più duramente se bloccano il petrolio"
AGI - Dopo una giornata di segnali contrastanti su quando potrebbe terminare la guerra contro l'Iran, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non ha chiarito l'orizzonte del conflitto. Nella sua prima conferenza stampa in persona da quando USA e Israele hanno attaccato l'Iran, prima ha detto che la guerra "finirà molto presto" e dichiarato che le forze iraniane "hanno perso tutto, non hanno più niente, non hanno più leadership", ma poi, rispondendo alle domande dei giornalisti, Trump è tornato a essere minaccioso, dicendo che l'attacco statunitense "potrebbe diventare ancora più aggressivo" se i leader iraniani cercheranno di interrompere l'approvvigionamento energetico mondiale. In realtà, Teheran ha spiegato che colpirà lungo lo Stretto di Hormuz solo le petroliere americane e israeliane, e lascerà passare le altre. Uno scenario che preoccupa Trump, alle prese con la prima vera crisi energetica del suo mandato e con i prezzi del gasolio che hanno registrato un'impennata anche negli Stati Uniti, facendo infuriare anche la sua base elettorale. "Li colpiremo così duramente che non sarà possibile per loro, né per chiunque li aiuti, recuperare mai quella parte del mondo", ha dichiarato Trump incontrando i giornalisti.
In precedenza, il presidente aveva lasciato intendere che la guerra contro l'Iran potrebbe essere vicina alla conclusione. "La guerra è praticamente completata", aveva detto Trump in un'intervista telefonica alla CBS. "Siamo molto in anticipo rispetto ai programmi" di 4-5 settimane, aveva aggiunto. Questi commenti avevano finito per allentare le paure dei mercati su un conflitto prolungato. Il prezzo del petrolio è sceso e le azioni sono aumentate. Ma dopo la chiusura dei mercati, Trump ha cambiato di nuovo registro. "Abbiamo vinto in molti modi, ma non abbastanza", ha detto a un incontro con i legislatori repubblicani in Florida, prima di partecipare alla conferenza stampa. "Andiamo avanti più determinati che mai a raggiungere la vittoria finale che porrà fine a questo pericolo di lunga durata una volta per tutte". Poi ai giornalisti, alla domanda se la guerra con l'Iran sarebbe finita questa settimana, Trump ha risposto: "No". Ha detto solo: "Presto, molto presto".
La successione di Khamenei e il prezzo del petrolio
Trump ha detto di essere rimasto deluso dalla decisione dell'Iran di nominare Mojtaba Khamenei come successore di suo padre, l'Ayatollah Ali Khamenei, come leader supremo. Khamenei era stato ucciso il primo giorno della guerra, ma Trump non ha risposto direttamente a una domanda sul fatto che il figlio, Mojtaba, potrebbe incontrare la stessa sorte. "Sono rimasto deluso", ha detto a proposito della nomina, "perché pensiamo che porterà gli stessi problemi per il Paese". Il prezzo internazionale di riferimento del petrolio, sotto i 70 dollari a febbraio, intanto era balzato brevemente a quasi 120 dollari domenica notte, per poi calare dopo che i Paesi del G7 hanno dichiarato di valutare un intervento per far scendere i prezzi. È sceso di nuovo dopo le dichiarazioni di Trump alla CBS, chiudendo la giornata sotto i 90 dollari.
Il futuro incerto del conflitto e le vittime
Ma la domanda resta sospesa: quando finirà la guerra? L'andamento del prezzo del petrolio potrebbe avere un peso, anche perché Trump teme che il crollo di popolarità si allarghi. Chi lo conosce bene, come il suo ex consigliere alla sicurezza nazionale e adesso severo critico John Bolton, dice che Trump a un certo punto annuncerà la fine della guerra, anche se la situazione non sarà cambiata, e proclamerà di aver vinto. Ma intanto la risposta dell'Iran non si ferma. I soldati americani morti sono saliti a sette.
La diretta
Colpiti nella notte siti nucleari vicino Teheran
L'Aeronautica israeliana ha colpito nella notte laboratori nucleari nell'area di Teheran. Lo riferisce l'emittente israeliana N12. Alcuni di questi siti erano stati attaccati gia' nel giugno scorso e ora sono stati nuovamente presi di mira.
Trump: "Colpiremo più duramente se si blocca il petrolio"
"Se l'Iran facesse qualcosa che fermasse il flusso di petrolio nello Stretto di Hormuz, verrebbe colpito dagli Stati Uniti d'America venti volte più forte di quanto non sia stato colpito finora". Lo scrive il presidente Usa Donald Trump su Truth, aggiungendo che "inoltre, elimineremo obiettivi facilmente distruggibili che renderebbero virtualmente impossibile per l'Iran ricostruirsi, come nazione, di nuovo, morte, fuoco e furia regnerebbero su di loro, ma spero, e prego, che ciò non accada! Questo è un regalo degli Stati Uniti d'America alla Cina e a tutte quelle nazioni che sfruttano intensamente lo Stretto di Hormuz. Spero - conclude - che sia un gesto che sara' molto apprezzato".
I Pasdaran: "Saremo noi a decidere la fine della guerra"
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno affermato che "decideranno la fine della guerra", in risposta a Donald Trump che aveva dichiarato che la guerra contro l'Iran sarebbe "finita presto". "Saremo noi a decidere la fine della guerra - ha dichiarato il portavoce dei Pasdaran in un comunicato pubblicato da diversi media iraniani - l'equilibrio e il futuro status della regione sono ora nelle mani delle nostre forze armate. Le forze americane non porranno fine alla guerra".
Rubio all'Iraq: "Proteggete l'ambasciata Usa a Baghdad"
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha esortato i leader iracheni a garantire la sicurezza dell'ambasciata americana a Baghdad dopo le violente proteste legate al conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Durante una telefonata con il primo ministro iracheno Mohammed Shia al-Sudani, Rubio "ha ribadito l'importanza che il governo iracheno adotti tutte le misure possibili per salvaguardare il personale e le strutture diplomatiche statunitensi", ha affermato il portavoce del Dipartimento di Stato Tommy Pigott. Inoltre, il funzionario ha affermato che Rubio "ha condannato con forza gli attacchi terroristici dell'Iran e dei gruppi miliziani terroristici allineati con l'Iran in Iraq, compresa la regione del Kurdistan iracheno".
Vance accoglie il settimo soldato ucciso
Il vicepresidente americano JD Vance ha partecipato a una breve cerimonia per il ritorno della salma del settimo soldato americano ucciso nella guerra contro l'Iran, sulla pista dell'aeroporto militare di Dover. Vance era accompagnato dal ministro della Difesa, Pete Hegseth, e dal capo di Stato Maggiore dell'esercito americano, Dan Caine. Settima vittima americana dall'inizio della guerra contro Teheran, il sergente Benjamin Pennington, 26 anni, e' stato ucciso dopo un attacco dell'Iran in Arabia Saudita all'inizio di marzo.
Attacchi sugli Emirati, Israele lancia droni su l Libano
Gli Emirati Arabi Uniti hanno subito un nuovo attacco da parte di droni e missili iraniani. "Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti stanno attualmente rispondendo alle minacce di missili e droni provenienti dall'Iran", ha scritto su X il ministero della Difesa.
L'esercito israeliano ha condotto nella notte attacchi aerei su diverse località del sud e dell'est del Libano, roccaforti del movimento sciita filo-iraniano Hezbollah. Lo ha riferito l'Agenzia nazionale di informazione libanese (Ani), secondo la quale l'aviazione israeliana ha bombardato diversi villaggi nelle regioni di Tiro e Jezzine (sud) e gli attacchi hanno colpito anche la parte occidentale della Bekaa (est).
Araghchi: "Combatteremo per tutto il tempo necessario"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato di essere pronto a combattere "per tutto il tempo necessario" contro gli Stati Uniti e Israele. "Siamo pronti a continuare gli attacchi missilistici contro di loro per tutto il tempo necessario e ogni volta che sarà necessario", ha dichiarato il ministro iraniano al canale televisivo americano Pbs News, aggiungendo che i negoziati con Washington "non sono più all'ordine del giorno".
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