Napoli, Giovane attento: c'è una maledizione sui bomber di scorta, precedenti agghiaccianti

  • Postato il 23 gennaio 2026
  • Di Virgilio.it
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Erano passati solo dieci minuti questa estate dal primo allenamento di Giovane Santana do Nascimento, per tutti solo Giovane, quando il tecnico Zanetti lancia uno sguardo d’intesa al team manager Sandro Mazzola: il brasiliano, da pochissimo sbarcato in Italia, ha appena presentato senza alcuna timidezza il suo biglietto da visita con un un missile all’incrocio dei pali dopo un dribbling. Quell’occhiata complice diventa un sorriso convinto quando contro la Virtus Verona, primo vero test della stagione, Giovane ci mette sedici secondi a segnare un gol, poi ne segna un altro e sforna altri due assist. Il resto è storia, brilla nella sua prima mezza stagione in A, attira le attenzioni di mezza A e viene preso dal Napoli. Giovane prenderà il posto del flop Lucca, ceduto.

Giovane, ennesimo affare col Verona

L’asse tra Napoli e Verona è solido sul mercato: negli ultimi anni gli azzurri hanno attinto a piene mani dalla bottega scaligera: da Jorginho a Rrahmani passando per Simeone e Ngonge. Antico anche il feeling dei partenopei con i brasiliani: Il primo fu un “oriundo”, ossia il difensore naturalizzato italiano in virtù delle sue origini bolognesi, Paulo Innocenti arrivato a Napoli dal Bologna, nel 1926 e rimastovi per dieci stagioni (fino al 1936), durante le quali ha collezionato in totale 215 presenze e messo a segno sette reti, poi un oceano di campioni e qualche delusione cocente (Natan quella più recente).

Quanti flop tra i bomber di riserva del Napoli

Prima di convincere Conte, che è sempre piuttosto cauto nell’inserire i nuovi arrivi, Giovane avrà un compito complesso, quello di sfatare la maledizione degli attaccanti di scorta azzurri. La storia recente è ricca di delusioni e fallimenti. Partendo dai primi anni di De Laurentiis in A il primo a ciccare fu Rossitto, promessa mai esplosa preso dal Treviso e rimasto anonimo. Una tradizione che ha visto anno dopo anno tanti flop sul mercato attaccanti per i bomber di riserva: nessuno ha bei ricordi di Hoffer o di Vargas ma a fallire fu anche Cristiano Lucarelli, complice un brutto infortuno.

Col Napoli in lotta col Milan per lo scudetto a gennaio 2011 arriva Mascara, ma dopo un gol a Bologna scompare. E che dire di Michu nel Napoli di Benitez? e di Llorente? Con Sarri il Napoli si rafforzò con Pavoletti, che sembrava in orbita Nazionale ma che non giocò quasi mai. La maledizione continua con Petagna ed ha colpito anche Lucca e Lang, presi a luglio e mandati via a gennaio.

I grandi cannonieri azzurri

La speranza per Giovane è quella invece di solcare le orme dei tantissimi attaccanti di valore della storia azzurra: Sallustro a Jeppson (“‘o banco ‘e napule”) nella preistoria, a Vinicio, Altafini e Savoldi fino ai gioielli dell’era Maradona Giordano e Careca per chiudere con i fenomeni della gestione De Laurentiis: Quagliarella, Cavani, Higuain, Mertens Osimhen e Lukaku.

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