MotoGP Brasile, Rossi chiama Bezzecchi: "Mi ha caricato". E con Martin e Di Giannantonio commenta la pista: "Ma c'era acqua?"
- Postato il 22 marzo 2026
- Di Virgilio.it
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Non ci ricorderemo certo del ritorno del GP in Brasile all’Autodromo Ayrton Senna di Goiania (sì, proprio la stessa cittadina protagonista suo malgrado del terribile incidente radioattivo alla fine degli anni Ottanta, più o meno stesso periodo della precedente parentesi nel Motomondiale di questa località, e che ha ispirato una serie Netflix uscita recentemente) per la sua impeccabile organizzazione, tra buche sulla pista (!) e un Gran Premio decurtato di 8 giri a pochi istanti dalla partenza per via del degrado dell’asfalto in un settore, senza consultarsi col fornitore delle gomme Michelin. Meglio ricordarlo allora per il trionfo di Marco Bezzecchi, capace di inanellare tra l’avvio di questa stagione e il finale della precedente quattro vittorie di fila. Cosa che gli consente di balzare in vetta all’attuale classifica.
- Bezzecchi: "Non pensavo di poter vincere"
- Martin torna sul podio: "Il titolo mondiale? No no, pensiamo giorno per giorno"
- Di Giannantonio spiega cosa manca alle Ducati
- Il siparietto nel retropodio: "Ma perché c'era acqua all'ultima curva?"
Bezzecchi: “Non pensavo di poter vincere”
Il riminese è scattato subito al meglio superando il poleman Fabio Di Giannantonio, poi terzo dopo aver duellato con Marc Marquez per l’ultimo gradino del podio. Bezzecchi invece ha dominato dal primo all’ultimo giro, tenendo a debita distanza i rivali e anche i compagni di squadra, come un Jorge Martin tornato finalmente in gran spolvero (l’intuizione Aprilia si è rivelata fruttuosa e felice dopo una prima stagione con Noale condizionata da infortuni e incomprensioni poi rientrate) e al suo primo podio con la RS GP in una gara lunga.
Pensare che il venerdì Bezzecchi era precipitato nella classifica delle prove, finendo fuori dalla Q2 del giorno dopo. “Non pensavo onestamente di poter vincere, ma ieri siamo migliorati e abbiamo lavorato tanto sino a stamattina”, ha spiegato il pilota a Sky Sport. Poi ha rivelato: “Valentino mi ha scritto, mi ha caricato dicendomi che stavo andando forte. Sabato ero bello motivato per fare una buona qualifica, nonostante fossi teso perché sapevo che era fondamentale. Non ero al 100% nella Sprint, però sapevo di avere qualche margine di miglioramento. Di sicuro non mi aspettavo di andare così forte con la gomma media”.
Martin torna sul podio: “Il titolo mondiale? No no, pensiamo giorno per giorno”
A proposito di fine settimana indimenticabili, lo è stato sicuramente per Martin, a podio (il primo con Aprilia) sia nella Sprint che in gara. A Sky Sport ha voluto ringraziare, tra gli altri, anche il compagno di squadra per l’aiuto che si danno a vicenda, “anche perché per battere un Marquez bisogna darci una mano”. Lo spagnolo ha proseguito parlando di una fiducia che piano piano sta riacquisendo, dovendo resettare la mentalità dello scorso anno da campione del mondo uscente: “Ogni volta che andavo in pista pensavo di proseguire da vincitore, ma avevo una moto diversa, un altro team, e tante situazione difficili dal punto di vista mentale fuori dalle gare. Ho sempre voluto dimostrare di essere forte, quel pilota che aveva vinto il campionato. Adesso non ho più questa mentalità, non voglio più dimostrare nulla a nessuno. Sono concentrato su di me, non ho mai saltato la dieta in cinque mesi né un giorno di allenamento e di recupero. E queste sono le conseguenze”.
Martin insomma ha dovuto mettersi in discussione per guidare una Aprilia “totalmente diversa dalla Ducati, ma ora mi sento come nel 2024, conosco meglio la moto”. E sulla prospettiva del titolo mondiale si è schernito: “Ma siamo matti? No no, pensiamo giorno dopo giorno, al limite vediamo come saremo messi in Qatar o a Valencia”.
Di Giannantonio spiega cosa manca alle Ducati
Dal fronte Ducati Di Giannantonio, commentando con Sky Sport il podio, si è detto felice di aver lottato e alla fine prevalso su un pilota come Marc Marquez. E ha aggiunto che il vulnus delle Ducati è la mancanza di grip nell’anteriore quando l’asfalto diventa più scivoloso. “Così fatichiamo molto e non possiamo sfruttare il nostro asso nella manica che è la frenata e l’ingresso curva. Le Aprilia invece hanno ritmo da subito e riescono a portare in fretta in temperatura le gomme”.
Il siparietto nel retropodio: “Ma perché c’era acqua all’ultima curva?”
Il pilota del team VR46 ha anche sottolineato la rottura dell’asfalto, in particolare tra curva-11 e curva-12. Un imprevisto che è stato motivo di discussione nel retropodio: Bezzecchi, commentando con Di Giannantonio i duelli con Marquez, ha fatto presente al romano come l’asfalto in un tratto si stesse letteralmente “spaccando”. Poi, rivolgendosi a Martin: “Ma c’era l’acqua all’ultima curva?”. E lo spagnolo: “Due strisce”. Ancora il riminese: “Ma perché?”, aggiungendo di aver notato la cosa dal giro di ricognizione.