Paradosso a Strongoli, assessore parte civile contro se stesso
- Postato il 23 gennaio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Paradosso a Strongoli, assessore parte civile contro se stesso

La minoranza consiliare di Strongoli contesta la costituzione di parte civile della Giunta nel procedimento in cui è imputato un assessore
STRONGOLI – Parte civile contro se stesso? Sembrerebbe proprio di sì. La Giunta comunale di Strongoli intende costituirsi parte civile in un procedimento in cui un suo componente, l’assessore Francesco Costantino, è imputato di concorso esterno in associazione mafiosa e turbativa d’asta.
L’udienza preliminare che doveva svolgersi davanti al gup distrettuale di Catanzaro è saltata per difetto di notifica. Si proseguirà a marzo. Intanto, monta la polemica politica sollevata dai consiglieri comunali di minoranza.
L’INCHIESTA
L’inchiesta della Dda di Catanzaro vede coinvolti ex amministratori, oltre all’assessore in carica, tecnici comunali, componenti di una commissione di gara. I tentacoli che si sarebbero allungati sull’ente, in passato sciolto per infiltrazioni mafiose in seguito a risultanze dell’inchiesta Stige, sono quelli della cosca Giglio, egemone nella zona. A stuzzicare l’appetito della cosca sarebbe stato soprattutto il settore dei rifiuti.
Quello che, secondo l’opposizione, è «molto grave, sia sul piano politico e sia sotto un profilo strettamente legale», è non tanto l’approvazione della costituzione di parte civile del Comune di Strongoli, atto ritenuto «doveroso», ma il fatto che il proponente sia stato l’assessore Costantino e non il curatore degli affari legali dell’ente.
IL PARADOSSO
Il paradosso è che Costantino è uno degli imputati che potrebbe essere rinviato a giudizio.
«È vero che Francesco Costantino non ha partecipato alla votazione – osserva la minoranza consiliare – ma la situazione di un amministratore che presenta in Giunta una delibera di costituzione di parte civile in un procedimento in cui lui stesso è coinvolto ci sembra quantomeno kafkiana, oltre che al limite del conflitto d’interessi». «Ferma restando la presunzione d’innocenza», la minoranza annuncia l’invio della documentazione alla Prefettura di Crotone, alle Procure di Crotone e di Catanzaro e alla Commissione regionale contro la ‘ndrangheta.
Il Quotidiano del Sud.
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