Nel Regno Unito linee guida su genere e scuola: pronomi, spazi separati e ruolo dei genitori
- Postato il 14 febbraio 2026
- Estero
- Di Agi.it
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Nel Regno Unito linee guida su genere e scuola: pronomi, spazi separati e ruolo dei genitori
AGI - Il governo britannico ha pubblicato delle nuove linee guida che permetteranno agli alunni delle scuole primarie in Inghilterra che mettono in discussione il proprio genere di utilizzare pronomi diversi, introducendo un cambio significativo rispetto alla bozza del 2023 elaborata sotto i Conservatori, che lo escludeva esplicitamente.
Il documento, pubblicato dal dipartimento per l'Istruzione (DfE) e aperto a consultazione pubblica, stabilisce che il personale scolastico non potrà adottare autonomamente segnali di "transizione sociale" come un nuovo nome o pronomi differenti, ma dovrà farlo solo attraverso procedure formali concordate con la scuola o il college, con il coinvolgimento dei genitori e il parere di specialisti clinici.
Gestione delle richieste nelle scuole primarie
Per i bambini delle primarie si sottolinea inoltre che tali situazioni dovrebbero verificarsi molto raramente e che gli insegnanti dovranno rispondere alle richieste "con cautela", mantenendo come priorità il benessere del minore.
Sesso biologico e spazi separati
Le linee guida recepiscono le conclusioni della revisione del 2024 guidata dalla pediatra Hilary Cass sulla transizione di genere nei minori e tengono conto della sentenza della Corte Suprema britannica sulla necessità di spazi separati per sesso biologico. Le scuole non dovranno quindi prevedere bagni o sistemazioni notturne miste oltre gli otto anni né sport misti che possano far sentire gli studenti insicuri. Agli studenti che intraprendono una transizione sociale dovrà essere spiegato con sensibilità che non potranno utilizzare servizi igienici, spogliatoi o alloggi destinati al sesso opposto.
Ruolo della scuola e consenso dei genitori
Il documento, che avrà valore statutario una volta approvato, precisa inoltre che l'iniziativa non deve partire dalla scuola ma solo dal bambino o dai genitori, e che nella maggior parte dei casi gli istituti dovranno lavorare con le famiglie per individuare la soluzione migliore, considerando anche eventuali problemi di salute o neurodiversità. I genitori dovranno essere informati delle richieste, salvo rare situazioni in cui ciò rappresenti un rischio per il minore.
Reazioni politiche e sindacali
Il ministro dell'Istruzione Bridget Phillipson ha definito l'obiettivo come quello di fornire indicazioni pragmatiche basate sulle evidenze, evitando che la questione diventi terreno di scontro politico. I sindacati dei dirigenti scolastici hanno accolto positivamente la pubblicazione, sottolineando la necessità di orientamenti nazionali chiari dopo anni di dibattito polarizzato. Critiche sono invece arrivate dai Conservatori, secondo cui le nuove norme indebolirebbero il ruolo dei genitori e aprirebbero alla possibilità che bambini molto piccoli possano essere indicati con pronomi non corrispondenti al sesso biologico.
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