Mojtaba Khamenei: lo Stretto di Hormuz resta chiuso, via le basi Usa dalla regione
- Postato il 12 marzo 2026
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- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Mojtaba Khamenei: lo Stretto di Hormuz resta chiuso, via le basi Usa dalla regione
Roma, 12 mar. (askanews) – Quattro giorni dopo la sua nomina a nuova Guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei ha rilasciato il suo primo discorso, una dichiarazione scritta, letta dalla giornalista della tv di Stato Irin, in cui ha chiesto unità nazionale, ha ringraziato forze armate e alleati regionali, affermando che Teheran continuerà a combattere “per vendicare il sangue dei martiri”, bloccando lo Stretto di Hormuz e aprendo “nuovi fronti se la guerra continuerà e se le circostanze lo richiederanno”. La Guida suprema ha espresso la volontà di avere “rapporti cordiali e costruttivi” con tutti i paesi vicini, chiedendo però di “chiudere al più presto le basi Usa” contro cui Teheran continuerà a difendersi.
APPELLO ALL’UNITA’
Nella prima parte del discorso, Khamenei ha dichiarato di aver appreso della sua elezione a Guida suprema “dalla tv di Stato”, definendo “un compito arduo” occupare il posto che fu del “grande Khomeini e del martire Khamenei”. Quindi ha rimarcato come, “in questi ultimi giorni, quando il Paese si è trovato senza un leader e senza un Comandante Supremo”, dopo l’uccisione del padre e Guida suprema Ali Khamenei, la “grande nazione iraniana” abbia dato prova di “fermezza, coraggio e presenza”, di fatto “guidando il Paese e a garantendone l’autorità”.
A fronte di questo, “non si deve in alcun modo intaccare l’unità tra tutti i gruppi della nazione” ed “è necessario mantenere una presenza efficace sulla scena, sia nel modo che avete dimostrato in questi giorni e notti di guerra, sia ognuno nel proprio ruolo nei vari ambiti della vita” del paese.
VENDETTA PER I MARTIRI
“Non rinunceremo alla vendetta per il sangue dei martiri”, ha assicurato Khamenei, sottolineando che “la vendetta non riguarda solo il grande Leader, ma ogni cittadino ucciso dal nemico”, ricordando che tra questi figurano, oltre al padre e alla madre, anche la moglie, una sorella, un nipote e un cognato. Lo stesso Mojtaba Khamenei è rimasto ferito nell’attacco del 28 febbraio scorso.
STRETTO DI HORMUZ CHIUSO
La Guida suprema ha ringraziato “i nostri coraggiosi combattenti, che hanno fermato il nemico mentre il nostro Paese veniva aggredito ingiustamente dalle potenze dell’arroganza globale”, affermando che l’opinione pubblica si aspetta che questa “difesa efficace e dissuasiva prosegua”, per cui “è necessario continuare a utilizzare lo strumento della chiusura dello Stretto di Hormuz”.
Khamenei ha poi accennato a possibili nuovi fronti che “potranno essere attivati se la guerra continuerà e se le circostanze lo richiederanno”, ringraziando gli alleati regionali del Fronte della resistenza, definiti “i nostri più cari amici”. La Guida suprema ha fatto riferimento al sostegno ricevuto dal gruppo libanese Hezbollah e dalle organizzazioni irachene, citando poi lo Yemen, e non il gruppo Houthi, per “non aver smesso di difendere il popolo oppresso di Gaza”.
PAESI VICINI
Rivolgendosi ai Paesi vicini, la Guida suprema iraniana li ha invitati a “chiudere” le basi americane “il prima possibile”, sottolineando che Teheran continuerà ad attaccarle.
“Condividiamo confini, via terra o via mare, con 15 paesi e siamo sempre stati, e continuiamo a essere, disposti ad avere relazioni cordiali e costruttive con tutti loro”, ha rimarcato Khamenei, denunciando le “basi, sia militari che finanziarie” create dagli Stati Uniti “in alcuni di questi paesi per garantire il proprio dominio sulla regione”.
Alcune di queste basi sono state usate nell’aggressione all’Iran, ha proseguito, per cui, “come avevamo esplicitamente avvertito, abbiamo attaccato quelle basi senza attaccare quei paesi. E continueremo a farlo”, ha ammonito la Guida suprema, invitando i leader dei paesi vicini a “chiarire la loro posizione nei confronti degli assassini del nostro popolo” e a “chiudere quelle basi il prima possibile, perché ormai dovrebbero aver capito che la pretesa americana di garantire sicurezza e pace non era altro che una menzogna”.
Khamenei ha voluto rassicurare sul fatto che Teheran “non ha intenzione di stabilire un dominio o un colonialismo nella regione”, ribadendo che l’Iran “è totalmente pronto per l’unità e per rapporti sinceri e cordiali con tutti i suoi vicini”.
(di Simona Salvi)
Il Quotidiano del Sud.
Mojtaba Khamenei: lo Stretto di Hormuz resta chiuso, via le basi Usa dalla regione