Mister Lepore rewind: “Qui al Vado avevo iniziato, l’anno prossimo? Cerco un progetto come a Cairo ed Albenga”

  • Postato il 7 marzo 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Pierluigi Lepore allenamento Vado 2009

Vado Ligure. Pierluigi Lepore è tornato a riassaporare la panchina e lo fa al Vado, dove tutto è iniziato e come aveva cominciato: allenando una squadra giovanile, gli Allievi 2009 rossoblù. Un impegno in amicizia preso in questi giorni dopo anni di gestione di prime squadre tra calcio locale e alcune stagioni di lavoro nel professionismo.

Il tecnico ha parlato del suo periodo formativo da spettatore dopo la fine dell’esperienza alla Cairese, con un giudizio sui principali campionati. Prima il pensiero di finire al meglio con la giovane leva vadese, poi per l’anno prossimo cerca “un progetto come a Cairo ed Albenga”.

Mister, rieccoti dove hai avuto le tue prime esperienze da allenatore

Sì, è un ritorno che mi fa un certo effetto. Io ho iniziato qui a Vado tanti anni fa con gli Allievi regionali, Under 17, con i ragazzi del ’90. Avevo appena fatto il corso UEFA B e un anno dopo Vincenzo Eretta mi chiamò per allenare gli Allievi regionali. In quell’anno vincemmo il torneo Caravella. Era una buona squadra: c’erano Moraglio, Ferrotti, Militano, Crispino, Manunta, Delrio. Tutti ragazzi che poi hanno continuato a giocare nel dilettantismo della zona. Tornare qui oggi è un po’ come tornare a casa, quindi è normale provare emozione.

E com’è nato questo ritorno?

Un amico mi ha chiamato chiedendomi di dargli una mano e ho accettato. Anche perché mio figlio gioca nei 2010, quindi per passare un po’ di tempo e stare nel calcio ho deciso di tornare qui.

Dopo tanti anni di prime squadre, come cambia l’approccio con il settore giovanile?

È diverso. Nelle giovanili il risultato non è la cosa più importante: conta soprattutto la crescita del giocatore. Cambiano le dinamiche, cambia il modo di lavorare rispetto alla prima squadra. Però allenare tanti anni tra i grandi ti aiuta a capire cosa serve davvero a un calciatore per arrivare a giocare nei dilettanti o magari nei professionisti: le malizie, i tempi di gioco, l’atteggiamento che serve per stare a certi livelli.

Come ti hanno accolto i ragazzi?

Molto bene. Chiaramente avevano un mister (Bisio ndr) che gli voleva bene. Ho trovato una squadra disponibile. Sono ragazzi giovani: gli dai degli input e loro recepiscono subito, hanno voglia di imparare. Adesso abbiamo due partite importanti e proveremo a qualificarci. Poi vedremo cosa succederà.

In questo periodo di inattività cosa hai fatto? 

Ho visto tante partite. Serie D, Eccellenza e anche qualche gara del Savona. Nel calcio si impara sempre. Ogni anno cerchi di aggiungere qualcosa al tuo bagaglio andando a vedere partite e osservando cosa fanno gli altri allenatori. Anche nei dilettanti e nei settori giovanili ci sono tecnici bravi da cui prendere spunto.

Quando guardi le partite, su cosa ti concentri di più?

Cerco di capire le scelte degli allenatori. Oggi si parla molto di uomo contro uomo. È un tipo di calcio un po’ diverso da quello a cui ero abituato io, dove si lavorava più per reparto. Mi interessa capire se si può combinare il lavoro per reparto con il pressing uomo contro uomo, in quali zone del campo e in quali momenti della partita. Anche le varie situazioni da calcio piazzato.

C’è un allenatore che ti ha colpito particolarmente quest’anno?

Il lavoro che ha fatto Macchia negli ultimi tre anni è davvero straordinario. Ha vinto due campionati di fila e anche quest’anno sta facendo grandi risultati, giocandosi il primo posto. I risultati parlano per lui.

Che qualità ammiri di più nel suo lavoro?

Le sue squadre non mollano mai. Combattono su ogni pallone. Questo è un grande merito e va riconosciuto.

C’è qualche giocatore che ti ha colpito?

Ho visto una partita del Dertona dove gioca un giovane, Perez, che mi è piaciuto molto: è un ragazzo forte e gioca già con personalità. Poi ho visto diverse volte il Celle Varazze. Capra? Ormai non è più una sorpresa: è un amico, un giocatore molto forte e per la categoria è davvero un lusso.

Nei vari campionati liguri chi vedi favorito?

In Eccellenza, oltre al Millesimo, il Pietra è una squadra molto forte. L’ho vista contro la Carcarese e mi ha impressionato per la qualità dei giocatori e per come è organizzata. In Promozione invece Cattardico sta facendo un grandissimo campionato e per lui vale lo stesso discorso di Macchia. È partito in silenzio, senza grandi riflettori, ma si è ritagliato uno spazio importante ed è primo in classifica. Bisogna fargli i complimenti.

Hai visto anche il Vado. Come vedi la corsa con il Ligorna?

È una bella sfida. Conosco anche alcuni giocatori perché li ho allenati, come Vutaj ai tempi di Savona e Arras a Cuneo. È una lotta aperta e credo che lo scontro diretto di domenica prossima dirà molto.

E sempre guardando alla Serie D, come vedi la corsa salvezza delle squadre liguri?

Spero che il Celle Varazze riesca a salvarsi. È una lotta dura. La Lavagnese ha cambiato da poco, quindi sarà battaglia fino alla fine. La Cairese invece mi ha impressionato per la compattezza della squadra e per il lavoro dell’allenatore.

Hai allenato anche ad Albenga. Che ricordi hai di quella piazza?

Albenga è una piazza storica, con tifosi meravigliosi. Io purtroppo sono rimasto poco perché arrivò il Covid proprio mentre stavamo lottando per il campionato. Avevo fatto tre partite: due vittorie e un pareggio. Avevamo una squadra molto forte e secondo me potevamo giocarci il campionato fino alla fine. È una piazza importante che merita categorie superiori.

Ultima domanda: dove ti vedi il prossimo anno?

In questo momento penso solo a finire bene la stagione con questi ragazzi. Poi valuterò eventuali progetti. Quello che cerco è un progetto serio, come quelli che ho trovato in passato ad Albenga, a Cairo o in altre piazze dove ho lavorato. Se arriverà qualcosa di interessante lo prenderò in considerazione.

Autore
Il Vostro Giornale

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