Mondiali 2026, caos totale: la guerra minaccia anche i playoff dell’Italia, la richiesta dell’Iraq a Infantino
- Postato il 9 marzo 2026
- Di Virgilio.it
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Ancora ombre sui Mondiali nordamericani. La guerra in Medio Oriente, ora, minaccia anche i playoff in programma a fine marzo che vedrà l’Italia in campo nella semifinale di Bergamo contro l’Irlanda del Nord. In attesa di capire se l’Iran prenderà o meno parte alla rassegna iridata che si giocherà in Canada, Messico e Stati Uniti, alla Fifa arriva una richiesta da parte dell’Iraq.
- L’ultima minaccia ai Mondiali: la guerra in Medio Oriente
- Playoff a rischio? La richiesta dell’Iraq alla Fifa
- Bocciata la proposta di Infantino
- Pressioni alla Fifa e l’incognita Iran
L’ultima minaccia ai Mondiali: la guerra in Medio Oriente
A tre mesi dall’inizio dei Mondiali il caos è totale. Dalle minacce di boicottaggio avanzate per via della politica estera aggressiva di Donald Trump soprattutto in riferimento alla Groenlandia all’escalation di violenza in Messico scatenata dai narcos, fino al conflitto in Medio Oriente che vede sempre più Paesi coinvolti nelle tensioni tra Usa, Israele e Iran: nuove nubi si addensano sulla Coppa del Mondo.
Fra dichiarazioni al vetriolo e proteste diplomatiche, la sensazione è che il percorso che porterà al Mondiale possa essere funestato di trappole, come in un campo minato, e che fino all’ultimo momento utile le sorprese possano essere dietro l’angolo.
Playoff a rischio? La richiesta dell’Iraq alla Fifa
Anche sui playoff, che vede in prima linea anche l’Italia, aleggia un grosso punto interrogativo. La questione riguarda l’Iraq, che – come rivela il Guardian – ha presentato una richiesta formale per il rinvio della partita in agenda il 31 marzo a Monterrey contro la vincente tra Suriname e Bolivia.
L’allarme è scattato dopo l’annuncio del Ministero dei trasporti iracheno in merito alla chiusura dello spazio aereo del Paese per tutta la durata della guerra. La nazionale, pertanto, si trova in una posizione estremamente delicata, perché metà della rosa è attualmente a Baghdad impossibilitata a viaggiare, mentre il ct australiano Graham Arnold è bloccato a Dubai.
Bocciata la proposta di Infantino
La Fifa aveva prospettato all’Iraq l’ipotesi di un viaggio via terra fino a Istanbul, poi dalla Turchia il volo per il Messico. Ma l’idea di Infantino è stata bocciata senza mezzi termini, dal momento che avrebbe costretto la squadra ad affrontare un insostenibile viaggio in pullman di 25 ore.
Come rimarcato dal ct, si tratta dalla partita più importante degli ultimi 40 anni per i Leoni della Mesopotamia, la cui ultima partecipazione a un Mondiale risale al 1986. Dunque, puntano ad arrivarci al top della forma e non in condizioni rimaneggiate o senza la maggior parte dei suoi calciatori più rappresentativi. Inoltre Arnold avrebbe già comunicato alla Federazione calcistica irachena che non consentirà ai suoi ragazzi di viaggiare su strada con il conflitto in corso.
Pressioni alla Fifa e l’incognita Iran
L’Iraq spinge per il rinvio: la speranza è che le pressioni sulla Fifa spingano l’organo che governa il calcio a prendere una decisione definitiva già nel corso di questa settimana.
Il quotidiano britannico evidenzia un altro aspetto di non poco conto: se l’Iran non dovesse prendere parte alla Coppa del Mondo, potrebbe essere proprio l’Iraq a prenderne il posto, poiché è la selezione asiatica che si è guadagnata lo spareggio intercontinentale grazie al successo nel doppio confronto con gli Emirati Arabi Uniti.