Olimpiadi, Brignone ha deciso: correrà la discesa. Vonn e Goggia le favorite, ma quante mine vaganti...
- Postato il 7 febbraio 2026
- Di Virgilio.it
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La riserva l’ha sciolta a metà pomeriggio, prima ancora che il sole decidesse di nascondersi dietro le Tofane. Lì dove Federica Brignone proverà a risorgere come l’Araba Fenice: ha lavorato dieci mesi come non aveva mai fatto prima in vita sua per essere lì, al cancelletto di partenza della prima gara olimpica del programma femminile, e niente e nessuno potrà impedirgli di provare a sognare e far sognare le migliaia di appassionati che la sosterranno lungo la pista. Provando a spingersi oltre i propri limiti, senza nulla da perdere, ma con la voglia di non arrendersi e (soprattutto) di non accontentarsi.
- Federica oltre i propri limiti: "Ho studiato bene la pista..."
- Vonn show: c'è chi comincia a pensare che l'infortunio sia un bluff
- Goggia e la gara "di casa": sulle Tofane per entrare nella leggenda
- Tedesche e austriache valgono una medaglia. E Lalli Pirovano...
Federica oltre i propri limiti: “Ho studiato bene la pista…”
Brignone ha deciso di correre la discesa libera dopo le sensazioni ricevute nel corso della seconda prova cronometrata, chiusa col settimo tempo dietro a Sofia Goggia. Il quartetto azzurro lo completeranno Laura Pirovano e Nicol Delago (paga la cauzione la sorella Nadia), che qualche ambizione reale di medaglia ce l’hanno.
“Abbiamo fatto alcune valutazioni e ci siamo detti che si, si può provare a correre. È un po’ un azzardo, ma in fondo l’ho detto tante volte in questo ultimo periodo che avrei avuto bisogno di più tempo per prepararmi nel modo migliore possibile, ma di tempo non ce n’è stato e allora bisogna rischiare e provare. Però ho studiato bene la pista, ho messo i piedi dove volevo e non ho avuto paura”.
Già essere a Cortina è una vittoria, peraltro resa ancora più bella dalle emozioni provate nel corso della cerimonia inaugurale. Federica è dove voleva essere, adesso deve solo spingersi una volta di più oltre i propri limiti. Comunque vada, sarà un successo.
Vonn show: c’è chi comincia a pensare che l’infortunio sia un bluff
La seconda prova cronometrata ha detto anche un’altra cosa, che ormai appare evidente a tutti: Lindsey Vonn è scesa da un altro pianeta e ha deciso di far vedere al mondo dello sport (invernale, ma non solo) cosa significa essere un’atleta fuori dal comune. Il terzo posto ottenuto al netto del legamento crociato del ginocchio sinistro lesionato ha fatto persino affiorare qualche dubbio sulla reale esistenza del problema fisico: c’è chi pensa per davvero che Vonn abbia ingigantito tutto, solo per togliersi un po’ di pressione dalle spalle. Così fosse, chapeau allo stratega che le ha suggerito di alimentare più dubbi che certezze.
Ma forse la verità è molto più semplice di quanto uno la voglia far sembrare: il tutore regge, il ginocchio non fa male e Vonn è pronta a sfidare le leggi della natura per inseguire quello che da sempre è il suo sogno più grande, ovvero chiudere la carriera a Cortina con una medaglia olimpica. Dopo aver stupito il mondo tornando in ballo a 40 anni, cos’altro potrebbe impedirle di mettersi al collo una medaglia?
Goggia e la gara “di casa”: sulle Tofane per entrare nella leggenda
Domattina alle 11,30 le chiacchiere staranno a zero, per tutte. E il balletto delle favorite lascerà spazio solo al responso del cronometro. Sulla carta, due le atlete da battere: Lindsey Vonn in stagione ha vinto più di tutte e ha dimostrato di non essere tornata tanto per battere cassa, ma per essere ancora lei la regina della velocità.
Sofia Goggia però gioca “in casa”: queste sono anche e soprattutto le “sue” olimpiadi, come ha dimostrato una volta di più venendo scelta come ultima tedofora a Cortina. S’è preparata a puntino senza strafare, avvicinandosi però sempre più alla condizione migliore a ridosso dell’appuntamento a cinque cerchi.
Lei e Vonn un oro olimpico lo hanno già messo al collo (l’americana a Vancouver nel 2010, Sofi a Pyeongchang nel 2018), qui si giocano “la bella” per entrare definitivamente nella leggenda. “Referti clinici” alla mano, Goggia potrebbe essere più libera di testa per mettere giù le punte degli sci e fare la storia. Ma il confine è labile.
Tedesche e austriache valgono una medaglia. E Lalli Pirovano…
La Brignone di un anno fa una medaglia l’avrebbe messa al collo quasi a occhi chiusi. A lei nessuno può chiedere nulla: non ha corso una sola discesa in stagione, quindi sarà un “o la va o la spacca”, e tanto basta. Legittime aspirazioni di medaglia le hanno le tedesche Emma Aicher e Keira Widle-Winkelmann: la prima ha vinto sulla Corviglia di St. Moritz (pista mai banale), la seconda ha chiuso sul podio a Tarvisio e in Val d’Isere, gare vinte rispettivamente da Nicol Delago e Cornelia Huetter, che hanno entrambe motivi per poter pensare in grande.
La norvegese Kajsa Vickhoff Lie, la statunitense Breezy Johnson e le austriache Magdalena Egger e Mirjam Puchner proveranno a far saltare il banco, mentre la campionessa olimpica in carica Corinne Suter ad oggi non sembra in grado di poter rappresentare una minaccia.
E chissà allora che non possa diventare questa la gara della vita di Laura Pirovano: a Crans in supergigante aveva praticamente vinto, prima di saltare l’ultima porta. Non è mai andata a podio in carriera, ma magari la cartuccia se l’è tenuta per un’occasione speciale. Meglio di questa, nessuno se la potrebbe augurare.