Molesta le allieve durante gli allenamenti, maestro di tennis finisce ai domiciliari
- Postato il 7 marzo 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Liguria. Un maestro di tennis di 65 anni è ai domiciliari con l’accusa di violenza sessuale ai danni di alcune sue allieve. La misura è stata chiesta dalla procura di Genova, ed è stata eseguita dai carabinieri del comando provinciale nei giorni scorsi.
L’indagine è stata coordinata dal pm Luca Scorza Azzarà ed è partita dopo la denuncia dei genitori di una delle vittime. Tutte giovanissime, tra gli 11 e i 15 anni, almeno sei secondo quanto ricostruito dagli inquirenti. I loro racconti sono simili tra loro: l’istruttore, che ai tempi lavorava in un circolo del ponente genovese, le avrebbe più volte palpeggiate durante gli esercizi, chiedendo loro di sedersi sulle sue ginocchia e tentando di baciarle. Una di loro alla fine ha trovato il coraggio di raccontare l’accaduto ai genitori, che si sono rivolti alle forze dell’ordine.
Gli episodi accertati risalirebbero tutti al periodo compreso tra il 2020 e il 2025. Dopo la prima denuncia i carabinieri avevano installato delle telecamere in un palazzo di fronte al circolo sportivo, tentando di riprendere i presunti abusi. L’uomo, secondo le ragazze, le approcciava su una panchina o in un casotto di legno a uso ufficio.
Interrogato, il 65enne si è avvalso della facoltà di non rispondere. In una memoria depositata dal suo avvocato si è difeso ammettendo di avere avuto atteggiamenti troppo affettuosi, ma di non aver mai voluto sottoporre le giovanissime allieve ad abusi. Ha riferito anche di essersi dimesso dal circolo, e di avere avviato un percorso psicologico nel centro White Dove, dedicato al supporto di uomini che desiderino avviare un percorsi di evoluzione e cambiamento.
L’istruttore era stato indagato anche per un altro episodio relativo a molestie ai danni di un ragazza. Il pm aveva chiesto l’archiviazione, ma era stata fatta opposizione. Il giudice ha fissato nei giorni scorsi l’udienza, al termine della quale si è riservato. Il procedimento, alla luce della misura cautelare, potrebbe dunque confluire nella nuova inchiesta.