Mondiali a rischio boicottaggio: dopo la Germania, anche Inghilterra e Scozia contro Trump. L’Italia resta a guardare

  • Postato il 20 gennaio 2026
  • Di Virgilio.it
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La politica irrompe nel mondo dello sport, non è la prima volta e non sarà l’ultima. Ma nonostante le voci che si continuano a susseguire in Europa, al momento appare difficile che qualche nazionale decida davvero di tirarsi indietro rispetto al Mondiale 2026 che si giocherà in Canada, Messico e negli Stati Uniti, con la politica e le minacce del presidente Trump che continuano a far discutere. Le prime voci sull’ipotesi boicottaggio sono arrivate dalla Germania ma ora ci pensano anche Inghilterra e Scozia, di mezzo c’è il caso Groenlandia e le tariffe imposte all’Europa dall’inquilino della Casa Bianca.

Mondiali 2026: la clamorosa ipotesi boicottaggio

L’ipotesi di vedere delle nazionali rinunciare alla partecipazione a un evento importante come un Mondiale di calcio sembrano davvero remote, quasi a far parte di un’altra epoca. Le rinunce, quelle che hanno avuto maggiore risalto nella storia, sembrano appartenere a un’altra epoca, quella della Guerra Fredda con i rapporti tra le decisioni di Stati Uniti che rinunciarono alle Olimpiadi di Mosca nel 1980 e l’Unione Sovietica che restituì il favore 4 anni dopo a Los Angeles. Ora però si torna a parlare di un’ipotesi simile che non riguarda però la manifestazione a cinque cerchi ma i Mondiali di calcio che si giocheranno tra Stati Uniti, Canada e Messico. A scatenare le polemiche sono le decisioni del presidente Trump e i dazi imposti ai paesi europei dopo il rifiuto di concedere la Groenlandia agli USA.

La proposta arriva al Parlamento inglese

Venti di protesta, quelli contro Trump, che spirano sempre più forti nel Vecchio Continente. E arrivano anche a uno storico alleato del paese nordamericano: il Regno Unito. Alcuni parlamenti inglesi tra cui l’ex ministro conservatore Simone Hoare e il liberal-democratico Luke Taylor hanno chiesto che sia all’Inghilterra che alla Scozia (ma anche a Galles e Irlanda del Nord in caso di qualificazione dai playoff) di ritirarsi dai Mondiali in segno di protesta. In particolare Hoare ha anche rivelato che Re Carlo III potrebbe annullare la visita di stato in programma negli Stati Uniti.

Germania in fibrillazione, l’Italia resta a guardare

Tra le prime nazioni in cui si è cominciato a parlare di boicottaggio c’è la Germania dove si è levato un coro di proteste guidato da Jurgen Hardt, collaboratore del cancelliere Friedrich Merry che nei giorni scorsi al quotidiano tedesco Bild non ha escluso lo scenario boicottaggio: “Potrebbe essere considerata come l’ultima risorsa per far ragionare Trump sulla questione Groenlandia. Nel frattempo l’Italia resta a guardare, sulla vicenda nessun esponente politico ha lanciato ancora ufficialmente la proposta anche perché la nazionale di Gattuso non ha ancora staccato il pass per i Mondiali e dovrà provarci attraverso i playoff. E per gli azzurri anche solo contemplare un’ipotesi del genere sembra pura fantascienza visto che l’ultimo Mondiale disputato dalla nostra nazionale è quello del 2014.

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