Nuovo partito comunista, nuova lista di proscrizione: chi vogliono colpire
- Postato il 15 gennaio 2026
- Politica
- Di Libero Quotidiano
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Nuovo partito comunista, nuova lista di proscrizione: chi vogliono colpire
Il Nuovo partito comunista ci riprova e pubblica sul suo sito una lista di "proscrizione" - aggiornata al presente - con tutte quelle personalità considerate come “agenti dell’entità sionista in Italia e dei loro collaboratori”. Un lungo elenco in cui compaiono numerosi esponenti della società civile italiana, manager, politici, giornalisti e tante donne. In alcuni casi ci sono anche biografie e foto.
I nominativi sono in grassetto e in totale le categorie sono otto: quella più corposa riguarda proprio i giornalisti. O meglio: "Sionisti presenti nel sistema mass-mediatico e culturale italiano (dirigenti, giornalisti, intellettuali) particolarmente attivi nel sostegno alle iniziative dello Stato sionista d’Israele o suoi promotori in Italia”. Ma c'è anche quella delle personalità politiche: "Sionisti esponenti di partiti politici delle Larghe Intese o rappresentanti di fondazioni ed enti pubblici o associazioni attivi nel sostegno alle iniziative dello Stato sionista d’Israele”, tra cui c'è anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
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“L’Associazione Giornaliste Italiane esprime innanzitutto la propria piena solidarietà alle nostre iscritte Eugenia Roccella ed Ester Mieli, e a tutte le giornaliste e i giornalisti colpiti dalla cosiddetta lista di proscrizione stilata da un sedicente nuovo partito comunista” si legge nella nota diffusa dall'associazione Giornaliste italiane. “La reiterazione di questo atto dimostra la volontà di portare avanti una pratica di intimidazione sistematica, che richiama metodi propri dei regimi autoritari. Schedare persone sulla base di presunte appartenenze ideologiche o posizioni politiche costituisce una minaccia diretta alla libertà di espressione, al pluralismo democratico e alla sicurezza personale, e colpisce in modo particolare chi svolge il lavoro di informare – conclude GI – Come giornaliste, denunciamo con forza questa deriva e chiediamo alle istituzioni competenti di intervenire immediatamente, ponendo fine a una pratica incompatibile con lo Stato di diritto e con i valori sanciti dalla Costituzione”.
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