Norrie rinato a Indian Wells grazie a Sinner, la rivelazione che preoccupa Alcaraz: “Jannik mi ha caricato”
- Postato il 12 marzo 2026
- Di Virgilio.it
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Dopo una stagione e mezzo di grande difficoltà, nel 2025 Cameron Norrie ha avviato la sua risalita nel ranking rientrando in top-30 grazie a una serie di buoni risultati, pur non raggiungendo i picchi avuti tra il 2021 e il 2022. A Indian Wells il britannico sembra però aver cambiato nuovamente marcia, rendendosi protagonista di un cammino perfetto fino ai quarti di finale, dove affronterà un Carlos Alcaraz in cerca di rivincita. Come svelato da Norrie, parte del merito di questa rinascita è di Jannik Sinner e di un’intensa sessione di allenamento tra i due prima dell’inizio del torneo.
- Il cammino perfetto di Norrie a Indian Wells
- Norrie e l’aneddoto sull’allenamento con Sinner: “Mi ha dato una carica incredibile”
- Alcaraz spiega perché soffre il gioco di Norrie
Il cammino perfetto di Norrie a Indian Wells
Guardando Norrie in questa edizione di Indian Wells qualcuno potrebbe pensare di aver compiuto un salto di quattro/cinque anni nel passato. Il livello espresso dal britannico finora durante il torneo californiano è infatti forse il più alto dal suo exploit avvenuto tra il 2021 e il 2022, quando conquistò proprio questo torneo (unico Masters 1000 nel suo palmares) e raggiunse la sua unica semifinale slam a Wimbledon.
A testimonianza di ciò c’è infatti il suo cammino perfetto fino ai quarti di finale, con Cameron che si è sbarazzato nell’ordine di Mackenzie McDonald, del n°6 ATP Alex de Minaur e la sorpresa Rinky Hijikata (che in precedenza aveva eliminato gli azzurri Francesco Maestrelli e Flavio Cobolli, oltre al top-10 Alexander Bublik), il tutto senza cedere nemmeno un set.
Norrie e l’aneddoto sull’allenamento con Sinner: “Mi ha dato una carica incredibile”
Come svelato da Norrie in un’intervista alla BBC, dietro a questa rinascita ci sarebbe Sinner, con cui si è allenato prima dell’inizio del torneo: “Eravamo sul centrale e avremmo dovuto allenarci per due ore, ma stavamo facendo qualcosa di irreale e ci stavamo divertendo. Così Jannik mi ha detto ‘Dai, continuiamo’, solo che io avevo alcuni impegni e pure lui aveva un servizio fotografico. Allora Sinner mi ha detto ‘Cancella gli impegni’, ho dovuto chiamare il mio agente e posticipare ogni cosa. Penso che l’allenamento sia durato in tutto 3 ore e 20, mi ha dato una carica incredibile per il torneo”.
Alcaraz spiega perché soffre il gioco di Norrie
Ora per Norrie ci sarà la sfida più complicata possibile sulla carta, ovvero quella contro l’ancora imbattuto nel 2026 Alcaraz, che però in carriera Cameron ha già sconfitto in tre occasioni su otto incontri, compreso l’ultimo al Masters 1000 di Parigi dell’anno scorso. Una sfida che Carlos preparerà con particolare attenzione per prendersi la rivincita, consapevole di quanto il gioco del britannico gli crei problemi: “Spero di continuare in questo modo e darò il massimo contro Cameron, che mi ha battuto l’ultima volta in cui ci siamo affrontati. Voglio prendermi la rivincita. I mancini sono sempre difficili da affrontare e il modo in cui lui riesce a variare l’altezza dei colpi mi ha spesso creato problemi. Ha un rovescio molto piatto e un dritto carico di topspin, quindi è dura prevedere che tipo di palla ti arriverà. Inoltre, Cameron è un guerriero ed è abituato a lottare su ogni punto”.