Nei denti i dettagli della vita di 2.700 anni fa

  • Postato il 19 marzo 2026
  • Di Focus.it
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Un team di ricerca coordinato dall'Università "La Sapienza" di Roma ha analizzato i denti di dieci individui dell'Età del Ferro sepolti tra il VII e il VI secolo a.C. a Pontecagnano (Salerno), ottenendo informazioni incredibilmente dettagliate sulla loro dieta e sulla loro salute. Lo studio: una "biografia" scritta nello smalto L'approccio interdisciplinare adottato, che ha unito biologia, bioarcheologia e antropologia, ha permesso di tracciare la storia di ogni individuo con una precisione «quasi giornaliera», permettendo di «comprendere come la comunità affrontava le sfide ambientali e sociali dell'Età del Ferro», come spiega Roberto Germano, coordinatore della ricerca pubblicata su PLOS.. Lo stress dello svezzamento nell'antichità Osservando le cosiddette accentuated lines (AL), alterazioni microscopiche nello smalto dentale che si formano in risposta a stress fisiologici come malattie o carenze nutrizionali, i ricercatori hanno individuato due picchi principali: il primo attorno ai 12 mesi di età, probabilmente collegato all'inizio dello svezzamento, quando il bambino inizia a essere esposto a nuovi alimenti e a un maggior numero di agenti patogeni; il secondo attorno ai 44 mesi (3 anni e mezzo), legato allo stress metabolico associato alla fine dello svezzamento e alla transizione definitiva a un'alimentazione adulta.. Pane, vino e birra: la dieta degli adulti Analizzando il tartaro dentale, che funge da "capsula del tempo" intrappolando microscopici residui di cibo, i ricercatori hanno ricostruito le abitudini degli abitanti di Pontecagnano. Oltre a granuli di amido riconducibili a diversi tipi di cereali e legumi, sono state identificate spore di saccaromiceti (dal latino "funghi dello zucchero"), spie di un consumo regolare di alimenti o bevande fermentate come pane, vino e birra. . Non solo cibo: l'uso dei denti come attrezzi da lavoro Il tartaro, però, non ha rivelato soltanto informazioni sulla dieta: il ritrovamento di frammenti di legno e fibre vegetali, alcune tipiche di piante come lino o cannabis, fa supporre che questi individui lavorassero corde o fibre con la bocca, o utilizzassero bastoncini di legno come spazzolini ante litteram.. Pur basandosi su un campione troppo ridotto per essere rappresentativo dell'intera popolazione, la ricerca offre un quadro esaustivo della vita degli abitanti della zona e dimostra come l'approccio multidisciplinare sia la strada più efficace per ottenere risultati davvero completi..
Autore
Focus.it

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