Mondiali, l’Iran fa dietrofront e il ripescaggio diventa un caso politico: Italia e Iraq rischiano la beffa targata Trump
- Postato il 13 marzo 2026
- Di Virgilio.it
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Mondiali con il dubbio. L’Iran ci sarà o no? Qualche giorno fa è arrivato l’annuncio del ministro dello sport: “Impossibile partecipare”, poi però la situazione è cambiata. La FIFA prende tempo, non ha ancora preso nessuna decisione ufficiale in merito e aspetterà la fine dei playoff qualificazione per muovere i primi passi. Lo spettatore più interessato è l’Iraq che dovrebbe essere la prima in lista di attesa, ma anche l’Italia in caso di ennesimo disastro potrebbe guardare con un certo interesse alla situazione. Ma ora di mezzo c’è anche Trump.
La replica dell’Iran a Trump
Nei giorni scorsi era arrivato l’annuncio del ministro dello sport dell’Iran che chiudeva le porte a una possibile partecipazione della nazionale ai Mondiali 2026. Ma al momento non c’è stato ancora nessun atto ufficiale. I playoff incombono e al momento la FIFA sembra non voler ancora esporsi sul caso. Ieri il presidente Trump con una mano aveva aperto le porte alla partecipazione iraniana, con l’altra aveva subito richiuso la possibilità: “La nazionale iraniana è benvenuta ai Mondiali ma non credo sia appropriato che siano lì per la loro vita e la loro sicurezza”.
La replica dal’Iran, alle parole del presidente statunitense, non si è fatta attendere e lascia intendere che una decisione definitiva di rinunciare alla fase della Coppa del Mondo non è stata ancora presa: “La Coppa del Mondo è un evento storico e internazionale, e il suo organizzatore è la Fifa e non un singolo paese. La nostra nazionale si è qualificata per questo evento con autorevolezza e attraverso vittorie, diventando una delle prime squadra a raggiungere questo torneo. Nessuno può escluderla dalla Coppa del Mondo. Piuttosto il paese che dovrebbe essere escluso è quello che si limita a detenere il titolo di ospite ma non è in grado di garantire la sicurezza delle squadre partecipanti a questo evento”.
Il silenzio della FIFA
In questo momento, con la posizione dell’Iran, ancora tutta da chiarire più che di regolamenti, scenari e soluzioni si parla soprattutto di congetture. La Fifa non ha preso nessuna posizione ufficiale sulla situazione Iran, di fatto la federazione che governa il mondo del calcio ha la possibilità di escludere una nazionale dall’evento ma non è mai successo. Il caso più simile ha riguardato la Uefa che 10 giorni prima dell’inizio degli Europei del 1992 rimpiazzò la Jugoslavia con la Danimarca (capace poi di vincere quel torneo). Se da una parte l’Iran non ha ancora comunicato la sua decisione di rinunciare, dall’altra parte la FIFA non sembra avere alcune intenzione di anticipare i tempi e prendere una posizione ufficiale. Molto probabilmente solo dopo i playoff e la composizione finale dei gironi arriverà la mossa da parte di Gianni Infantino. E tutte le dichiarazioni sul caso al momento si limitano a frasi di circostanza e decisamente poco esplicative.
Il ripescaggio diventa un caso politico
Quando c’è di mezzo un personaggio potente e vulcanico come Donald Trump, anche la FIFA rischia di dover fare attenzione alle conseguenze. Come è stato già spiegato il regolamento prevede che in caso di rinuncia o esclusione dell’Iran a prenderne il posto dovrebbe essere la nazionale della stessa confederazione finita immediatamente fuori. In questo caso si tratta dell’Iraq che dovrà affrontare i playoff di qualificazione. Ma il regolamento della FIFA lascia aperto anche a un potere discrezionale in merito alla scelta della squadra che potrebbe essere ripescata. Per questo motivo l’Italia è stata citata spesso. In questo momento la nazionale azzurra è quella più blasonata a non aver centrato la qualificazione, è quella con il ranking FIFA più alto e ovviamente è quella alla quale è più legato il presidente Gianni Infantino.
Nella decisione però potrebbe irrompere anche Donald Trump che da tempo sta parlando di questi mondiali come di un qualcosa di “suo” (ma si giocano anche in Canada e Messico). E un posto ai Mondiali rappresenta una vetrina che fa gola a tutti. E tra i paesi che vorrebbero affacciarsi alla Coppa del Mondo ci sono anche gli Emirati Arabi Uniti, che nella lista dei ripescaggi per confederazione sono proprio alle spalle dell’Iraq. Si tratta di un paese dalla grande forza economica e soprattutto di un alleato strategico per gli Stati Uniti in Medio Oriente. E proprio gli Emirati sono stati tra i paesi che sono stati indirettamente colpiti dall’offensiva bellica di USA e Israele. Trump proverà sicuramente a far valere la sua posizione di poter nei confronti di Infantino. Secondo il Guardian da Abu Dhabi sarebbe già cominciata un’azione di “lobbying” nei confronti della FIFA per ottenere il ripescaggio. E Iraq e Italia (se i playoff dovessero andare male per entrambe) si ritroverebbero a fare i conti con una beffa clamorosa.