Paesi Bassi principale hub in Europa per i narcos della ‘ndrangheta
- Postato il 22 marzo 2026
- Notizie
- Di Quotidiano del Sud
- 5 Visualizzazioni
Il Quotidiano del Sud
Paesi Bassi principale hub in Europa per i narcos della ‘ndrangheta

Audito in Commissione Antimafia il procuratore generale dei Paesi Bassi, principale hub in Europa per i narcos della ‘ndrangheta
CATANZARO – I Paesi Bassi hub fondamentale per il traffico di cocaina in Europa, ma il 98 per cento dei proventi illeciti resta non tracciato a causa di legislazioni opache e ritardi nell’investigazione tecnologica. Parliamo della principale porta di accesso per tutti gli invii di cocaina provenienti dall’America del Sud e dall’Africa occidentale destinati all’Europa. Un mercato che vede il consolidamento logistico di ‘ndrangheta e camorra grazie alla posizione centrale e alla struttura portuale ben sviluppata. Prosegue con l’audizione di John Lucas, procuratore generale dei Paesi Bassi, l’approfondimento della Commissione parlamentare antimafia sulle nuove rotte del narcotraffico. Questi i principali temi emersi.
LA VIA AFRICANA
Una premessa è fondamentale, per Lucas, e riguarda lo sviluppo della via africana. «L’impatto per alcuni Paesi dell’Africa occidentale non va sottovalutato, perché quello che vediamo in questo momento è un enorme intreccio fra legalità e illegalità. Figure criminali anche olandesi sono in grado di influire sui Governi e corromperli. Riescono ad acquisire grandi porzioni di territorio e a controllare grandi segmenti delle infrastrutture nei diversi Paesi dove operano. I flussi di cocaina provenienti dall’Africa occidentale in questo momento devono avere la nostra piena attenzione – dice Lucas – e dovremmo continuare a farlo anche negli anni a venire. Lo stesso dicasi anche per la destabilizzazione delle società, che divengono vittime di grandi criminali e del loro traffico di droga».
IN UN ANNO SEQUESTRATI 45MILA KG DI COCA
Un occhio ai dati la dice lunga sul ruolo nevralgico dei Paesi Bassi. «Nei Paesi Bassi ogni anno si consumano 3600 chilogrammi di cocaina, circa 10 kg al giorno. Con un prezzo medio di 45-50 euro al grammo, si arriva a un importo globale di circa 160-180 milioni di euro l’anno. Ora, sembra molto, ma queste cifre scompaiono rispetto all’enorme quantità di cocaina che attraversa i nostri confini. Solo nel 2023 nei porti olandesi sono stati confiscati più di 45 mila chilogrammi di cocaina, ma questa è soltanto una piccola percentuale di quello che attraversa i nostri confini, che noi riteniamo sia dieci volte il consumo annuale dei Paesi Bassi».
LEGGI ANCHE: Crescente presenza della ‘ndrangheta in Ecuador, «Istituzioni da depurare» – Il Quotidiano del Sud
PRIMATO PER LE DROGHE SINTETICHE
I Paesi Bassi, insieme ad Anversa e Amburgo, sono tra i più punti importanti di accesso per la cocaina in Europa. Ma per la produzione nazionale di droghe sintetiche, si attestano ai primi posti. «Nel 2018 l’Olanda è stata proclamata ufficiosamente campione mondiale delle droghe sintetiche – riconoscimento che nessuno vorrebbe ricevere – con un fatturato annuale stimato di circa 19 miliardi di euro, davvero proficuo.
LA MOKRO MAFIA
Uno sguardo sulla Mokro Mafia è imprescindibile. L’organizzazione criminale importava cocaina nei Paesi Bassi su larga scala per commerciarla nel resto d’Europa tramite i porti olandesi. Ma «a causa della forte concorrenza che regnava su quel mercato e per le regole severissime all’interno di questa associazione criminale, per cui chi parla muore, si sono verificati moltissimi omicidi». Per mettere insieme tutti i pezzi è stato fondamentale il contributo di un collaboratore di giustizia. Ma al pentimento hanno fatto seguito altri spargimenti di sangue. Tra gli omicidi quello di un familiare del pentito e del giornalista del quale era divenuto confidente.
LE CHAT CRIPTATE
Di importanza cruciale la decriptazione delle chat utilizzate dai trafficanti. «A partire da quei dati criptati che abbiamo ottenuto dopo aver smantellato diversi servizi di comunicazione come EncroChat, Sky, Exclu e Matrix, insieme all’Italia, abbiamo avuto moltissime informazioni. Le informazioni raccolte dai servizi di comunicazione, grazie all’apporto anche di Francia, Belgio e Italia, è stata importantissima non solo per il nostro Paese, ma anche per molti altri. Abbiamo quindi creato un’importante struttura, un cluster di criptodati». I dati acquisiti sono stati poi forniti ad altri Paesi europei.
NUOVO APPROCCIO INVESTIGATIVO
Lucas ha parlato anche di un nuovo approccio investigativo, denominato ACM. Ovvero approccio alle strutture di potere criminale. «Questa struttura – ha detto il procuratore – si occupa dell’intero sistema criminale. Sulla base dei nostri dati, noi verifichiamo che aspetto, che forma ha questo sistema e quali sono i ruoli cruciali al suo interno. Un esempio sono i broker, i mediatori finanziari che diverse organizzazioni criminali utilizzano. Cerchiamo anche di capire come poter disturbare il sistema per destabilizzarlo, e solo allora passiamo all’azione. Anticipiamo le capacità di adattamento del sistema criminale. Quindi se noi riusciamo ad arrestare un anello importante cerchiamo di prevedere come la rete reagirà, chi succederà, quale sarà l’impatto. L’effetto dell’arresto di un boss criminale è molto più importante se contemporaneamente riusciamo a colpire anche il suo successore all’interno del sistema».
SUPER STRUTTURA
Sono state messe a disposizione «enormi risorse» nei Paesi Bassi per questa struttura. «Abbiamo centinaia di investigatori, decine di funzionari del pubblico ministero che da anni studiano questo fenomeno e sono arrivati a smantellare le reti criminali dietro gli omicidi». Di conseguenza, «il numero di omicidi per vendetta nei Paesi Bassi negli ultimi anni è stato molto basso, anche se può essere una coincidenza». Fondamentale, dunque, il ruolo dell’intelligence, «l’unica risorsa su cui – ha detto Lucas – possiamo davvero contare. Tanto più attuali sono i dati, tanto più riusciamo ad anticipare le azioni del sistema».
SEQUESTRI IN CALO NEI PORTI
Per Lucas resta una priorità anche l’investimento sui porti, senza dimenticare che «la corruzione è parte del quadro» e che i lavoratori portuali «subiscono minacce». Ma le cifre dei sequestri di cocaina a Rotterdam e Anversa dal 2020 al 2024 sono diminuite del 50 per cento, nonostante i controlli non siano diminuiti. Al contempo, il prezzo di un chilo di cocaina in Olanda non è mai stato così basso: in questo momento 15 mila euro al chilo, mentre un anno e mezzo fa era 30 mila euro al chilo. «Non serve essere un economista – ha osservato Lucas – per vedere la differenza. Il fatto che stiamo acquistando meno dal mercato e che i prezzi siano ancora molto bassi mi porta a pensare che in Europa ci siano ancora molte importazioni».
LE NUOVE ROTTE
Intanto, ogni anno si produce sempre più cocaina in America Latina e la riduzione dei sequestri e l’abbattimento del prezzo mostrano che «effettivamente la cocaina evita Anversa e Rotterdam». Secondo le stime degli inquirenti olandesi, «si utilizzano maggiormente porti minori, a volte porti interni o altre tecniche di occultamento. Si utilizzano la Spagna e il Portogallo, dove si sono insediati i trafficanti, e in questi Paesi cresce il problema del trasbordo di cocaina su imbarcazioni molto rapide, a volte anche in pieno Oceano Atlantico. La rotta dell’Africa occidentale si sta affermando sempre più».
LA CORRUZIONE
Un altro problema è la corruzione, che «aumenta e ci preoccupa. Abbiamo dei broker corrotti – ha denunciato Lucas – All’interno delle nostre autorità vediamo sempre più corruzione». Esempi in tal senso sono i funzionari corrotti, la vulnerabilità nel sistema, l’emissione dei falsi passaporti, le consultazioni non autorizzate dei sistemi ufficiali per carpire informazioni.
IL RICICLAGGIO
Il terzo fenomeno su cui Lucas vuole attirare l’attenzione è il riciclaggio. Follow the money, segui i soldi. «Era parte della dottrina Falcone e io sono completamente d’accordo con lui. A partire dagli anni Novanta, le autorità olandesi sono all’avanguardia nell’iniziativa “il crimine non deve pagare”. Nel 1994 le nostre autorità sono state autorizzate a svolgere indagini finanziarie penali per poter individuare le strutture finanziarie illegali e smantellarle. La metodica del “segui i soldi” da quel momento è diventata la pietra miliare nella nostra lotta contro il crimine organizzato».
INDAGINI FINANZIARIE IN RITARDO
Ma secondo Lucas «più del 98 per cento di tutti i proventi illeciti» rimane non tracciato. «Una cifra enorme». Le organizzazioni criminali hanno sviluppato «metodi estremamente avanzati per poter nascondere i loro proventi, spesso operando a livello internazionale». I tempi lunghi delle procedure e gli ostacoli burocratici fanno sì che alla fine sia confiscata solo una minima parte dei proventi criminali identificati. Lucas lamenta che l’indagine finanziaria, soprattutto nel caso del traffico di stupefacenti, sia «uno strumento poco utilizzato, soprattutto nei Paesi Bassi. Purtroppo spesso ci concentriamo sull’intercettare i carichi di cocaina piuttosto che sul tracciare le piste finanziarie, mentre noi pensiamo che sia proprio lì che risiede il modo per guadagnare».
UNDERGROUND BANKING
In Olanda vediamo i risultati del traffico di stupefacenti, ma non i profitti, che «finiscono spesso in Paesi come gli Emirati Arabi». E ciò che vediamo è «una tendenza in altri Paesi in cui il sistema bancario illegale e le criptovalute svolgono un ruolo enorme, con uno spostamento dei traffici verso i beni di lusso, secondo il modello di riciclaggio cinese». I pagamenti spesso avvengono tramite l’underground banking. I destinatari si trovano in altri Paesi, dove «le indagini finanziarie non sono possibili, dove non è possibile perseguirli per la legislazione». Gli indagati cercano rifugio in paradisi fiscali dove si sentono al sicuro.
LE CRIPTOVALUTE
Negli ultimi anni i Paesi Bassi hanno compiuto passi avanti nella collaborazione internazionale con gli Emirati Arabi Uniti. Così i trafficanti sono andati via da Dubai per stabilirsi in Paesi che non concedono l’estradizione, come il Marocco, sfruttando magari la doppia cittadinanza. L’adagio di Falcone, follow the money, continua evidentemente a portare frutti. Intanto, aumenta l’utilizzo di criptovalute nei traffici. Uno «sviluppo molto inquietante», anche perché «mancano le esperienze per condurre le indagini». Inoltre,« i controlli sono difficili, mentre i pagamenti sono relativamente semplici e possono avvenire in forma digitale».
RETI CRIMINALI SPECIALIZZATE
Lucas ha anche toccato il fenomeno del crime as a service, ovvero di reti criminali specializzate in servizi specifici per altre reti. E quello del camouflage chimico della cocaina. La droga viene nascosta a livello molecolare su un materiale di supporto, come il carbone o la colla, in modo che non possa essere rilevata negli scanner portuali bypassando anche il fiuto del cane.
Al centro dell’audizione anche gli investimenti dei Paesi Bassi nella collaborazione tra forze di polizia e giustizia con Paesi sudamericani come Colombia, Ecuador, Perù e con i Paesi dell’Africa occidentale. L’obiettivo è quello della upstream disruption. Interruzione a monte, per bloccare al Paese d’origine il trasporto di droga.
APPELLO AI PARTNER EUROPEI
Importante è, poi, la condivisione dell’intelligence a livello europeo. Ogni Paese dell’Unione europea ha un tassello del puzzle in mano.«Europol e Eurojust sono tra i nostri interlocutori, però se vogliamo stare al passo con l’evoluzione delle reti criminali che operano a livello globale, dobbiamo disporre di informazioni aggiornate e complete». Ecco perché, secondo Lucas, «Italia, Paesi Bassi, Spagna, Belgio e Francia devono affrontare grandi sfide riguardo alla criminalità organizzata in prima linea. A volte siamo sottoposti a intimidazioni e minacce. Bisogna capire come possiamo aggiornare e rafforzare la nostra posizione nelle informazioni comuni, preferibilmente utilizzando canali già esistenti e non dovendo inventare ogni volta qualcosa di nuovo». Un monito su cui riflettere.
Il Quotidiano del Sud.
Paesi Bassi principale hub in Europa per i narcos della ‘ndrangheta