Morta Matilde, la mamma di Baggio: le lacrime del Codino, i consigli in ospedale e quella frase che rimbomba
- Postato il 24 gennaio 2026
- Di Virgilio.it
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“Cara Mamma, il tuo Amore mi ha dato la forza di scuotere l’Universo. Il mio debito di gratitudine verso te e Papà non finirà con questa vita!“. Con questo breve post su Instagram, pubblicato assieme a una foto che li ritrae sorridenti insieme, Roberto Baggio ha annunciato la morte della madre Matild Rizzotto e, da sempre suo punto di forza e di sostegno.
La scomparsa del padre nel 2020
Nell’agosto del 2020 Baggo aveva perso anche papà Florindo, spentosi a 88 anni a Caldogno, il paese in provincia di Vicenza dove la famiglia ha sempre vissuto e dove il futuro Pallone d’Oro ha iniziato a giocare. Florindo e la moglie Matilde avevano avuto otto figli: Roby è il sesto. Un altro dei suoi figli, Eddy (chiamato così in onore di Merckx) è stato calciatore, tra serie B e C. La grande passione di Florindo Baggio era infatti il ciclismo.
Se il padre era sempre stato severo con Baggio (“A un certo punto della mia vita mio padre era diventato come un nemico – ha ricordato spesso l’ex azzurro – era sempre rigido, severo, ma alla fine è stato lui la base di un’educazione che mi ha imposto di non arrendermi mai, ma poi ci si accorge di loro quando non ci sono più. Era l’uomo più importante della mia vita“) la mamma è stata sempre vicina al campione con amore e dolcezza.
L’importanza di mamma Matilde
Quando Baggio si ruppe il crociato e sembrava che la sua carriera appena iniziata fosse già finita, il giocatore in lacrime chiese alla madre: “Mamma, se mi vuoi bene ammazzami” ma la signora consolò il ragazzo urlandogli: “Ma sei pazzo?” e gli rimase sempre al fianco contribuendo al suo ritorno in campo.
Per capire l’importanza di donna Matilde per Baggio basta rileggere un passaggio di una sua recente intervista: “Mia madre è sempre stata la mia prima tifosa, ma soprattutto la mia prima casa. Da bambino non capivo fino in fondo cosa volesse dire sacrificarsi. Lo capisco oggi, guardando indietro e pensando a lei. Ogni allenamento, ogni viaggio, ogni delusione … lei c’era. Anche quando non parlava, anche quando stava in silenzio, io sentivo che mi stava tenendo in piedi. Nei momenti più difficili della mia carriera – gli infortuni, i dubbi, le critiche – non mi ha mai chiesto di essere un campione.
Mi ha solo chiesto di essere una brava persona. Ed è questo che mi ha salvato più di qualsiasi gol. Quando entravo in campo sapevo che lei, da qualche parte, stava guardando con il cuore in gola. E questo mi dava una forza che non si allena, non si impara, non si compra. È un dono. Se ho imparato la pazienza, l’umiltà e il rispetto, non l’ho fatto negli spogliatoi, ma a casa. Guardandola vivere. Guardandola amare. Se oggi sono ricordato come un calciatore, io mi sento soprattutto il figlio di una donna che mi ha insegnato a restare umano anche quando tutto intorno spingeva a diventare altro”.
La solidarietà dei tifosi
Centinaia i commenti dei tifosi sui social: in pochi minuti la bacheca del Pallone d’oro è stata inondata di messaggi di affetto, anche da parte di ex calciatori (il primo è stato Vincent Candela): “Questa donna ha messo alla luce il più forte calciatore italiano di tutti i tempi! Condoglianze Roberto” e poi: “Quella frase che le hai detto dopo il tuo primo grave infortunio e quella forza di volontà che ti ha donato in vita sono L esempio del legame tra una madre e un figlio condoglianze Roberto continuerà a darti forza dal cielo e a vivere nel tuo cuore” e anche: “Parole splendide! Buon viaggio alla tua mamma, ha cresciuto un campione di valore umano e calcistico davvero inestimabile” oppure: “Grazie a lei sei diventato Baggio, il re del calcio Italiano”.