Pasqua amara: uova fino a 77 euro al chilo (sempre più piccole) nonostante il crollo del cacao
- Postato il 24 marzo 2026
- Di Panorama
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Cioccolato super caro e per comprare un uovo di Pasqua al supermercato quest’anno bisogna fare una sorta di “investimento”. Rincari a doppia (fino a 77 euro al chilogrammo) cifra e confezioni sempre più leggere. E il paradossoè evidente: mentre il prezzo del cacao sui mercati internazionali crolla, sugli scaffali i listini continuano a salire.
Prezzi alle stelle: uova di Pasqua fino a 77 euro al chilo
Secondo i dati del Codacons un uovo di cioccolato industriale quest’anno può superare i 77 euro al chilogrammo, contro i 70 euro del 2025, con aumenti che oscillano tra il +6% e il +10% a seconda dei marchi. Lo si vede facendo un giro tra supermercati e discount. Basta guardare uno dei prodotti simbolo: l’uovo Kinder Gransorpresa. Il formato da 150 grammi è passato dai 9,90 euro del 2024 ai 12,99 del 2025, fino agli attuali 13,99 euro. In due anni, un incremento superiore al 30%. Un uovo Novi al gianduia da 450 grammi arriva a sfiorare i 22 euro, mentre prodotti brandizzati o firmati da maestri cioccolatieri, come alcune linee Dolci Preziosi, viaggiano intorno ai 9,90 euro per confezioni da appena 240 grammi. Un uovo Pocket Coffee da 250 grammi si aggira sui 13,99 euro, mentre prodotti con gadget o sorprese legate a personaggi famosi restano sotto i 10 euro ma con grammature ridotte, spesso intorno ai 240 grammi. Nel complesso, sugli scaffali si va dai circa 7-10 euro per i formati più piccoli fino a oltre 20 euro per quelli di fascia media, mentre il segmento artigianale e gourmet può facilmente superare i 100 euro a pezzo.
Il “trucco” della shrinkflation: uova più piccole allo stesso prezzo
E mentre i prezzi aumentano le dimensioni diminuiscono. È il fenomeno ormai noto della shrinkflation, cioè la riduzione delle quantità a parità di prezzo o addirittura di aumenti. Secondo un’indagine Udicon realizzata con l’Istituto Piepoli, l’84% degli italiani ha notato confezioni più piccole, mentre quasi 9 su 10 percepiscono un forte aumento dei prezzi. Non solo: per molti consumatori si tratta di una sorta di “inganno lecito”, una strategia che incide sulla fiducia e modifica i comportamenti d’acquisto. E così parte la “caccia al tesoro”, con gli italiani che passano da un’insegna all’altra, privilegiando discount, offerte e prodotti a marchio del distributore. Tre consumatori su quattro dichiarano di aver cambiato abitudini proprio a causa di rincari e sgrammature. Sul piano normativo, il tema resta aperto. In Italia, il tentativo di introdurre una legge anti-shrinkflation è stato rinviato.
Il paradosso del cacao: costa meno, ma non si vede
E la domanda di tutti è: perché le uova di Pasqua costano di più se il cacao costa meno? I numeri internazionali infatti disorientano. Dopo i picchi record del 2024, quando le quotazioni avevano sfiorato i 12mila dollari a tonnellata, il prezzo del cacao è crollato fino agli attuali 3mila e 300 dollari, con un calo di circa il 58% nell’ultimo anno. La produzione globale è tornata a crescere e così l’offerta è tornata alta, spingendo i prezzi verso il basso. Eppure, questo calo non si riflette sugli scaffali alla vigilia di Pasqua. Le ragioni sono diverse. Innanzitutto, le uova di Pasqua vendute oggi sono state prodotte con cacao acquistato mesi fa, quando i prezzi erano ancora elevati. A questo si aggiungono costi logistici ancora instabili, tensioni geopolitiche che incidono sui trasporti e, come sempre, la componente stagionale che alimenta le solite vecchie dinamiche speculative.