Pallanuoto, il Setterosa cambia: via l’uomo della rifondazione Silipo, Mirarchi nuovo c.t.
- Postato il 3 marzo 2026
- Di Virgilio.it
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Carlo Silipo, il tecnico che ha riportato il Setterosa alle Olimpiadi e conquistato le uniche due medaglie di peso della pallanuoto femminile italiana negli ultimi 10 anni, non è più il c.t. del Setterosa: il 54enne napoletano è stato sollevato dall’incarico dopo il 4° posto agli Europei di Funchal, al suo posto Maurizio Mirarchi (in copertina nella foto DeepBlueMedia – FIN) che fino al termine della stagione continuerà anche ad allenare Trieste in A1 maschile.
- Setterosa: via Silipo, Mirarchi nuovo c.t.
- Il 4° posto dell’Italia agli Europei 2026
- Le medaglie di Silipo
- Il calo post Olimpiadi
- Mirarchi e la crisi della pallanuoto femminile
- Le parole di Mirarchi
Setterosa: via Silipo, Mirarchi nuovo c.t.
Carlo Silipo ha tirato fuori il Setterosa dal momento più buio della sua storia, ma non è riuscito a portarlo a un grande risultato che potesse rilanciare un movimento in crisi, lontano anni luce dai fasti degli anni ’90 e dei primi 2000. E, da oggi, il 54enne tecnico napoletano – campione olimpico a Barcellona ’92 e recordman di presenze col Settebello – non è più il c.t. dell’Italia femminile: la FIN ha annunciato l’interruzione del suo incarico, affidato ora al 64enne Maurizio Mirarchi, esperto allenatore di Trieste in A1 maschile, che conserverà il suo doppio ruolo fino al termine della stagione.
Il 4° posto dell’Italia agli Europei 2026
Silipo paga le prestazioni non entusiasmanti del Setterosa agli Europei di Funchal dello scorso febbraio: l’Italia li ha conclusi al 4° posto grazie soprattutto ad un sorteggio favorevole nella prima fase a gironi, ma nel corso del torneo non è riuscita a battere nessun top team, perdendo due volte contro la Grecia (nella seconda fase a gironi e nella finale per il 3° posto) e in semifinale con l’Olanda. Sul piano dei risultati, comunque, poco si può imputare all’allenatore napoletano, in carica da marzo 2021, ovvero dopo la mancata qualificazione alle Olimpiadi di Tokyo.
Le medaglie di Silipo
Silipo ha rifondato il Setterosa escludendo gran parte delle reduci dell’argento di Rio 2016 e puntando su allenamenti durissimi, che rendessero le azzurre in grado di reggere l’impatto nell’uno contro uno con avversarie fisicamente più potenti. La sua filosofia ha restituito continuità di risultati alla Nazionale: prima di lui, dal 2017 al 2021 il Setterosa era stato sistematicamente eliminato ai quarti di finale di Mondiali ed Europei.
Col suo arrivo la svolta: subito un 4° posto ai Mondiali di Budapest 2022, poi il bronzo agli Europei di Spalato 2022 e quello ai Mondiali di Fukuoka 2023, ottenuto grazie alla clamorosa vittoria nei quarti di finale sulle campionesse olimpiche degli Stati Uniti, che dopo 10 anni interruppe la loro imbattibilità tra Olimpiadi e tornei iridati. Eccezion fatta per l’argento del 2019 in World League – una competizione minore nella pallanuoto – i due bronzi del Setterosa di Silipo rappresentano le uniche medaglie raccolte dalla Nazionale dal 2016 a oggi.
Il calo post Olimpiadi
Nel 2024 Silipo è riuscito a centrare l’obiettivo più importante, il ritorno alle Olimpiadi, grazie al 7° posto ai Mondiali di Doha 2024: raggiunto il traguardo, però, il suo Setterosa è sembrato perdere la spinta dei primi anni. A Parigi 2024 e ai Mondiali di Singapore 2025 sono arrivato altri due settimi posti, accompagnati dalla sensazione che il gap con le squadre di élite (Spagna, Grecia, Ungheria, Olanda, Stati Uniti e Australia) si fosse nuovamente allargato.
Mirarchi e la crisi della pallanuoto femminile
Ora toccherà a Maurizio Mirarchi, che ha lasciato l’incarico di vice del c.t. del Settebello Sandro Campagna per guidare le donne, provare non solo a continuare il lavoro di Silipo, ma anche a restituire entusiasmo al Setterosa e a un movimento intero. Negli anni ’90 e 2000 la pallanuoto femminile italiana collezionava medaglie con la Nazionale e dominava a livello di club, ma quei tempi sono lontani. Tanti i fattori della crisi: la fuga degli sponsor e gli costi di gestione delle piscine schizzati verso l’alto hanno spinto i club a tagliare gli investimenti nelle prime squadre, con le migliori straniere che ora preferiscono la Spagna e l’Ungheria all’A1, il cui livello è crollato; il numero delle tesserate si è ridotto e a livello internazionale il gioco è cambiato, sono aumentate intensità e atletismo a scapito di tattica e intelligenza pallanuotistica, da sempre i fattori vincenti delle pallanuotiste italiane.
Le parole di Mirarchi
In questo contesto, è capitato che giocatrici di valore si ritirassero per preferire lo studio o il lavoro: è capitato al portiere Caterina Banchelli, MVP azzurra nei tornei conclusi col bronzo di Spalato e Fukuoka, che a 23 anni ha lasciato la pallanuoto per una carriera nel mondo del design. “È un onore ricevere questo incarico. La mia responsabilità è costruire una nazionale competitiva e orgogliosa di rappresentare l’Italia”, le prime parole da c.t. di Mirarchi, che si è scelto quindi una bella gatta da pelare: il suo debutto in panchina sarà alle qualificazioni di World Cup di Rotterdam (1-6 maggio), ma l’obiettivo a medio termine è il ticket per Los Angeles 2028, la prima Olimpiade in cui la pallanuoto femminile avrà lo stesso numero di nazionali partecipanti di quella maschile (12). Tuttavia senza il supporto della FIN e una riorganizzazione del sistema per il neo-c.t. sarà molto complicato riuscire a riportare il Setterosa ai fasti di un tempo.