"Nella Russia di Putin le feste sono diventate rituali politici"

  • Postato il 17 gennaio 2026
  • Estero
  • Di Agi.it
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"Nella Russia di Putin le feste sono diventate rituali politici"

AGI - Le festività del periodo natalizio nella Russia di Putin non sono più semplici appuntamenti familiari, ma stanno diventando potenti rituali politici per creare lealtàidentità condivisa e consolidare la nuova élite del Paese, i militari. In vista della chiusura di questo periodo - con l'Epifania ortodossa che si celebra il 19 gennaio, quando anche il presidente russo fa il tradizionale bagno nel ghiaccio - l'AGI ha parlato con l'antropologa russa Alexandra Arkhipova de L'École normale supérieure di Parigi del significato politico di alcune tradizioni come il discorso di fine anno del presidente in TV, sullo sfondo della Torre Spasskaja del Cremlino.

"Il senso di appartenenza a una nazione moderna si crea attraverso pratiche ripetitive basate sul calendario: leggere il giornale del mattino con la data odierna, celebrare anniversari comuni e concentrarsi su un unico oggi", spiega Arkhipova, anche studiosa del rapporto tra folklore e politica. "È questo senso di simultaneità che permette di immaginarsi come un gruppo: le persone iniziano a percepirsi come parte di un'unica comunità più ampia, non perché si conoscono, ma perché condividono lo stesso tempo, muovendosi secondo un calendario comune". 

I rituali di sincronizzazione e il discorso di capodanno

Si tratta di "rituali di sincronizzazione", come li chiama Arkhipova, che creano la sensazione che "noi" esistiamo simultaneamente e in un unico spazio. I leader di regimi totalitari e autoritari ne hanno particolarmente bisogno: "Costringendo le persone in diverse parti del Paese a compiere le stesse azioni e a generare le stesse emozioni, alla fine ottengono un senso di unità, anche se non è costruito su basi religiose".

Putin è stato il primo leader russo a fare gli auguri alla nazione ogni 31 dicembre, sullo sfondo dei rintocchi dell'orologio della Torre Spasskaya. "Si associa all'inizio e alla fine del ciclo annuale", fa notare Arkhipova, "in un certo senso, così diventa il padrone del tempo". Gli auguri del presidente per il Nuovo Anno vengono guardati dal 97-100% del pubblico televisivo russo, continua la studiosa. "È un modo potente per far sentire le persone unite".

L'intensificazione ideologica: Putin nei cartoni animati

Ma nella Russia di oggi, in guerra militarmente e ideologicamente con l'Occidente, questo non basta. Così, a fine 2025, Putin è diventato il personaggio di un episodio del celebre cartone animato, Prostokvashino. "Mai prima d'ora un leader politico era apparso in cartoni animati per bambini", sottolinea Arkhipova.

"Il fatto che il personaggio di Putin appaia proprio sulla Piazza Rossa a Capodanno, confermando di essere il responsabile dei rituali di sincronizzazione e parlando al cuore di ogni famiglia russa, è un segno dell'intensificazione degli sforzi ideologici per rafforzare l'identità nazionale".

Il Natale e l'elevazione dell'esercito

Dal 2023, il Natale (che in Russia si celebra il 7 gennaio) è un rituale con una nuova connotazione per il regime. "In questa occasione", spiega l'antropologa, il leader "non fa gli auguri ai russi tutti insieme, come a Capodanno; per il terzo anno consecutivo, Putin ha dimostrato la sua unità con i militari, partecipando alla messa della Vigilia con loro", mentre prima dell'invasione dell'Ucraina preferiva circondarsi dai suoi funzionari.

Le chiese dove il presidente ha presenziato le celebrazioni negli ultimi anni sono sempre chiese dedicate a San Giorgio il Vittorioso, "che per i russi è associato alla protezione dal male e alle gloriose vittorie", fa notare la studiosa.

"Per Putin è importante collegare i moderni difensori della patria a San Giorgio" e i suoi discorsi in queste occasioni avevano messaggi messianici ed escatologici. Il presidente, sostiene Arkhipova, "si vede come il salvatore del mondo giusto e naturale, la Russia, contro l'Occidente, che porta l'Apocalisse". Lo dimostra il suo discorso, dopo la messa della Vigilia, ai figli dei militari. "Chiamiamo spesso il Signore nostro Salvatore perché è venuto sulla Terra per salvare tutti gli uomini. Quindi, i soldati in Russia svolgono sempre questa missione, per volere del Signore: difendere la Patria e il suo popolo, salvare la Madrepatria", ha detto. Putin in questo modo, eleva l'esercito rendendolo la nuova élite della Federazione Russa".

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Autore
Agi.it

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