Pac, 10 miliardi in più per gli agricoltori: “Vittoria grazie alla nostra mobilitazione”

  • Postato il 8 gennaio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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protesta agricoltori Bruxelles

Liguria. “Adesso carta canta. I correttivi della von der Leyen alla sua proposta di riforma della Pac post 27, in primis i 10 miliardi in più per l’agricoltura italiana sono, chiaramente, un segnale positivo, ma all’agricoltura servono chiarezza e, soprattutto, più garanzie. Le stesse che ci faranno dire sì al Mercosur se assicurata, nero su bianco, la reciprocità richiesta”. Così Cia-Agricoltori Italiani, che aggiunge: “A quanto pare, la nostra mobilitazione del 18 dicembre a Bruxelles e il pressing del nostro governo sono stati determinanti, e devono continuare a esserlo, a tutela di tutti gli agricoltori e i cittadini europei”.

Prudenza e guardia alta restano, dunque, preferite da Cia rispetto all’ultima operazione von der Leyen che si gioca la flessibilità e gli anticipi sul budget già previsto. Nella lettera della presidente della commissione Ue, infatti, si ritrovano i 293 miliardi per gli agricoltori stanziati dal prossimo bilancio Ue 2028-2034, i 6,3 miliardi della riserva di crisi e il 10% al target rurale. In aggiunta, la nuova concessione Ursula di ieri permetterebbe ai Paesi di attingere dal 2028 a due terzi della riserva per la revisione di medio termine, a livello Ue fino a 45 miliardi. Che per l’Italia vorrebbe dire: fino 4,7 miliardi della riserva non allocata e 5 miliardi di euro del target rurale vincolati a misure agricole.

“Cifre e meccanismi – chiosa il presidente nazionale Cristiano Fini- non di poco peso e che richiedono dettagli normativi più stringenti, oltre a impegni operativi più circostanziati. Ovviamente più risorse per l’agricoltura sono una buona notizia, meno lo spettro del fondo unico con incognite non risolte sulla rinazionalizzazione e la competizione non solo tra Stati, ma anche tra settori. Inoltre, non ci dimentichiamo che la nuova proposta von der Leyen dovrà passare per i negoziati con il Parlamento europeo e soprattutto con i 27 governi. Con due anni di trattative e una marea di possibili evoluzioni geopolitiche, la nostra mobilitazione chiaramente continua”.

Quanto al Mercosur, sottolinea Fini: “Va tenuto il punto sul rispetto della reciprocità e sui controlli nelle importazioni. La sua difesa va anche oltre l’accordo con il Sudamerica, pone le basi per tutelare e sostenere la competitività delle nostre aziende e delle nostre produzioni in tutti i futuri accordi commerciali. Dobbiamo avere coraggio nel guardare a nuovi sbocchi, ma anche nel dettare le regole di gioco su standard produttivi e di lavoro sui quali gli agricoltori europei e italiani hanno investito reddito e sacrifici”.

A questi Cia guarda accogliendo positivamente anche la richiesta del ministro Lollobrigida, accettata dalla Commissione Ue, di sospendere il CBAM (Meccanismo di Aggiustamento del Carbonio alle Frontiere) che impatta sul prezzo dei fertilizzanti e i relativi dazi in ingresso. “Dà voce all’appello della Confederazione – conclude Fini -. Evitiamo così aumenti aggiuntivi fino al 30%, rincari tra 40–140 euro a tonnellata sul bilancio di imprese già gravate da costi di produzione inaccettabile”.

“L’annuncio di 10 miliardi di euro in più per gli agricoltori italiani sulle risorse destinate alla Pac 2028-2034, ottenuto grazie al ruolo determinante del Governo italiano e del ministro Francesco Lollobrigida, rappresenta un risultato impensabile fino a pochi mesi fa e risponde alle richieste avanzate con forza da Coldiretti, anche attraverso le mobilitazioni nazionali e a Bruxelles, l’ultima delle quali lo scorso 18 dicembre nella capitale belga” sottolinea l’associazione degli agricoltori.

“Si tratta di un miliardo in più rispetto alla programmazione attuale, che segna un netto passo indietro rispetto al tentativo della presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen di tagliare le risorse destinate all’agricoltura”.

“È la dimostrazione che scendere in piazza a Bruxelles serve e che la mobilitazione paga – commentano Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria, e Bruno Rivarossa, delegato confederale -. Senza la nostra protesta di Bruxelles del 18 dicembre e senza mesi di iniziative sindacali, questo risultato non sarebbe mai arrivato. È una vittoria politica e sindacale che difende il reddito degli agricoltori e riconosce il valore strategico dell’agricoltura europea”.

Per una regione come la Liguria, fatta di aziende piccole, territori collinari e montani e costi di produzione elevati, queste risorse sono ritenute fondamentali. “Ora però agli annunci devono seguire atti normativi chiari, senza ambiguità e senza spazio a nuove interpretazioni burocratiche”.

Coldiretti ribadisce inoltre la richiesta di azzerare immediatamente il dazio sui fertilizzanti introdotto con il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam), che pesa in modo significativo sui costi delle imprese agricole. Di grande importanza anche la modifica sulle aree rurali, che consentirà di destinare il 10% del fondo unico, pari a circa 48 miliardi di euro, direttamente agli agricoltori. Una battaglia portata avanti fin dall’inizio da Coldiretti e sostenuta con forza anche a livello europeo.

“Queste risorse possono rappresentare una leva concreta per sostenere le aree interne, collinari e montane, che in Liguria sono la spina dorsale dell’agricoltura regionale. Devono andare a chi vive e lavora stabilmente in questi territori, contrastando abbandono e dissesto idrogeologico.”

“La Pac – prosegue Coldiretti – non è fatta solo di risorse, ma anche di regole. Per questo va fermato ogni tentativo di rinazionalizzazione della PAC, che rischierebbe di penalizzare le imprese agricole e creare nuove disuguaglianze”. Coldiretti “continuerà a presidiare il negoziato affinché non vengano introdotti ostacoli tecnici e burocratici al pieno utilizzo dei fondi”.

Concludono Boeri e Rivarossa: “La diffidenza verso l’alta tecnocrazia di Bruxelles resta e per questo manterremo alta la guardia”.

In questo quadro Coldiretti prosegue la mobilitazione permanente e annuncia una serie di manifestazioni a partire dal 20 gennaio, che coinvolgeranno oltre 100mila soci in tutta Italia. Le iniziative “serviranno a difendere le conquiste ottenute sulla Pac e a ribadire la netta contrarietà a un accordo Mercosur che non garantisca parità di trattamento tra agricoltori europei e sudamericani”.

Autore
Il Vostro Giornale

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