Naufragio di Cutro 3 anni dopo, il parroco: «Chiediamoci se in futuro sapremo dare aiuto»
- Postato il 26 febbraio 2026
- Notizie
- Di Quotidiano del Sud
- 3 Visualizzazioni
Il Quotidiano del Sud
Naufragio di Cutro 3 anni dopo, il parroco: «Chiediamoci se in futuro sapremo dare aiuto»

Toccante omelia del parroco di Cutro durante la cerimonia religiosa di commemorazione a tre anni dal naufragio di Cutro
CUTRO – «Non possiamo riunirci soltanto per commemorare le morti e ricordare che non siamo stati capaci di dare aiuto a chi ci chiedeva aiuto. Dobbiamo, invece, chiederci se in futuro saremo in grado di dare aiuto». Questo il passaggio più profondo dell’omelia del parroco di Cutro, don Davide Fiore, durante la cerimonia religiosa a tre anni dal tragico naufragio in cui morirono un centinaio di migranti. In una chiesa del Santissimo Crocifisso gremita da scolaresche, cittadini comuni e con in prima fila le autorità, il parroco ha tratto spunto dal personaggio biblico di Ester e dal tempo di Quaresima.
IL MONITO DEL PARROCO
«Nel tempo di Quaresima volgiamo uno sguardo alla nostra vita per poterci migliorare. Abbiamo il dovere di migliorare ciò che prima non siamo riusciti a fare. Guardiamoci allo specchio – ha detto ancora don Davide Fiore – e chiediamoci se abbiamo fatto tutto il possibile, se abbiamo messo tutto il nostro impegno. Il tempo di Quaresima – ha detto ancora il parroco – è il tempo della speranza e della vita che vince sulla morte». Un appello, ma anche un monito.
Il COMMISSARIO SICA
Durante la cerimonia, è intervenuto il viceprefetto aggiunto Zaccaria Sica, commissario straordinario del Comune di Cutro, che ha voluto ricordare la straordinaria generosità dimostrata dalla popolazione locale durante l’emergenza. «Cutresi e crotonesi – ha detto il commissario prefettizio – hanno teso le braccia a chi chiedeva aiuto facendosi portatori di un innato senso di umanità – L’auspicio – ha concluso Sica – è quello di non assistere più a tragedie analoghe».
L’IMAM DI CUTRO
Nel piazzale antistante l’edificio religioso erano esposte 94 maglie con i nomi delle vittime accertate. Tra gli altri era presente alla funzione l’imam di Cutro, Mustapha Ashik, che collaborò col Comune per l’allestimento delle sepolture musulmane in un’ala del cimitero nella località Serre, dove sono inumate sette vittime senza nome.
Il Quotidiano del Sud.
Naufragio di Cutro 3 anni dopo, il parroco: «Chiediamoci se in futuro sapremo dare aiuto»