Non solo Groenlandia. Usa e Germania divise anche dalle politiche sulle auto elettriche

  • Postato il 19 gennaio 2026
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  • Di Il Fatto Quotidiano
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No, il mercato delle auto elettriche non è pronto a reggersi sulle sue gambe. Ecco perché il governo tedesco metterà a disposizione dei suoi cittadini fino a 6.000 euro (erogati in base alla tipologia di veicolo e al reddito dell’acquirente) per promuovere l’acquisto di veicoli alla spina. Pure le automobili dotate di range extender e sistemi di propulsione ibridi plug-in potrebbero essere considerate idonee a ricevere sussidi nell’ambito del piano per aiutare le famiglie a reddito medio-basso nell’acquisto di nuove auto elettriche. L’obiettivo è rilanciare le vendite stagnanti in uno dei settori industriali chiave del Paese.

L’incentivo base ammonta a 3.000 € per i veicoli elettrici e 1.500 € per le ibride plug-in o i veicoli con range extender. Affinché i modelli PHEV (ibridi plug-in) e i range extender possano beneficiare del contributo, devono presentare emissioni di CO2 inferiori a 60 grammi per km o avere un’autonomia in modalità elettrica di almeno 80 km.

Berlino ha stanziato 3 miliardi di euro per il programma, che probabilmente coprirà 800.000 veicoli sovvenzionati fino al 2029. Il ministero ha aggiunto che le domande possono essere presentate retroattivamente per le nuove immatricolazioni effettuate a partire dal 1° gennaio. Le auto d’importazione? Non saranno escluse dal programma di sostegno finanziario, incluse quelle prodotte in Cina (principale rivale della Germania nel settore automobilistico).

Dall’altra parte dell’Atlantico, invece, la musica è totalmente diversa: l’amministrazione Trump punta ad abbassare i prezzi delle auto eliminando le normative sulle emissioni, ovvero scommette su una deregulation delle norme ambientali che devono rispettare i costruttori di automobili per migliorare l’accessibilità economica delle vetture. Secondo la società di ricerca Cox Automotive, a dicembre i prezzi medi per le auto nuove hanno raggiunto il record di 50.326 dollari: gli americani acquistano autocarri e Suv più costosi, mentre le case automobilistiche offrono sempre meno veicoli entry-level. Nonostante i cambiamenti politici e i nuovi dazi, però, le vendite di nuovi veicoli negli Stati Uniti sono aumentate del 2,2% nel 2025, raggiungendo i 16,35 milioni di unità.

Per il Segretario ai Trasporti Sean Duffy, le strategie di deregolazione ambientale “porteranno a una riduzione dei prezzi delle auto e permetteranno alle case automobilistiche di offrire prodotti che gli americani vogliono acquistare”. Duffy spiega che “questa non è affatto una guerra ai veicoli elettrici”, specificando però che gli stessi non dovrebbero essere per forza favoriti: “Non dovremmo usare la politica governativa per incoraggiare l’acquisto di elettriche penalizzando al contempo i motori a combustione”. L’amministrazione Trump ha oltretutto revocato in modo aggressivo gli incentivi – un credito d’imposta di 7.500 dollari – sui veicoli elettrici promossi dall’ex presidente Joe Biden, revocato le norme green della California e annullato le sanzioni per le case automobilistiche che non soddisfano i requisiti di efficienza precedentemente fissati.

Se da un lato la deregulation è una boccata di ossigeno per le case automobilistiche, dall’altro le stesse devono affrontare i pesanti dazi imposti da Trump sui veicoli e i componenti importati. Per il capo dell’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente (EPA) Lee Zeldin, il governo “non dovrebbe forzare, richiedere o imporre che il mercato vada in una direzione diversa da quella richiesta dal consumatore americano”.

A dicembre, il Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti (USDOT) ha proposto di revocare gli standard di efficienza dell’era Biden, che avevano spinto le aziende automobilistiche a produrre più elettriche per conformarsi alle leggi. Si prevede inoltre che l’EPA finalizzerà nelle prossime settimane una norma che eliminerà i requisiti sulle emissioni allo scarico dei veicoli. L’USDOT stima che la sua proposta ridurrebbe i costi iniziali medi dei veicoli di 930 dollari, ma aumenterebbe il consumo di carburante fino a 100 miliardi di galloni entro il 2050, costando agli americani fino a ulteriori 185 miliardi di dollari in carburante.

La buona notizia è che, nonostante The Donald sia palesemente ostile alle politiche green, tra i consumatori statunitensi l’interesse per i veicoli ibridi continua a crescere: tra il secondo trimestre del 2020 e il secondo trimestre del 2025, la quota di nuove immatricolazioni di veicoli ibridi è balzata dal 3,1% al 16,3%. Nello stesso periodo, anche la quota di EV è aumentata, ma a un ritmo decisamente più lento, passando dall’1,4% all’8,6%.

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Il Fatto Quotidiano

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