Note di Vetro e Acciaio: Il mondo di Camilla si racconta ai lettori di Paese Italia Press
- Postato il 19 gennaio 2026
- Musica
- Di Paese Italia Press
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di Domenica Puleio
Camilla Cazzola — in arte Camillacosì – nata a Bologna nel 1998,— ha trovato nella musica il suo canale d’elezione fin dalla tenera età. Quella che era nata come una semplice inclinazione infantile per il canto e la poesia si è trasformata, durante gli anni del liceo, in un progetto artistico strutturato: un porto sicuro dove l’autenticità e la trasparenza diventano il cardine della sua narrazione.
Dopo anni di studio privato del canto, ha perfezionato la sua penna seguendo un corso di alta formazione nel cantautorato sotto la guida di Bungaro, un’esperienza che ne ha cristallizzato l’identità artistica.
La musica ha rappresentato lo strumento per superare il silenzio, trasformando i momenti di fragilità in una potente risorsa creativa.

Il suo bagaglio musicale è un mosaico eterogeneo. Se da un lato affonda le radici nella grande scuola italiana (Dalla, Battisti, Mina e Brunori Sas), dall’altro guarda all’estero con ammirazione per icone come Adele, Billie Eilish, i Beatles e Nina Simone, fino a spaziare verso il jazz di Keith Jarrett e il rock di Foo Fighters e U2.
L’obiettivo di Camillacosì è arrivare al cuore di un pubblico universale. Attraverso le sue canzoni, punta a creare una connessione empatica con l’ascoltatore, offrendo una prospettiva sul mondo fatta di speranze, vulnerabilità condivise e una sincera ricerca di conforto.
1. “Bluer Sky è uno dei primi pezzi che ho scritto all’inizio del mio percorso, da cui, in un certo senso, prende forma il mio progetto e che ha segnato l’inizio della mia evoluzione successiva. Riccardo ha avuto un ruolo centrale nella realizzazione del brano” vuoi raccontarci la tua evoluzione?
‘Bluer Sky’ è stato uno dei primi tasselli messi giù, un punto cruciale che mi ha consentito di vedermi a tutto tondo e di iniziare a comprendere ciò che più mi rappresenta, che è proprio questo tratto sincero che da lì porto avanti e che evolve con me, consentendomi di scoprirmi meglio ogni giorno. La mia musica tiene traccia dei miei cambiamenti e sta quindi, negli anni, crescendo con me. Presto vedrete delinearsi in maniera chiara il tutto.
2. Come nasce la “tua” musica?
Mi avvicino dalla musica da bambina, cantando e scrivendo testi per esprimere la mia interiorità. Il mio progetto artistico prende forma nel a partire dagli ultimi anni del liceo e si consolida nel tempo, diventando uno spazio autentico in cui raccontarmi senza filtri, con coraggio e sincerità. La musica è diventata lo strumento che mi ha permesso di rompere il silenzio e di esprimere tutto ciò che custodivo dentro, trasformando la vulnerabilità in forza creativa. Il percorso di scrittura e cantautorato con Bungaro è stato infine un elemento chiave nella definizione della mia identità musicale, andando a spogliare dei filtri residui e valorizzando al meglio la mia creatività in ogni sua forma.
3. Chi è Camillacosì?
Camillacosì è una cantautrice bolognese che si racconta con estrema sincerità nella sua musica, mettendo alla luce un mondo in cui gli alti e i bassi sono entrambi protagonisti, dove la rabbia incontra e si scontra con la leggerezza, dove c’è spazio per ogni favola che le venga in mente.
4. Un brano a cui sei particolarmente legata
‘Bridge over Troubled Water’ di Simon & Garfunkel. Ho il ricordo di quando da piccola mi nascondevo sotto al tavolo a casa di mio padre a Poppi e lo ascoltavo suonare la chitarra in terrazza. ‘Bridge over Troubled Water’ era uno degli unici pezzi che cantava anche, a bassa voce. E’ un ricordo che custodisco con grande affetto.

5. Camillacosì e la musica di ieri e di oggi: hai un genere preferito? Perché?
A livello di ascolto, essendo sempre stato molto variegato, non saprei davvero individuare un genere preferito, lo ricerco in funzione di come mi sento, del mio umore e dell’energia o delicatezza che mi serve in quel momento: non potrei vivere senza un Dala, Battisti, Brunori, ma nemmeno senza l’energia di Dave Grohl, di David Bowie, le parole di Bono, di Elton John, di Simon and Garfunkel, o ancora la voce di Nina Simone, di Lauryn Hill ecc.
A livello di scrittura assecondo invece la forma che spontaneamente assumono le mie idee quando le trasformo in musica, o la direzione in cui porta la mia vocalità, quindi soul, pop, musicalità francesi.
6. Donne in “musica”… il tuo punto di vista sul panorama moderno.
Credo che dal pop al rap, dall’indie all’elettronica, artiste come Elisa, Madame, Levante, Emma Nolde, Caterina Barbieri mostrino quanto la scena musicale femminile sia ormai variegata e coraggiosa. La loro presenza è ormai centrale e determinante nella definizione del suono contemporaneo.
7. Lancia un messaggio ai nostri lettori.
Forse, riprendendo le parole di ‘Bluer Sky’, in un mondo che corre veloce ogni tanto è necessario dedicarsi degli istanti di calma, per rallentare, per volersi bene, per ricaricarsi ed essere sicuri della direzione presa, per guardarsi intorno e apprezzare quanto si è già fatto, quanti ostacoli si sono già superati, per essere felici e soddisfatti anche oggi, che magari si è in viaggio e ancora all’orizzonte non si intravede l’arrivo.
La sua cifra stilistica è caratterizzata da un bilinguismo fluido: Camilla si muove con naturalezza tra l’italiano e l’inglese, scegliendo l’idioma che meglio sposa la metrica e l’impatto emotivo della composizione. Per lei, comporre non è solo un mestiere, ma una necessità vitale, un modo per dare forma sonora alla propria interiorità e tradurre i sentimenti in immagini vivide.
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