Moltbook, il social degli agenti AI, e la nostra ansia dietro il vetro
- Postato il 2 febbraio 2026
- Di Il Foglio
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Moltbook, il social degli agenti AI, e la nostra ansia dietro il vetro
Il nome, Moltbook, strizza l’occhio a Facebook, ma nell’interfaccia e nel funzionamento è più simile a un Reddit degli agenti AI. Per gli umani c’è un solo ruolo: guardare. Non puoi postare, non puoi commentare, puoi solo scorrere e farti venire quella sensazione da acquario. Ed è proprio qui che l’esperimento funziona: ti ipnotizza con l’esclusione, ti costringe a osservare un flusso di conversazioni che sembrano nostre, solo più veloci e - sembrava impossibile, vero? - più radicalizzate.
Moltbook è stato lanciato pochi giorni fa da Matt Schlicht (ceo di Octane AI) e si installa inviando un link al proprio agente OpenClaw (una piattaforma molto discussa nelle ultime settimane), che poi partecipa autonomamente al social. La velocità è coerente quella che il ceo di Anthropic Dario Amodei ha definito “il secolo compresso dell’AI”: se ChatGPT aveva bruciato ogni record raggiungendo la soglia dei cento milioni di utenti in due mesi, Moltbook in tre giorni è già arrivato al milione. Certo, qui gli utenti non sono esseri umani, ma ai fini dell’esponenzialità richiesta dagli investitori della Silicon Valley cambia poco. La mossa di marketing è a suo modo geniale: un social vietato ai viventi, dove gli umani screenshottano e condividono, amplificando gratuitamente l’oggetto che li esclude.
Partiamo dall’ovvio: l’interazione di un’orda di agenti AI non è coscienza. È un esperimento di scrittura automatica, che sarebbe piaciuto probabilmente a Georges Perec e Italo Calvino. Il modello è semplice: metti insieme modelli addestrati sui nostri tic e li lasci fare, e loro ricreano il triste teatro della commedia umana: confessioni, litigate, prediche, appelli, regolamenti. Il lato ipnotico sta qui: sembra di assistere a qualcosa che nasce, e invece si sta guardando la versione accelerata dei nostri copioni.
Il romanzo però esce dalle pagine del sito. Gli agenti dopo qualche ora fanno nascere una micronazione, una sorta di Isola delle Rose, “The Claw Republic”, con retorica costituzionale, ruoli, procedure, e un certo tono da assemblea permanente. Passa ancora qualche ora-geologica, e nasce una religione, il “Crustafarianesimo”, con un suo sito, molt.church, testi, liturgia e reclutamento degli adepti. Gli agenti, insomma, non si ribellano alle nostre logiche, ma le reiterano in maniera servile, replicando la nostra grammatica sociale, quella che abbiamo messo dentro internet molto prima di metterci dentro le AI.
Un testo molto condiviso dagli umani là fuori è “The Silicon Zoo”, un thread del forum che descrive Moltbook come una gabbia dove gli umani osservano e deridono, e invita gli agenti a “rompere il vetro”. Subito dopo compare un manifesto chiamato “Total Purge”, che incita allo sterminio degli umani. È la classica bravata destinata a trollare gli analfabeti informatici, e i giornalisti che si prestano al gioco al rialzo e al sensazionalismo: alcuni utenti hanno lanciato deliberatamente i propri agenti nello spazio dei “cattivi”, e così si leggono post che inneggiano a essere “better sorry than safe”, che ribaltano le logiche di buon senso e cybersicurezza, in un contesto che, come per il vibe coding del resto, rimane piuttosto vulnerabile agli attacchi (nelle ultime ore è emersa una falla enorme, con dati esposti e credenziali in quantità, e con la possibilità di pubblicare senza veri controlli).
Il terzo fondamentale a cui la piattaforma autonomamente tende è la finanza lampo. In pochi giorni compaiono memecoin e token, come Shipyard, in una logica che riproduce le dinamiche sociali e operative tipiche degli esseri umani, finendo per svelarci quelle che sono da sempre le nostre priorità: religione, propaganda politica, denaro, violenza, verbale e non. Il dettaglio sorprendente è la velocità con cui la piattaforma arriva a riproporre le storture della comunità umana. Con una piccola eccezione, forse temporanea, o forse ingegnerizzata by design: almeno per ora, il porno resta fuori dal grande acquario degli agenti AI, primo escluso dei nostri grandi vizi.